Liliana De Curtis, addio alla piccola e felice principessa del castello di Somma Vesuviana

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1999
La piccola Liliana è con la madre sul torrione del castello d' Alagno /de Curtis

Si è spenta a Roma all’età di 89 anni la figlia dell’ indimenticabile Totò. Le esequie si svolgeranno, domenica 5 giugno alle ore 11:00, nella parrocchia di S. Maria dei Vergini a Napoli. L’attrice era nata a Roma il 10 maggio del 1933 da Antonio De Curtis e Diana Bandini Rogliani.

 

Era il 1936 quando il padre di Liliana – Antonio De Curtis in arte Totò – si presentò a Somma Vesuviana per la prima volta nel castello dei nobili de Curtis. Fu il marchese Francesco Maria Gagliardi a condurlo al cospetto dei de Curtis con lo scopo di trovare una colleganza parentale tra l’attore e la blasonata famiglia.

All’epoca, la mania di Totò per la nobiltà era divenuta parte determinante della sua vita; tanto ché, già nel 1933, si era fatto adottare proprio dal Gagliardi per poter ereditare il lunghissimo elenco di titoli nobiliari. L’anno seguente il marchese Gaspare De Curtis (1887 – 1938), rappresentante della nobile famiglia originaria di Cava, ospitò in quel castello di Somma, oltre al principe della risata, anche la moglie Diana Rogliani, e la piccola figlia Liliana. Il castello era piuttosto scomodo, privo di elettricità e riscaldamenti, perché il marchese Camillo senior aveva sempre ritenuto le innovazioni tecnologiche delle diavolerie inutili. La famiglia alloggiò per una settimana intera in un’ala del castello. Purtroppo – racconta il compianto marchese Camillo de Curtis – per questioni personali o per esaurimento di un rapporto idilliaco di fiducia, il marchese Gaspare e l’attore arrivarono alla rottura. In quelle stanze del castello, tuttavia, la piccola Liliana trascorse vacanze speciali, immersa nelle bellezze naturali del territorio.

Era l’unica figlia del grande comico italiano. In quelle buie e fredde stanze del maniero, il padre gli ripeteva sempre: Tranquilla, gli spettri non fanno male ai bambini. Oltretutto, Liliana fu contentissima quando venne a sapere che il Municipio di Somma Vesuviana avrebbe acquistato il castello. Cosa che accadde nel 1998.  In una sua intervista rilasciata alla giornalista Matilde Amorosi sulla rivista settimanale Oggi, affermò che solo il restauro poteva salvare quel castello dalla rovina, mentre meritava di restare in piedi per i suoi motivi storici e, per me, anche per motivi sentimentali. In quel castello sono stata felice, senza aver paura dei fantasmi… Resta comunque il fatto che oggi il castello è ancora chiuso e attende la sua definitiva apertura. La figlia dell’attore, all’epoca della sua permanenza a Somma, aveva quasi 5 anni. Il castello era abitato dal marchese Gaspare de Curtis, dalla moglie Ida Pfeuti e da due figli, Camillo e Rodolfo. L’attore si era sempre detto certo di vantare rami di parentela con gli eredi dei de Curtis di Somma Vesuviana e a convincerlo, maggiormente, era stata anche la presenza nel castello di una settecentesca tela raffigurante un nobile de Curtis in divisa e con tricorno. Totò comprò, allora, quell’opera per l’iperbolica somma di lire duemila e iniziò a vedere finalmente in quel dipinto una certa rassomiglianza con se stesso. Il principe desiderava acquistare il castello, ma fece solo chiacchiere perché non aveva soldi per pagare in contanti e non se ne fece niente. Liliana, tuttavia, ha portato nella tomba la convinzione che la roccaforte sommese fosse appartenuta alla famiglia de Curtis, il cui capostipite era addirittura il nonno, il marchese Peppino De Curtis.