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La storia ci chiarisce che l’Università di Somma, attraverso i suoi tre sindaci, nel 1595, implorò Sua Santità Papa Clemente VIII, affinché fosse eretta una Collegiata dove si potevano celebrare le ore canoniche e gli altri divini offici. Nel 1600 il Vescovo di Nola, Fabrizio Gallo, accogliendo le disposizioni di Sua Santità, istituì la Chiesa Collegiata sotto il titolo di S. Maria Maggiore in quella chiesa di S. Maria della Sanità appartenuta agli Agostiniani.

Fabrizio Gallo nacque a Napoli il 2 luglio del 1545 da una nobile famiglia. Non abbracciò subito la carriera ecclesiastica perché fu intento a studiare diritto civile. Nominato settantatreesimo Vescovo di Nola, stabilì la sua Cattedra nella Chiesa dei Santi Apostoli della città, dato che nella cattedrale era crollata la cupola già sotto il precedente vescovado di Filippo Spinola (1525 – 1593). Monsignor Gallo subito si adoperò per la ricostruzione della cattedrale e per la ristrutturazione del palazzo vescovile. L’anno successivo alla sua nomina, nel 1586, iniziò la sua prima Santa Visita in Diocesi. Monsignor Gallo è ricordato nella storia della Chiesa Nolana perché indisse due sinodi che, dal punto di vista della documentazione, furono i primi di quella Chiesa, come riferisce il prof. Renato De Luca.  Il primo sinodo, indetto il 6 novembre 1588 e tenuto nella Chiesa dei Santi Apostoli, fu ritenuto importante per la varietà di indicazioni che dettò circa l’amministrazione dei Sacramenti. Il secondo sinodo, istituito il 25 aprile 1594 anch’esso nella chiesa dei Santi Apostoli, può essere considerato d’aggiornamento al precedente. Il 1 maggio del 1593 il Vescovo Gallo ebbe il merito di porre la prima pietra dell’erigendo Santuario della Madonna dell’Arco nel Casale di Sant’Anastasia. L’anno successivo, nel 1594, nella sua Santa Visita fece un’ accurata descrizione di tale Santuario, nella quale attestò l’antichità del culto. Il Santuario fu affidato, dopo una lunga scelta, ai Padri Domenicani dopo l’approvazione con decreto di Papa Clemente VIII. Nel 1600 Fabrizio Gallo si recò a Roma per l’Anno Santo; mentre si trovava nella Città Eterna scoppiò la peste a Nola. Informato del fatto, scrisse a Padre Camillo de Lellis (1550 – 1614) e lo nominò suo Vicario Generale il 19 agosto del 1600. Il frate cappuccino si adoperò tantissimo verso i malati e i poveri. Il mese dopo, il 19 settembre del 1600, sempre da Roma, Mons. Gallo istituì nella Città di Somma, con suo decreto, la Collegiata nella preesistente Chiesa di Santa Maria della Sanità nel quartiere Casamale. L’Università di Somma con i suoi tre Sindaci, infatti, con riverente supplica, aveva presentato ricorso al Pontefice Clemente VIII per ottenere in città una Collegiata ove si potessero celebrare solennemente le ore canoniche e gli altri divini offici. Papa Clemente, allora, con bolla spedita da Tivoli il 20 settembre 1599, aveva nominato Mons. Fabrizio Gallo giudice e commissario apostolico di quella causa. Nel 1607 Papa Paolo V concesse al Capitolo nolano le stesse insegne metropolitane dei Capitoli di Napoli e Salerno. Ma l’innovazione di Gallo – continua De Luca –  fu quella di aver concesso a tante famiglie religiose di entrare in diocesi: i Padri Minimi di Cimitile, i Padri Domenicani di Madonna dell’Arco, i Padri Camaldolesi di Visciano, i Padri di San Giovanni di Dio di Nola, i Padri minori riformati di Palma Campania. Gallo morì improvvisamente il 6 novembre 1614 e fu sepolto nel Duomo di Nola. Fu il primo Vescovo che morì a Nola dopo il Concilio di Trento.