Lo spunto è stato un’interrogazione presentata dalla consigliera Annarita De Simone (Forza Italia) alla quale l’amministrazione ha risposto ma solo a metà, rimandando le spiegazioni ad un consiglio convocato proprio per sviscerare punto per punto la querelle che da mesi sta sollevando polemiche rispetto al cantiere per i marciapiedi di via Arco. Cantiere al momento fermo, mentre a Madonna dell’Arco sta per giungere la ressa delle squadre di fujenti.
Le interrogazioni presentate dalla capogruppo di Forza Italia, Annarita De Simone, nella seduta di consiglio comunale di ieri erano due, ma la prima aveva, diciamolo pure, un carattere di urgenza giacché i lavori dei marciapiedi di via Arco non sono stati completati e che nella cosiddetta cittadella mariana stanno per arrivare, tra la domenica di Pasqua e il Lunedì in Albis, parecchie centinaia di migliaia di persone. «La data di fine lavoro, prevista per dicembre 2015, è con tutta evidenza saltata. Ad oggi, i marciapiedi di via Arco, interessati da un’opera di rifacimento, si presentano incompleti e sprovvisti delle più elementari condizioni per una corretta e sicura accessibilità» – sosteneva la De Simone chiedendo al contempo lumi circa la gestione degli spazi sui marciapiedi da affidare ai venditori ambulanti.

Letta l’interrogazione, il sindaco Abete ha rinviato al prossimo consiglio comunale la risposta ma la consigliera ha preteso che, quantomeno sulla parte riguardante la gestione dell’evento di lunedì 28, con l’arrivo di squadre di battenti e di centinaia di pellegrini, qualche delucidazione le fosse data nell’immediato.
Lo ha fatto il comandante della polizia locale, il tenente colonnello Fabrizio Palladino, spiegando che è stata predisposta, su richiesta del sindaco, un’ordinanza che prevede una precisa allocazione delle bancarelle di commercio itinerante: cinquanta operatori che si sistemeranno domenica, martedì e per alcune domeniche successive, in via Arco. Mentre nella giornata clou, lunedì dell’Angelo, le bancarelle autorizzate si posizioneranno sul lato destro di via Romani e dopo l’ingresso del Santuario su via Arco. Il sindaco Abete ha inoltre spiegato che saranno impiegate al massimo le risorse, compresi i quattro vigili stagionali e sarà previsto, per quanto possibile, un controllo difficile in una giornata così convulsa.
«Vedremo cosa accadrà – ha replicato la consigliera De Simone – ma se le cose vanno come negli anni scorsi vorrà dire che la questione deve essere affrontata diversamente e spero di poter dare anche il mio contributo, con idee e proposte che possano migliorare l’organizzazione di una giornata tanto importante e dal quale la città potrebbe ricavare molti benefici, finora disattesi, in termini di ricchezza e sviluppo».
Intanto la vera notizia è che a giorni dovrebbe essere convocato un nuovo consiglio comunale proprio per spiegare la motivazione dello stop al cantiere di via Arco. E un po’ di dettagli li ha anticipati l’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici, Stefano Prisco «Stiamo sollecitando la Regione affinché sani la vicenda, magari rinegoziando il finanziamento, ma intanto ci siamo ricavati un’altra soluzione per consentire la fine dei lavori in cui malauguratamente non si verifichi la prima ipotesi: procedendo cioè a prelevare da residui di mutui la somma necessaria». Il problema, ha asserito Prisco nel suo intervento, starebbe a monte: i fondi per via Arco sarebbero stati stanziati e, a seguito di una promessa di finanziamento, il Comune avrebbe fatto la sua parte mentre la Regione non avrebbe poi emesso il relativo decreto.
Sulla vicenda è intervenuto anche il consigliere Peppe Maiello (Pd): «Come unico consigliere della zona, sono stato oggetto di diversi attacchi, il problema grosso quanto una casa è che è stata cominciata un’opera senza avere un finanziamento e che Sant’Anastasia non è l’unico comune in questa situazione».

In merito alla seconda interrogazione presentata dalla consigliera De Simone, riguardo l’ingente richiesta di risarcimento avanzata dal corpo dei Vigili Urbani e per cui il Comune potrebbe essere condannato al pagamento di una somma che si aggira sui 500mila euro, ha risposto l’assessore al Bilancio, Antonio Squillante.
«In caso di condanna – ha detto Squillante – dal punto di vista economico non ci sarebbero problemi perché negli anni precedenti si è provveduto ad accantonare le risorse necessarie, dal punto di vista finanziario avremmo invece, ovviamente, problemi di cassa che andrebbero gestiti e che potrebbero avere un effetto negativo ma, di fronte ad un provvedimento di tipo giudiziario, non potremmo esimerci dall’onorare il debito».
Nell’assise di ieri si è proceduto inoltre alla presa d’atto della nomina del nuovo collegio dei revisori dei conti sorteggiati dalla Prefettura: sarà composto da Maria Rosaria Aiello (di Sant’Agnello), da Antonio Giordano (in arrivo da Sala Consilina) e da Luciano Mottola che sarà il presidente e che arriva da Lusciano.



