Home Memoria e Presenza Napoli, l’ANPI ricorda il partigiano, storico e politico Gaetano Arfé

Napoli, l’ANPI ricorda il partigiano, storico e politico Gaetano Arfé

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“Costruire sui valori della Resistenza e della Costituzione”: questo è il titolo dell’incontro che si terrà lunedì 18 febbraio a partire dalle ore 17:00 presso il Salone Congressi Gianfranco Federico in via Toledo a Napoli.

 

Il convegno nasce dalla stretta collaborazione tra l’Anpi di Napoli e la rivista bimestrale InfinitiMondi, in un momento storico in cui l’Italia e l’Europa sono attraversati da preoccupanti rigurgiti reazionari e razzisti che si manifestino con ricorrenti episodi di neo-fascismo, di xenofobia, di negazionismo, di omofobia, di antisemitismo, di violenza sulle donne e sui diversi. Un allarme democratico al quale si aggiunge altresì il fatto che si sta perdendo la memoria storica della Resistenza e dei valori sui quali si è fondata. Gaetano Arfè rimane in questo contesto un uomo che ha speso la sua vita a difendere le idee di giustizia e libertà: gli unici imperativi etici ai quali uniformare la propria condotta.  Al tavolo interverranno: Massimiliano Amato, Direttore Responsabile di InfinitiMondi; Giovanni De Falco, Coordinatore Generale IRES Campania; Gianfranco Nappi, Direttore Editoriale di InfinitiMondi; Walter Schiavella, Segretario Generale della CdLM di Napoli; Ciro Raia, responsabile Scuola ANPI di Napoli. Presiede Antonio Amoretti, Presidente ANPI Napoli.

Gaetano Arfè nacque a Somma Vesuviana il 12 novembre 1925, figlio unico degli insegnanti elementari Raffaele e Maddalena Maffezzoli. A Napoli, nel 1942, il giovane, nel frequentare l’Università, ebbe modo di conoscere Benedetto Croce e di prendere contatti col gruppo clandestino di Italia Libera. Quando a Napoli ci furono i primi arresti fra gli studenti, per ragioni di prudenza, Gaetano fu spedito a Sondrio, presso uno zio paterno. E fu a Sondrio che lo colsero le date del 25 aprile e dell’8 settembre. E fu sempre a Sondrio che entrò in contatto con i gruppi di Giustizia e Libertà.

In Lombardia Gaetano conobbe anche il carcere, perché era entrato in contatto con un gruppo di clandestini del Partito d’Azione coi quali aveva costituito una piccola organizzazione. A guerra finita, nel maggio del 1945, Arfé riprese la strada per Somma Vesuviana. Dopo la laurea, il giovane ebbe un incarico di insegnamento di storia e filosofia al vecchio liceo Diaz di Ottaviano. Nel 1950, poi, vinse un concorso negli Archivi di Stato. La prima sede fu Genova; fu trasferito, quindi, a Napoli, dove rimase sino al 1952. Dalla città partenopea, per motivi politici, fu trasferito a Firenze, dove c’era un archivio di antica tradizione e di alto livello e dove ebbe la strada facilitata dalla preziosa amicizia di Francesco De Martino e Giorgio Amendola, che lo avevano introdotto nell’ambiente toscano.

Da sempre militante socialista, con incarichi anche dirigenziali, nel 1956, dopo il XX Congresso di Mosca, Arfé, vicino alle posizioni di Pietro Nenni, fu eletto nel Comitato Centrale del Partito Socialista; seguì, nel 1959, la nomina, con Antonio Giolitti, alla condirezione di Mondo Operaio, il cui direttore politico era Francesco De Martino. Successivamente, poi, per circa dieci anni Arfè fu chiamato anche alla direzione dell’Avanti!, l’organo di stampa del partito.

Eletto nelle liste del PSI, nel 1972, senatore del collegio di Parma; nel 1976, invece, fu eletto deputato del collegio Modena – Reggio – Parma – Piacenza. Nel 1979, sempre per il PSI, venne eletto deputato al parlamento europeo nella circoscrizione nord-est. Nel 1987, poi, dopo aver lasciato il PSI per contrasti politici, nelle liste della Sinistra indipendente, fu eletto senatore del collegio di Rimini. Con l’esaurimento della X legislatura dl Parlamento italiano, si chiuse l’esperienza attiva in politica di Gaetano Arfé. Alla fine degli anni ’90, per limiti d’età, terminò anche l’attività universitaria alla Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Federico II di Napoli. Ma non si concluse il suo impegno per i temi politici, che profuse fino al giorno della sua morte, avvenuta a Napoli il 12 settembre 2007.

Tra le sue opere ricordiamo: Storia dell’Avanti!; Storia del socialismo italiano 1892-1926; Il socialismo riformistico e la socialdemocrazia; La questione socialista; I socialisti del mio secolo, Scritti di storia e di politica.