Lina Wertmuller protagonista a Somma Vesuviana per la kermesse “Spiritual Theatre”

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Un applauso, lungo e sentito, in piedi, per accogliere la regista e attrice Lina Wertmuller, protagonista della seconda serata della kermesse dei comuni vesuviani “Spiritual Theatre”.

Lina Wertmuller è stata di scena lo scorso 24 novembre al Teatro Summarte di Somma Vesuviana, nell’ambito della kermesse artistico musicale voluta e promossa dai comuni di Sant’Anastasia (capofila), Cercola, Somma Vesuviana, San Sebastiano al Vesuvio e Castello di Cisterna. La rassegna, aperta dal concerto di James Senese nel comune di Cercola, è finanziata della Regione Campania ed è frutto della forte sinergia tra i comuni coinvolti, con l’intento di promuovere il turismo nei territori vesuviani. Ad aprire la serata i saluti del sindaco di Somma Vesuviana Pasquale Piccolo. Tra il pubblico, il sindaco di Sant’Anastasia, Raffaele Abete.

Lina Wertmuller, regista e attrice di spessore internazionale, ha calcato il palco del Summarte col suo spettacolo “Un allegra fin de siècle”, un ironico ma puntuale viaggio teatrale nel Novecento, un secolo di notevole impatto segnato da due guerre mondiali e da brutali dittature, raccontato attraverso l’ottica dissacrante di Lina Job Wertmüller. Una passeggiata non solo di parole ma anche di musica, con motivi musicali inediti scritti dalla stessa Wertmüller, composti dal maestro Lucio Gregoretti insieme al grande Italo “Lilli” Greco, e interpretati da Nicoletta della Corte, accompagnata al piano da Andrea Bianchi. L’Open Act della serata è stato affidato al maestro Pasquale Mosca al piano.

Una sala non gremita ma sicuramente emozionata ha applaudito una sempre ironica Wertmuller, alle prese con il racconto di questo Novecento. “Tanto è cambiato”, aveva detto la regista prima dell’inizio dello spettacolo, “e tanto soprattutto si è perso”. La serata è stata un continuo alternarsi armonioso tra le parole della Wertmuller e l’interpretazione canora della Della Corte. Entrambe scalze a calcare il palco, entrambe voci narranti di quel secolo, il Novecento ricco di tante aspirazioni e speranze e invece, nel racconto della Wertmuller, simbolo solo della dittatura e dei suoi dittatori.

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