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Ordini Panda in calo: alla Fiat di Pomigliano scatta il maxiponte natalizio

Apetino, Fim: “Nella fabbrica partenopea non più rinviabile l’arrivo di una seconda produzione “.   

 FCA di Pomigliano: gli ordinativi Panda non decollano e l’azienda programma il “superponte” di Natale, una pausa lunga 12 giorni. Superponte che sarà preceduto da quello più breve dell’Immacolata, vale a dire con uno stop previsto per lunedi 7 dicembre. Dunque, gli ordinativi dell’utilitaria regina del mercato italiano restano per il momento invariati. Si sono stabilizzati seguendo più o meno lo stesso andamento da qualche anno. Andamento che porta le produzioni annuali intorno alle 130mila vetture, cifra ben distante dalle 250-300mila Panda auspicate dall’ad Sergio Marchionne nella fase di lancio ( era il 2011 ). Questa situazione ha spinto l’azienda a programmare una lunga chiusura natalizia dell’impianto partenopeo, com’è del resto accaduto anche tra il 2014 e quest’anno. Lo stabilimento infatti chiuderà il 23 dicembre e riaprirà il 4 gennaio, a meno di ulteriori sorprese. Un lungo ponte determinato dalla fermata forzata compresa tra il 23 e il 31 dicembre e dal coincidente fine settimana. ” A questo punto non è più rinviabile la questione di introdurre un secondo modello a Pomigliano “, commenta nel dare la notizia Raffaele Apetino, coordinatore della Fim Cisl di Napoli per il settore automotive. FCA vuole dare il via al maxiponte natalizio utilizzando permessi retribuiti e ferie residue, strumenti che consentono di mantenere quasi del tutto invariato il salario. Ma nel caso di lavoratori che hanno esaurito permessi e ferie allora scatta la cassa integrazione, che fa abbassare la retribuzione del 20 %. A ogni modo, sempre secondo quanto riferisce Apetino, ” a Pomigliano durante le festività soltanto poche decine di persone andrebbero in cig, circa una quarantina “. ” Come Fim Cisl – il messaggio di Apetino – riteniamo che, in un contesto come questo che vede la ripresa del mercato dell’auto, non sia più rinviabile a Pomigliano una ricaduta positiva industriale e occupazionale per completare definitivamente il rilancio iniziato nel 2010 grazie agli accordi sottoscritti dalla Fim e dagli altri sindacati firmatari “. Ammontano a 2000 i lavoratori di Pomigliano in regime di contratto di solidarietà. Altri 2500 lavorano in modo stabile e continuativo, stop alle produzioni permettendo.

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