Maxi sequestro a Volla: smascherato impero immobiliare da 23 milioni riconducibile a frode fiscale e riciclaggio
Nel mirino della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze un vasto complesso con hotel, impianti sportivi e attività commerciali. Coinvolto un imprenditore campano legato a società di comodo e capitali illeciti.
VOLLA – Un’imponente operazione della Direzione Distrettuale Antimafia di Firenze ha portato alla luce un vero e proprio impero immobiliare occulto nel cuore di Volla, alle porte di Napoli. Il patrimonio, del valore stimato di oltre 23 milioni di euro, è stato sequestrato su disposizione del Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Firenze, nell’ambito di una più ampia inchiesta su frodi fiscali, riciclaggio e associazione per delinquere.
Il sequestro, eseguito dalla Guardia di Finanza di Firenze e Napoli con il supporto dello SCICO (Servizio Centrale Investigazione Criminalità Organizzata), riguarda un albergo, impianti sportivi, numerosi locali commerciali e un centro estetico, tutti ubicati nel comune vesuviano. Gli immobili, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, erano formalmente intestati a prestanome, ma di fatto riconducibili a un imprenditore già al centro dell’inchiesta antimafia.
Illegittimo reinvestimento di capitali illeciti
Le indagini patrimoniali, condotte dai reparti GICO delle Fiamme Gialle, hanno evidenziato che l’acquisizione e la gestione del complesso immobiliare sono avvenute tramite il reinvestimento di fondi derivanti da una vasta frode fiscale. Parte del denaro sarebbe stato impiegato anche per sanare debiti legati a una procedura concorsuale aperta dal Tribunale di Nola nel 2019, occultando la provenienza illecita dei fondi grazie anche all’uso di una società immobiliare di San Marino, ritenuta nella disponibilità dello stesso indagato.
Reati gravi e strategia criminale
All’uomo sono contestati i reati di emissione e utilizzo di fatture false, riciclaggio e associazione per delinquere. Il patrimonio sequestrato sarà ora gestito da un amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Firenze, in attesa della definizione giudiziaria del procedimento.
Operazione figlia di un’inchiesta più ampia
L’azione odierna rappresenta una prosecuzione dell’operazione avviata a gennaio scorso, quando erano state disposte misure cautelari personali nei confronti di 17 indagati e sequestri per circa 30 milioni di euro. L’inchiesta si inserisce in una strategia più ampia di contrasto alla criminalità economica e all’infiltrazione mafiosa nei circuiti legali.
La Procura della Repubblica di Firenze ha sottolineato che, in base al principio di presunzione di innocenza, la responsabilità degli indagati sarà accertata solo in presenza di una sentenza definitiva.
Con quest’ultimo intervento, la DDA di Firenze e la Guardia di Finanza confermano il loro impegno nel colpire i patrimoni illeciti e nel tutelare il tessuto economico legale, sottraendo alle organizzazioni criminali strumenti di potere e influenza nel territorio.



