Il riferimento me lo ha suggerito questa fotografia degli alunni del Ginnasio di Ottajano che nell’anno scolastico 1934-35 rappresentarono nell’ Aula Magna dell’Istituto la commedia di Goldoni. La vicenda dello “Scientifico”, prima concesso e poi negato, è un documento della gravità dei conflitti tra organi istituzionali.
La vicenda l’ho seguita solo perché sto raccogliendo documenti sui conflitti di competenza tra gli organi istituzionali, sulle partite di ping- pong tra i “pallettari” della burocrazia.. Nella vicenda del Liceo “A.Diaz” c’è quasi tutto il catalogo dei “colpi di scena”: una delibera “metropolitana” concede la sezione del liceo scientifico, ma viene annullata da un provvedimento “regionale”, la sezione dello Scientifico di Terzigno viene scorporata, si combatte un duello di comunicati rombanti, Somma difende il suo “ Torricelli” con l’artiglieria pesante. Mi raccontano che la settimana scorsa una voce “interna” al Liceo “ Diaz” chiamava alle armi – mi si passi la metafora – il popolo ottajanese svelando che incombe sullo storico Istituto il pericolo della chiusura: per fortuna il sindaco e i ragazzi che in piazza, sabato e domenica, raccoglievano firme sono stati chiari: il pericolo è quello dell’accorpamento, non della chiusura. Ma chi subisce il fascino della gloria che fu non trova alcuna differenza tra chiusura e accorpamento: è la scomparsa dei nomi che fa paura ai nostalgici.
Le cose sono ferme alla “delibera” dell’ assessore all’Istruzione della Regione Campania che cancella il provvedimento con il quale la Città Metropolitana autorizzava l’istituzione presso il “Diaz” di un corso di liceo scientifico. In una lettera del 12 /01/2017 Salvatore Pace, consigliere della Città Metropolitana delegato “ in materia di istruzione, formazione e piano di dimensionamento”, spiega al suo collega “regionale” le ragioni che lo avevano indotto a concedere lo Scientifico a Ottaviano: le due ragioni: “ l’esigenza di contenere l’espansione del Liceo Scientifico di Somma Vesuviana, che, decisamente sovradimensionato, è anche in sofferenza di spazi”; e poi il “forte rischio di perdita dell’autonomia” del “Diaz” di Ottaviano, che ha solo “ l’indirizzo di liceo classico” e “un’utenza di poco superiore ai 700 alunni”. Non entro nel merito della solidità delle due ragioni: dico solo che mi lascia perplesso l’immagine del “contenere l’espansione” del “Torricelli”: essa si presta, al di là delle intenzioni di chi la usa, al ricamo di commenti di vario genere.
Il diritto di Ottaviano ad avere il liceo scientifico potrebbe avere un solido fondamento nella ragione analogica: hanno lo Scientifico quasi tutti i Comuni dell’area, non si vede perché non lo possa avere anche Ottaviano. Ma non voglio né entrare nel merito della questione, né disegnare i fantasmi della dietrologia. Non mi sono chiari nemmeno i termini della crisi di iscrizioni del liceo classico in genere, e di quello di Ottaviano in particolare: leggo che da qualche anno il Classico è nuovamente tornato di moda, e la tendenza si è irrobustita proprio nella “campagna per le iscrizioni” di quest’anno. Si salvano – Umberto Eco l’aveva previsto una decina di anni fa – soprattutto i Licei che sanno innovare rispettando la tradizione “classica” e trovando in essa temi, tecniche e valori validi e vitali anche nell’ era della società globale: Maurizio Bettini, Maestro di filologia e di antropologia della civiltà greca e latina, lo dice da anni, che la prima società globale fu quella dell’Impero romano e nel 2014 Luciano Canfora ha scritto un aureo libretto: “ Gli antichi ci riguardano”.
Si salvano, insomma, i Licei che offrono corsi di logica, di comunicazione, anche di retorica. L’ I. S.I.S “ A. Diaz”, che comprende i corsi di liceo classico e corsi di liceo linguistico, si trova in un territorio che “parla” ancora latino e greco, che offre a milioni di visitatori le meraviglie di Pompei, di Ercolano, di Oplonti, della così detta Villa Augustea di Somma, del Vesuvio: questi tesori possono aprire vasti spazi per progetti innovativi a chi studia il mondo classico e nello stesso tempo tiene gli occhi aperti sul presente e sulle tendenze del turismo culturale. Ma sono certo che i docenti e il dirigente dell’I.S.I.S. “ A. Diaz” hanno già disegnato la strategia per la vittoria definitiva: del resto, l’istituto porta il nome di uno stratega vittorioso e dovrebbe ancora ospitare un cannone della Grande Guerra: dico “dovrebbe”, perché non so se il cannone è scampato al trasferimento progettato da qualcuno un paio di anni fa.
Questo è il momento dei ricorsi e della carta bollata, e dunque è giusto aspettare in silenzio le decisioni degli organi competenti. Inoltre, il sindaco di Ottaviano ha ricordato che sulla scuola non si fa propaganda: è un sorprendente monito alla sobrietà del silenzio che condividiamo rispettosamente. Ma, alla fine dei tempi supplementari, cercheremo di ricostruire la storia della partita.



