Prossimo esame congiunto il 5 febbraio. Vertice a Roma il 29 gennaio.
I sindacati hanno respinto in toto la decisione dell’azienda di licenziare e alla fine è stato concordato di prendere un po’di tempo, rinviando il faccia a faccia al prossimo 5 febbraio. Ieri all’Unione degli Industriali di Napoli si è risolto così, con la dichiarazione di una sostanziale volontà di dialogo tra le parti, il primo esame congiunto della procedura di licenziamento per 99 dei 500 dipendenti della fabbrica aeronautica Dema di Somma Vesuviana, ubicata in via San Sossio. ” Abbiamo detto all’azienda – fa sapere Vincenzo Argentato, della Fiom di Napoli – che il suo piano è irricevibile. Dal canto suo la Dema ha colto l’appello: non si può discutere di esuberi senza un piano industriale “. E’ trapelata la prospettiva di trovare margini di discussione circa il numero degli esuberi e sul modo di tradurli in chiave non traumatica attraverso l’utilizzo di ammortizzatori sociali. Importante a questo proposito sarà la riunione romana del prossimo 29 gennaio al ministero dello Sviluppo economico, dove si discuterà degli esuberi nello stabilimento Dema di Brindisi, colpito dalla decisione della divisione di Finmeccanica ” Agusta Westland ” di tagliare le commesse destinate all’impianto pugliese. Da qui la scelta di rinviare il prossimo esame congiunto per Somma Vesuviana alla prima settimana di febbraio. ” Questa procedura di mobilità ci preoccupa – commenta Francesco Griffo, della Fim Cisl di Napoli – perché sembra che vogliano eliminare parti intere della Dema, settori ad alto valore aggiunto e che hanno fatto di quest’azienda una delle più importanti dell’indotto di Finmeccanica. All’Unione degli industriali – specifica Griffo – abbiamo invitato l’azienda a riflettere di più al suo interno, a valutare meglio questa loro scelta. Ci aspettiamo da lei un programma più dettagliato, che manifesti l’effettiva volontà di restare sul mercato “. Domani, venerdi, le rsu dello stabilimento vesuviano terranno un’assemblea con i lavoratori. Sullo sfondo di questa vertenza pesa il più complessivo futuro del comparto aeronautico campano guidato dalla divisione di Finmeccanica “Alenia”. Alenia che sta assorbendo al suo interno attività una volta affidate all’indotto esterno. Ma questo quadro si chiarirà solo dopo che sarà finita la partita del riassetto contrattuale della nuova “one company” voluta dall’ad Mauro Moretti. L’amministratore delegato di Finmeccanica sta infatti per chiudere la vertenza sulla unificazione del contratto di secondo livello dei lavoratori nella nuova azienda che ha inglobato i vecchi gruppi aziendali, che sono stati trasformati in “divisioni”. Dopo questa fase i sindacati intendono mettere alle corde il colosso industriale allo scopo di capire le vere prospettive legate alle produzioni. Prospettive che in base ai rumors fanno pensare a una presenza più “snella” di Finmeccanica in Campania.



