Somma Vesuviana, il venerdì santo ai tempi del covid 19. Il Sindaco:”Partecipiamo tutti alla processione virtuale in diretta social”

Riceviamo e pubblichiamo un comunicato stampa dal Comune di Somma Vesuviana 

Masulli: “Nel 1944 i soldati americani si fermarono al passaggio della Madonna. Accadde a Somma Vesuviana. Ma non vedremo gli squilli di tromba a Procida, A Sorrento mancheranno le due processioni del Venerdì Santo: la processione dell’Addolorata della Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica e quella del Cristo Morto dell’ Arciconfraternita della Morte. A Sessa Aurunca, nel casertano, non sfileranno gli uomini incappucciati di nero dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso. Il misterioso e affascinante miserere a tre voci resterà per quest’ anno inascoltato”.

In Costiera Amalfitana Santa Trofimena Tv proporrà per tutto il giorno le immagini storiche dei riti religiosi della Costiera.

“A Somma Vesuviana tutti invitati a partecipare dalle proprie case alla processione del Venerdì Santo. Sarà una processione virtuale, infatti la Madonna non uscirà. Ma alle ore 19 e 15 in punto, in diretta sui social sarà possibile vedere i 30 componenti della Banda “Antonio Seraponte” che ogni anno sono stati al seguito del Cristo Morto, suonare il “Dolores” dai rispettivi balconi. Tutti i cittadini potranno accendere un lumino in particolare lungo le strade che rappresentavano il percorso storico della Processione. In serata funzione religiosa a porte chiuse alla Collegiata, dalla quale la Madonna usciva, con diretta social”. Lo ha annunciato Salvatore Di Sarno, sindaco di Somma Vesuviana.

“L’emergenza coronavirus ha cancellato, con un colpo di spugna, tradizioni millenarie legate alla Pasqua.  A Somma Vesuviana, nel napoletano, il rito del Venerdì Santo, oltre ad essere una testimonianza di fede che trae origine dall’antica religiosità del paese, ha rappresentato da sempre per il popolo un appuntamento fisso e ben inserito nel contesto socio-culturale del paese. Qui spetta all’Arciconfraternita del Pio Laical Monte della Morte e Pietà, comunemente detta dei Nobili, l’organizzazione. Una processione mai interrotta nei secoli – ha dichiarato Alessandro Masulli, Direttore dell’Archivio Storico di Somma Vesuviana –  nemmeno nel 1944, dopo la spietata ritirata tedesca. La tradizione orale ci attesta, che quell’anno, gli alleati americani assistettero al corteo dall’alto, posizionati sulle tettoie dei loro automezzi militari”. Masulli è scrittore, storico delle tradizioni religiose oltre ad essere Maestro di Musica.

A Procida mancheranno gli squilli di tromba. “A Procida, invece mancheranno gli squilli di tromba e la risposta di tre colpi di tamburo. La processione dei Misteri rimaneva, anch’essa, una tradizione antichissima, risalente alla fine del XVII secolo. Era la Confraternita dell’Immacolata, detta dei Turchini, con le loro mantelline azzurre, ad organizzare questa suggestiva manifestazione. Ma, soprattutto, ci mancheranno le bande musicali – ha proseguito Masulli – con le loro emozionanti e spettacolari marce funebri. La musica ha sempre svolto un ruolo di grande rilevanza per la sua capacità di suggestione e coinvolgimento dei partecipanti. Ci mancherà al suo passaggio la Madonna Addolorata, vestita a lutto, contrita e col suo sguardo materno rivolto al cielo. Mancheranno il silenzio e le preoccupazioni del popolo”.

