A Caivano (NA) domani esame congiunto tra azienda e sindacati nella fabbrica del “cornetto”.
I 150 licenziamenti annunciati nella fabbrica di Caivano e il rischio che Napoli perda progressivamente ma inesorabilmente la produzione del cornetto Algida sono stati la doccia fredda più recente per il settore alimentare campano d’eccellenza. Intanto la proprietaria Unilever, multinazionale nordeuropea, vuole chiudere al più presto la partita legata a questa massa notevole di esuberi e chiama i sindacati al confronto. Domani dunque faccia a faccia azienda sindacati nello stabilimento di località Pascarola, la grande area industriale a nord di Napoli, al confine con la provincia di Caserta, nei pressi del comune di Marcianise. Si tratta del primo esame congiunto relativo alla procedura di mobilità avviata unilateralmente dalla Unilever il 15 settembre scorso. Ci sono a questo punto poco più di due mesi di tempo (questa la scadenza prevista per legge) per trovare un accordo che soddisfi entrambe le parti. A ogni modo i sindacati non ne vogliono sapere. Non vogliono nemmeno prendere in considerazione la possibilità che l’azienda metta sul piatto un pacchetto di incentivi finalizzati all’espulsione di impiegati e operai. Per cui non si sa proprio come possa andare a finire questa vertenza. Secondo quanto scritto dalla multinazionale di origine anglo-olandese, negli ultimi quattro anni lo stabilimento di Caivano (che conta 806 dipendenti e poco più di un centinaio nell’indotto complessivo) ha perso il 14% della fetta di mercato italiano ad esso tradizionalmente legato.
Unilver però tra le motivazioni di questo calo non adduce solo quelle legate alla perdurante crisi dei consumi che affliggono l’Italia e il Mezzogiorno in particolare. L’azienda infatti accusa la fabbrica napoletana di sprechi, di essere molto più costosa e troppo poco competitiva rispetto ai due impianti omologhi ubicati in Ighilterra e in Germania, stabilimenti che producono, come a Caivano, il cornetto Algida e l’altro gelato top di gamma, il Magnum. Ma tra le maestranze serpeggiano stupore e meraviglia. Attraverso i social network i lavoratori della fabbrica di Pascarola sostengono che il bilancio della loro azienda è in attivo e che quindi non esisterebbero reali problemi di cassa. Negli ambienti sindacali si parla dell’intenzione di Unilever di ridurre drasticamente i contratti full time a tempo indeterminato. Obiettivo che la stessa multinazionale non nasconde, visto che è pure scritto a chiare lettere nella procedura di mobilità.
(Fonte foto: rete internet)



