Napoli,  manifestazione del 4 novembre: Il Liceo “A.Diaz” di Ottaviano riceve il Tricolore donato dall’ UNMS.

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Durante la manifestazione, che si è tenuta in Piazza Plebiscito, il generale De Leverano ha consegnato al prof. Pesce, Dirigente dell’Istituto che porta il nome del Duca della Vittoria, il Tricolore offerto dall’ Unione Nazionale Mutilati per il Servizio. E’ anche un omaggio agli ex alunni del Ginnasio ottajanese che si coprirono di gloria durante la I Guerra Mondiale.

 

I valori delle manifestazioni del 4 novembre restano saldi e autentici: la loro sostanza ideale non verrà mai intaccata e avvilita dagli umori della retorica, poiché i “segni” dell’ evento, il Tricolore,  l’inno di Mameli, la Canzone del Piave, l’ordine solenne dei soldati e dei carabinieri schierati, il ricordo dei giovani che sacrificarono la vita e la giovinezza  suscitano, con l’immediatezza del loro messaggio, emozioni e riflessioni anche nella mente e nel cuore dei ragazzi di oggi. Quei “segni”, diceva Ardengo Soffici, costringono perfino i cinici e gli scettici a ritrovarsi, anche solo per un momento, nella  “immagine luminosa dell’identità nazionale”, un’immagine che nemmeno la globalizzazione riuscirà a cancellare: anzi, garantisce Anthony Giddens, a poco a poco le comunità “globali”  torneranno al culto delle tradizioni e ai “miti” della loro storia.  E la Prima Guerra Mondiale, il Piave, Vittorio Veneto,  Armando Diaz sono  “miti” fondamentali della storia italiana.

Sabato, Napoli ha celebrato il 4 novembre e la Giornata delle Forze Armate  nel vasto respiro di Piazza Plebiscito,  che è  il “luogo” sacro della storia della città, e ne conserva la memoria nella scultura, nell’architettura, nei nomi stessi delle chiese, dei palazzi, delle strade. Durante la manifestazione, e alla presenza delle autorità civili e militari, del Cardinale Sepe e della Signora Prefetto, il generale di Corpo d’Armata Luigi Francesco De Leverano ha consegnato al Dirigente Scolastico del Liceo Classico “ A. Diaz”, prof. Sebastiano Pesce, accompagnato da due alunni dell’Istituto, il Tricolore donato dall’Unione Nazionale Mutilati per il Servizio. Il Liceo era stato scelto dall’Ufficio Scolastico Regionale,  d’intesa con i colonnelli Grilletto e Guarnieri, organizzatori della manifestazione,  perché l’Istituto porta il nome del Duca della Vittoria, e per le eroiche azioni di cui furono protagonisti sull’Isonzo, sul Monte San Michele, sul ponte di Bassano numerosi ex alunni del Ginnasio ottajanese. Ne cito uno per tutti, il tenente di fanteria Ferdinando Cutolo, ottajanese, che nel 1915 – aveva allora venti anni – interruppe gli studi di medicina e di chirurgia e si arruolò. Egli morì il 17 agosto 1916 per le ferite riportate in combattimento nel Vallone di Boneti. Gli vennero conferite la laurea ad honorem e la medaglia d’argento al valor militare: “ con ammirevole slancio, in un terreno difficile e sotto un nutrito fuoco avversario, condusse il suo plotone all’assalto, finché cadde mortalmente ferito.”.

Giova anche ripetere che il generale Diaz aveva amici a Ottajano , che fu molto vicino agli Ottajanesi durante e dopo la devastante eruzione del 1906 e che, finita la guerra, volle donare al Ginnasio il famoso cannone, che faceva parte del bottino tolto ai nemici: durante il conflitto, nell’ex convento che ospitava  l’Istituto era stato attrezzato un ospedale per i prigionieri austriaci e dopo Caporetto l’Amministrazione Comunale aveva ospitato una decina di famiglie di profughi udinesi.

La consegna del Tricolore non è solo un omaggio al nome di Diaz e alla memoria dei giovani eroi: è il riconoscimento ufficiale del ruolo  importante che il Liceo Classico ottavianese ha svolto e svolge nella storia culturale e sociale del Vesuviano interno.  Il Dirigente prof.  Sebastiano Pesce e i docenti tutti profondono impegno, competenze e passione per far sì  che questo ruolo diventi sempre più articolato e significativo e che il Liceo Classico “A.Diaz”, nel rispetto delle gloriose tradizioni e nel segno della meditata innovazione, prepari i giovani  del territorio a “leggere” le forme complesse della storia presente e ad affrontare, con lucida risolutezza,  le sfide del nostro complicatissimo tempo.