In Costiera Amalfitana tutti lumini saranno accesi a terrazze e balconi mentre su Santa Trofimena Tv sarà possibile vedere per tutto il giorno le tradizionali processioni della Costiera Amalfitana. In Penisola Sorrentina a Meta il Venerdì Santo era caratterizzato da 4 processioni.  “Il Comune di Meta di Sorrento, ad esempio, perderà il suo solito Venerdì Santo sempre caratterizzato da ben quattro processioni. Impegnate, infatti, nell’organizzazione sono sempre state due arciconfraternite nate tra la fine del XVI secolo – ha continuato Masulli –   e i primi decenni del XVII: l’Arciconfraternita del SS. Immacolata e l’Arciconfraternita del SS. Crocifisso e Pio Monte dei Morti. A Sorrento mancheranno le due processioni del Venerdì Santo: la processione dell’Addolorata della Venerabile Arciconfraternita di Santa Monica e quella del Cristo Morto dell’ Arciconfraternita della Morte”.

A Sessa Aurunca nel casertano. Il miserere a tre voci inascoltato.  Eventi millenari mai interrotti nel tempo. Accadrà per la prima volta.  “A Sessa Aurunca non si accendevano i fuochi durante la processione. Non sfileranno gli uomini incappucciati di nero dell’Arciconfraternita del SS. Crocifisso. Il misterioso e affascinante miserere a tre voci resterà per quest’ anno inascoltato. Ci sfuggirà l’impiego delle croci, dei sudari, delle corone e delle troccole.

Le processioni hanno sempre esaltato la profonda fede del credente – ha concluso Masulli –  oltre ad attestare e manifestare il legame che unisce l’uomo alla divinità. Le più importanti processioni per la Chiesa cattolica rimangono quelle delle Rogazioni, del Venerdì Santo e del Corpus Domini. La processione del Venerdì Santo aveva lo scopo di far accertare ai fedeli il dolore della chiesa per la morte di Cristo.   La cerimonia di penitenza nelle strade della città si ripeteva nelle chiese con letture bibliche e antiche preghiere, poiché in questo giorno aliturgico non vi era azione sacrificale e, dopo l’Adorazione della Croce, i fedeli ricevevano la Comunione con le ostie consacrate il Giovedì Santo.   Nel XVII secolo, in particolar modo, le confraternite laicali si prodigarono tantissimo per alleviare la sofferenza dei più poveri, attraverso le più svariate azioni filantropiche, in riferimento, soprattutto, all’attuazione delle sette opere di misericordia corporale.

Molte congreghe, oltretutto, conservavano, tra le loro pratiche devozionali, la rievocazione dei Dolori di Maria nel giorno del Venerdì Santo, che si celebrava nell’oratorio di appartenenza. Il tutto si concludeva con una solenne processione della statua lignea Addolorata con il corpo deposto di Gesù morto. Era un genere questo di dramma sacro, molto propagandato dall’Ordine dei Gesuiti nel secolo XVII in tutto il Regno di Napoli. Quest’ anno, purtroppo, non ci saranno statue di Madonne, ne Sepolcri addobbati. Tutto annullato. Quel che resterà nei prossimi giorni saranno celebrazioni a porte chiuse. L’emergenza coronavirus ha cancellato, con un colpo di spugna, tradizioni millenarie legate alla Pasqua”.

(FONTE FOTO: REPUBBLICA.IT)

I provvedimenti dell’Amministrazione Comunale di Ottaviano per arginare la crisi. Un appello al Sindaco avv. Luca Capasso

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L’ Amministrazione Comunale ha adottato provvedimenti importanti per aiutare tutti coloro che avvertono, a vari livelli, il peso della crisi economica e finanziaria. Il rinvio delle scadenze per il pagamento dei tributi. Il confronto costruttivo tra maggioranza e opposizione. “La sanificazione” del territorio, e il generoso impegno dei Vigili Urbani e degli operatori del servizio N.U. Anche a Ottaviano ci sono gli sciacalli che si fingono poveri- ma poveri non sono – e portano via ai poveri veri “pacchi” di alimenti e i contributi delle istituzioni?

