La ormai quarantennale problematica al vaglio di Luigi Di Maio e degli altri esponenti pentastellati.
Purtroppo la situazione del mare nel golfo di Napoli e nel litorale domizio non migliora, anzi, peggiora. La gente continua a immergersi in acque spesso luride, come minino sporche. I depuratori realizzati negli anni Ottanta dalla ex Casmez, di proprietà della Regione Campania ma gestiti da aziende private, non hanno mai funzionato bene. Sono stati un sostanziale fallimento. Impianti che si sono rivelati nel corso del tempo soltanto dei carrozzoni politici che mantengono imprese e centinaia di posti di lavoro ma che non rendono sotto tutti i profili, soprattutto sotto quello della bonifica ambientale, obiettivo a cui erano preposti. A Cuma, Acerra-Caivano, Orta di Atella, Villa Literno, Marcianise la situazione è sempre la stessa: disfunzioni, sottoutilizzo, carenze di tutti i generi. Intanto domattina il vicepresidente della Camera, Luigi Di Maio, e gli altri esponenti regionali del Movimento Cinque Stelle inizieranno a ispezionare il depuratore più grande e importante, quello di Cuma. L’appuntamento è fissato alle 10 e 30. Ne ha dato notizia l’ufficio stampa regionale dei pentastellati. Adesso si spera che le iniziative del M5S possano finalmente portare qualche risultato concreto.
La crisi sta costringendo decine di migliaia di famiglie napoletane e campane a recarsi nel mare più vicino, quello del golfo, troppo spesso inquinato. A questa situazione i depuratori ex Casmez non riescono a fare fronte nonostante i costi di gestione molto elevati. Di tutta questa situazione sono colpevoli anche i comuni, la città metropolitana, la provincia di Caserta e la Regione Campania che non provvedono a realizzare, fino ai depuratori, i necessari, quanto fondamentali, collegamenti fognari.
Troppo spesso, però, nelle bollette dell’acqua a carico dei cittadini compaiono pagamenti dovuti per canone di depurazione. Depurazione che invece risulta fantasma.
(fonte foto: rete internet)



