A quanto pare è giunto il momento delle grandissime emozioni per Paolo Sorrentino che, insignito della laurea honoris causa, afferma: “L’università mi emoziona più della Notte degli Oscar, dove sono tra gente del cinema. E il fatto che questa laurea venga da Napoli mi rende davvero felice”.
Lui che napoletano lo è di nascita e che da ragazzo si iscrisse ad economia, ha ricevuto la laurea honoris causa in filologia moderna dall’università di Napoli Federico II.
Un “uomo di cinema dagli interessi non comuni nell’ambito della cultura musicale e figurativa, riversati nelle raffinate partiture audio-visive delle sue opere”.
Questo il motivo per cui è chiamato a ricevere l’alloro nell’aula magna della Federico II che in questo modo festeggia i suoi 791 anni.
La laudatio è affidata a Corrado Calenda, docente di filologia moderna che nel suo intervento sottolinea come il regista sia “autore, anzitutto, dei soggetti e delle sceneggiature di tutti i suoi film”.
Un tratto decisivo: “L’appassionata vena di Sorrentino scrittore, da lui stesso più volte segnalata come tratto essenziale, e all’origine dei due romanzi in cui conferma autonomamente il talento”.
A consegnare tra le mani del regista il prestigioso riconoscimento è stato il Rettore dell’ateneo federiciano, Gaetano Manfredi.
Ironica ed al tempo profonda la lectio che lo scrittore-regista ha tenuto su scrittura e cinema.
“Per vivere e per scrivere serve il trucco – queste le sue parole – ma, esattamente, come un mago i trucchi non ve li dirò. Scrivere è anche una pulsione a mettere ordine nel caos, per poi scoprire che mettere in ordine è una illusione. Ma noi non ci stanchiamo mai di illuderci…”.
“Ho cominciato – continua – a cercare un universo di trucchi mosso da frustrazione, malinconia e perdita prematura della spensieratezza. Dopo mia moglie e i miei figli, cinema e scrittura sono il modo di illudersi di afferrare la spensieratezza perduta e io mi illudo che la spensieratezza dei miei attori sia la mia”.
Paolo Sorrentino, vincitore nel 2014 dell’Oscar come miglior film straniero con “La Grande Bellezza”, durante la cerimonia si è definito “intimidito e lusingato”, “più emozionato che alla notte degli Oscar” ed a noi piace vederlo anche in queste vesti, quelle di ragazzo che giunge all’agognato traguardo della laurea.
Emozionato anche perché tornare nella sua città lo riporta alla giovinezza e inevitabilmente a ripercorrere mentalmente le vicende che lo hanno reso l’uomo che è; per tutti è così. “Ogni angolo di Napoli mi riporta alle mente qualcosa, la mia infanzia, l’adolescenza, i miei 20 anni… – queste le sue parole del ricordo – Napoli è stata fondamentale per la mia formazione, il mio lavoro l’ho fatto soprattutto qui. Prima o poi farò un film ambientato a Napoli, con personaggi napoletani. Non so ancora quando, ma prima o poi accadrà”.
Noi aspettiamo con piacere che questo avvenga perché potremmo esserne protagonisti o spettatori, sarà sicuramente un privilegio.