 

Per fronteggiare questa devastante tempesta l’Amministrazione Comunale ha seguito due linee di azione, ispirate dalle disposizioni del Governo e concretamente commisurate alla situazione della città. Prima di tutto, è stato assegnato al responsabile del settore finanziario del Comune il compito di istituire un capitolo di bilancio destinato alle “misure a sostegno dell’economia locale”, soprattutto dei titolari di negozi e di esercizi commerciali costretti a interrompere l’attività. In questo capitolo confluiranno i fondi delle casse comunali, quelli messi a disposizione dal Governo con il D.L. 17/ 03/ 2020, e, su proposta dell’assessore al Bilancio prof. Biagio Simonetti, che il 31 marzo ha chiesto l’autorizzazione a De Magistris, anche l’intera somma che la Città Metropolitana assegnerà al progetto “Festa patronale di San Michele Arcangelo”: perché quest’anno, ovviamente, San Michele non “esce” in processione: in cinque secoli è la seconda volta che succede. Ma di questo parleremo più in là.La Giunta ha disposto, inoltre, che “eventuali erogazioni liberali ricevute da persone fisiche, da enti non commerciali e da altri soggetti” siano destinate “agli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica”. Su proposta dell’assessore dott.ssa Virginia Nappo la Giunta ha stabilito di “lasciare inalterate le tariffe della mensa scolastica per l’anno solare 2020”. La dott.ssa Nappo, “accogliendo le richieste degli Istituti Comprensivi” – sono tre – ha assegnato a ciascuno di essi un contributo di euro 2500 “per l’acquisto di dispositivi informatici “, indispensabile supporto “all’attività di formazione a distanza”. E’ stato chiesto ai dirigenti scolastici di individuare gli alunni a cui era opportuno fornire quei dispositivi, che “sarebbero stati concessi” alle famiglie “in comodato gratuito per tutta la durata dell’emergenza”.  Mi pare, quella della  signora assessore, una decisione importante.

La seconda linea di azione comprende la sospensione del pagamento delle tasse comunali fino al 30 giugno e anche provvedimenti di rinvio per la “Tosap” che “grava” sui “pubblici esercizi “ e su “coloro che svolgono il mercato in sede fissa”. Inoltre “nessun avviso di accertamento, di liquidazione e ingiunzione sarà notificato dall’ Ente fino a tutto il 31 maggio, e quelli eventualmente già inviati avranno scadenza entro il mese successivo al termine del periodo di sospensione”. L’assessore prof. Simonetti sa che il prossimo bilancio determinerà indirizzi strategici per il destino della nostra Ottaviano, e dunque è indispensabile dare continuità al costruttivo confronto ora in atto  tra maggioranza e opposizione. L’ Amministrazione considera fondamentale la “continua sanificazione del territorio comunale e delle strutture pubbliche”:e qui voglio sottolineare l’intensità dell’impegno con cui tutti gli operatori del servizio N.U.svolgono il loro lavoro, in una situazione veramente difficile, da molti punti di vista. E preziosa è l’attività dei Vigili Urbani.

E ora il mio appello al Sindaco avv. Luca Capasso. Non amo le prediche, i predicatori, i pulpiti e i sermoni. Per fortuna, da sempre ho provato un intenso fastidio per i moralisti  e sono stato sempre certo del fatto che ognuno è padrone della propria coscienza. So che nelle tragedie c’è sempre il furbo che gode, ride, “s’arravoglia e mani” e fa affari e ci sono sempre i poveri cristi che pagano per tutti.Non saremmo Vesuviani, se ignorassimo queste cose. Ma questa epidemia è una tragedia  senza confronti. Nell’incubo in cui siamo immersi non ci può essere spazio alcuno per gli sciacalli che, pur disponendo di beni e di mezzi finanziari, piangono miseria e arraffano i contributi pubblici e “i pacchi” degli alimenti rubandoli ai poveri veri che, spesso, hanno vergogna di chiedere, perché hanno rispetto della propria dignità. Mi auguro che nella solidale comunità ottavianese non si aggirino sciacalli. Chiedo al Sindaco di far sì che questo augurio sia una certezza, e che il decoro e il nome della nostra città non siano macchiati dal fetore di queste luride figure.

