Disastro ambientale: i consiglieri comunali di Coalizione Civica davanti al Tribunale di Napoli perché Acerra è parte lesa. Presentata istanza di accesso agli atti al Ministro dell’Ambiente.
Riceviamo e pubblichiamo da Coalizione Civica
ACERRA – Una rappresentanza dei nostri sette consiglieri comunali è presente oggi davanti al Tribunale di Napoli perché l’annullamento del sequestro preventivo dei beni agli imprenditori Pellini è una sconfitta per lo Stato, incapace di rispettare le regole che esso stesso si è dato, comprese quelle che impongono al Ministero dell’Ambiente di promuovere un’iniziativa davanti al Giudice civile per garantire il risarcimento del danno derivante dal disastro ambientale prodotto dagli inquinatori.
I nostri sette consiglieri comunali, dopo aver richiesto la convocazione straordinaria del Consiglio comunale di Acerra, che si celebrerà il 10 aprile, hanno avanzato una richiesta di accesso agli atti al Ministero dell’Ambiente per l’acquisizione, anche a proprie spese, di tutta la documentazione relativa all’azione di danno ambientale esercitata dal Ministero, ivi comprese perizie o consulenza relative all’alterazione dello stato dell’ambiente di cui alla sentenza penale n. 58023 del 29.12.2017, nonché copia degli atti amministrativi e/o giudiziari proposti per la quantificazione e liquidazione del danno ambientale anche in forma specifica. La nota ora è sul tavolo del Capo Gabinetto dell’attuale Ministro del M.A.S.E.
“Questa vicenda è molto grave, anche più di quella sulla quarta linea dell’inceneritore – dichiara Andrea Piatto, portavoce consiliare di Coalizione Civica X Acerra – e avremo lo stesso atteggiamento: siamo anche fisicamente al fianco delle realtà associative che da anni sono impegnate con serietà in questa vertenza, ma distanti anni luce dai teatrini pre-elettorali di soggetti anch’essi responsabili, almeno sul piano politico, di quanto accaduto”.
“Ben vengano iniziative come quella di stamattina ma segnaliamo il rischio che la già datata inerzia del Ministero dell’Ambiente possa produrre la prescrizione della liquidazione del danno ambientale. Per questo, anche in questo caso, ci muoviamo da soli, prendendo ulteriormente atto che in certi luoghi le legittime istanze della nostra città non vengono fin qui adeguatamente rappresentate – conclude Andrea Piatto”.







