Manifestazione analoga a Roma. Proteste a Palermo.
Centinaia di lavoratori del call center Almaviva ubicato in via Brin, a Napoli, hanno partecipato spontaneamente, ieri sera, alla fiaccolata contro i 400 licenziamenti annunciati dall’azienda per la sede partenopea. In Campania della vertenza si stanno occupando in particolare i segretari regionali dei sindacati di categoria, Massimo Taglialatela (Uilcom), Osvaldo Barba (Slc Cgil ) e Salvatore Topo ( Fistel Cisl ). Ieri però la manifestazione ha conosciuto la partecipazione praticamente “autorganizzata” di tanti lavoratori. Sono 868 gli addetti del call center Almaviva di Napoli. Ma la procedura di mobilità scadrà l’8 giugno prossimo e se non sarà revocata il grande ufficio partenopeo sarà dimezzato. Almaviva ha annunciato 2990 licenziamenti. Coinvolte le sedi di Napoli, Roma e Palermo. Intanto per il prossimo 24 maggio la vice ministro allo Sviluppo Economico, Teresa Bellanova, ha convocato le parti per un confronto che si già si profila drammatico. “Sarà fondamentale – commenta Osvaldo Barba, segretario della Slc Cgil di Napoli – l’incontro del 24 al ministero, dal quale dobbiamo uscire con un accordo: il governo dovrà imporre ad Almaviva la revoca dei licenziamenti”. “Ci vuole un accordo ponte – aggiunge Massimo Taglialatela, segretario regionale della Uilcom – nell’attesa di un riassetto complessivo del settore in grado di contrastare le delocalizzazioni, imporre l’applicazione generalizzata delle sanzioni previste e garantire il rispetto dei minimi contrattuali alle aziende che di aggiudicano commesse attraverso le offerte più vantaggiose”. Alla fiaccolata di ieri sera a Napoli era presente l’assessore comunale al Lavoro, Enrico Panini, che ha ribadito la totale attenzione dell’amministrazione de Magistris a questa delicata vertenza.



