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Ottaviano, le analisi sono negative ma il sindaco rimanda ancora la decisione sul servizio mensa

Non c’entrava il rollè di tacchino, il piatto sul quale si erano concentrati i “sospetti”, rispetto ai malori di una decina di bambini nelle scuole di Ottaviano il 20 di febbraio (leggi qui). A condurre le analisi sui campioni sia l’Asl, sia l’istituto zooprofilattico di Portici. Tutto in ordine, nessuna responsabilità della ditta che gestisce il servizio mensa e che dal mese scorso è stata investita dalle accuse di mamme pur giustamente preoccupate, è esposta agli attacchi mediatici sui social network, è sotto stretta osservazione dei Nas, che pure non hanno trovato alcun parametro che non sia conforme alla normativa nei vari controlli. E non solo, l’episodio di Ottaviano ha smosso le acque anche a Somma Vesuviana dove il sindaco Di Sarno ha disposto controlli. Anche lì i risultati sono negativi.

 

Ebbene, lunedì scorso, nel consiglio comunale di Ottaviano, il consigliere di opposizione Michele Saviano ha chiesto al sindaco Capasso una soluzione in tempi brevi e il primo cittadino, replicando, ha sottolineato come negli ultimi anni i controlli sul servizio mensa siano stati costanti. «Ci ho mangiato personalmente più volte – aveva detto Capasso in aula e soltanto di recente abbiamo ricevuto qualche sporadica lamentela, problemi artatamente incrementati ritengo, ma al massimo su pasti arrivati freddi». Sempre in consiglio comunale il sindaco aveva snocciolato le soluzioni possibili: «O si sospende la mensa fino a settembre e si procede ad uno scioglimento anticipato del contratto, o si trova un accordo con le mamme – aveva proseguito Capasso – perché i bambini delle primarie possono anche, volendo, mangiare un panino ma per i bambini delle scuole dell’Infanzia non è possibile pensare ad un pasto freddo». Il sindaco aveva anche, come in altre occasioni, fatto rilevare che nel corso degli ultimi mesi altri 120 bambini avevano aderito al servizio mensa, sottolineando che se ci fosse stato un minimo sentore di problemi non si sarebbe avuto un tale incremento, aveva garantito la stessa massima attenzione anche in futuro, facendo però notare che quel fatidico giorno in cui alcuni bimbi avevano accusato sintomi quali vomito e diarrea, c’erano stati casi simili (almeno uno) anche per qualcuno che del servizio mensa non aveva usufruito.

Intanto, questa mattina al comune di Ottaviano si è tenuta la riunione che il primo cittadino aveva già annunciato in aula consiliare, con la presenza delle rappresentanti di classe di tutti i plessi scolastici di Ottaviano, dei dirigenti scolastici e dei rappresentanti della ditta che gestisce il servizio mensa. «È stato un confronto lungo, serrato ma sicuramente utile – scrive Capasso sui social -considerato che i risultati delle analisi sui pasti sono risultati negativi e che l’Asl ha verificato l’intero processo produttivo che è risultato corretto, stiamo studiando tutti insieme la soluzione migliore per garantire il diritto allo studio e recepire le legittime esigenze esposte dalle mamme. Venerdì nuovo incontro, nel frattempo la mensa resta sospesa. Grazie a tutti per la disponibilità al dialogo su una tematica importante e delicata. Vi terremo aggiornati».

I commenti all’annuncio del sindaco sono variegati e qualcuno consiglia anche di controllare la tracciabilità degli alimenti, cosa peraltro già avvenuta come dimostrano gli esiti delle verifiche. Nessun problema, nemmeno su quel fronte.

Per la soluzione di questa vicenda, considerato che esiste un gruppo di mamme che vorrebbe rinunciare al servizio mensa e un altro, più consistente, incline al proseguimento, occorrerà attendere la riunione di venerdì.

Ci si chiederà, e lo faranno soprattutto le mamme: ma allora cosa è successo quel giorno di febbraio, cosa ha causato i malori? Di certo non il pasto, i cui campioni sono stati esaminati e rivoltati come un guanto senza trovare traccia di alcuna contaminazione. Problemi in fase di cottura o trasporto non rilevabili dalle analisi (pure compiute a largo spettro)? Al momento nessuno ha la risposta, però non soltanto ci sono bambini che attualmente non usufruiscono del servizio mensa, ma anche almeno 25 unità del personale addetto allo scodellamento che non stanno lavorando.

 

 

 

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