Il sindaco De Magistris: “Mi occuperò personalmente della vertenza di Casavatore”.
“Mi occuperò personalmente di Gepin nella mia veste di sindaco della Città Metropolitana. Con noi, con il Comune di Napoli e con la Città Metropolitana, Poste italiane ha interlocuzioni importanti”. Ieri sera Luigi De Magistris è sceso in campo anche per Gepin Contact. Al tavolo di palazzo San Giacomo c’era infatti anche una delegazione del call center di Casavatore, che se non dovessero giungere novità positive potrebbe scomparire entro il 10 maggio prossimo, data di scadenza della procedura di licenziamento. Una procedura puntata a far volatilizzare 220 posti di lavoro in un sol colpo a causa della decisione di Poste Italiane di affidare, dopo 12 anni di servigi ininterrotti, i suoi nuovi appalti di servizi telefonici ad I Care e ad altre aziende non ancora rese note ai sindacati. Intanto la lotta prosegue.
Dall’altro giorno è in atto uno sciopero bianco negli uffici di viale delle Industrie, a Casavatore: gli addetti non rispondono al telefono. Una lavoratrice presente all’incontro con De Magistris ha raccontato quello che sta succedendo. “Andiamo a lavorare – ha spiegato – timbriamo il cartellino, molti restano fuori all’ufficio, senza lavorare, anche perché le chiamate sono poche e stare seduti senza far nulla è assurdo. Adesso arriva una chiamata ogni dieci minuti. Prima invece ne arrivavano molte di più: dieci al minuto. Noi ci mettiamo lì, fuori al piazzale, a organizzare le prossime azioni di lotta”. C’è, tra gli addetti Gepin, chi ha deciso di non rispondere più, nemmeno a una sola telefonata. Eppure all’azienda qualche soldino ancora servirà fino a quando smantellerà tutto.
“Certo – conferma la telefonista – nel frattempo però il governo non si fa sentire”. Mancano 15 giorni all’esaurimento dell’esame congiunto in sede aziendale. Dopo ci saranno altri 25 giorni per tentare di risolvere la vertenza in sede istituzionale. Si spera di fare prima. Si spera in un tavolo specifico al Mise. I lavoratori sono consapevoli che il pallino è in mano al governo. “Noi speriamo che De Magistris possa dare il suo contributo – concludono gli addetti Gepin – con lui, da sindaco della Città Metropolitana, abbiamo più possibilità che ci ascoltino”. Poste Italiane finora ha nicchiato. L’auspicio è che il convitato di pietra possa farsi vivo nelle prossime settimane, ai tavoli istituzionali.