 

 

Pomigliano, grandi fabbriche: primo lavoratore ucciso dal Coronavirus. Era della Leonardo

Il polo delle grandi fabbriche di Pomigliano piange la sua prima vittima del morbo maledetto. Ieri, alle nove del mattino, il Coronavirus ha strappato alla vita  un ingegnere della Leonardo di Pomigliano.  L’ingegnere era un cosiddetto quadro aziendale, occupava un incarico di una certa responsabilità e rilevanza nella divisione velivoli dello stabilimento aeronautico. Si è spento in ospedale ieri mattina, alle nove, dopo oltre due settimane di ricovero. La notizia del suo contagio era giunta il 23 marzo scorso e  aveva turbato molto i tremila addetti dell’impianto.  Nel frattempo si sono registrati altri casi di contagio nei due grandi stabilimenti attigui, due nell’Avio Aero, altro impianto aeronautico, e due nella Fiat, la fabbrica automobilistica che produce la Panda. Comunque la Fiat è ferma dall’11 marzo, dopo uno sciopero spontaneo dei lavoratori della catena di montaggio, impauriti dall’espandersi del contagio in tutto il Napoletano. E’ stata chiusa proprio del tutto una settimana dopo. L’Avio Aero e la Leonardo però sono sempre aperte. Non sono rientrate nell’ambito del provvedimento nazionale che giorni fa ha disposto la chiusura del maggior numero possibile di attività produttive basate sull’assembramento di dipendenti. Entrambe le aziende sono state considerate dal governo strategiche e quindi non chiudibili, sia pure temporaneamente. Ora però a Pomigliano c’è il primo morto di Coronavirus nelle grandi fabbriche. Un caso che farà discutere. Anche perché Confindustria sta premendo sempre di più per la riapertura delle aziende. Ma il Covid 19 morde ancora. Al sud non ha sfondato come nella pianura Padana ma in Campania i contagiati ufficiali sono 3200 mentre i morti sono 210. Sono concentrati prevalentemente nella conurbazione metropolitana di Napoli, l’area più densamente popolata d’Italia. E qui i numeri sono ancora destinati a salire.

A ogni modo stanno mettendo in campo investimenti massicci le grandi aziende strategiche che per la loro stessa natura di comparto essenziale per l’economia del Paese sono dovute per legge rimanere aperte. Alla Leonardo di Pomigliano, come del resto in tutti gli altri stabilimenti del gruppo aeronautico, le attività di sanificazione degli ambienti sono praticamente costanti. Sono stati messi a disposizione dei lavoratori presidi sanitari come mascherine e guanti e c’è un controllo interno ed esterno sul rispetto del distanze. “Noi non faremo mai un compromesso sulla salute – ha dichiarato l’azienda di recente ai sindacati e ai media nel corso dei vari confronti sui protocolli di sicurezza – ma non si può neanche rinunciare al futuro per cui è necessario impegnarci sin d’ora per garantire la migliore ripartenza, nel minor tempo possibile, non appena le condizioni lo permetteranno. Dove ci siano le garanzie si deve quindi poter lavorare, anche a regime ridotto, ma senza fermarsi. Già dal 24 febbraio sono state sospese tutte le trasferte nazionali ed internazionali dei dipendenti e dal 27 febbraio è stato abilitato lo smart working per tutte le nostre persone che potevano lavorare da remoto ed è stata ridotta all’essenziale la presenza nei siti produttivi, iniziando a rendere disponibili sistemi di protezione individuale e creando procedure e processi per ridurre il rischio di contagio”.

Covid -19, la guerra silenziosa e luttuosa: la storia di Anna, infermiera all’ospedale di Nola

La guerra contro un nemico aggressivo e sconosciuto, la guerra quotidiana di chi lotta per alleviare sofferenze, per salvare vite. Di seguito la testimonianza di Anna, infermiera in trincea nell’ospedale di Nola.

 

In questa epoca di incertezza, di separazione e dolore, in questa epoca che tutti noi ricorderemo con una sigla “Covid19”, nessuno poteva credere che una nuova guerra ci colpisse così furiosamente. Una guerra in cui i nemici non sono eserciti e bombe, ma che altrettanto fa morti e crea lutti. Sì, un nemico invisibile che subdolo colpisce e distrugge, un virus, sconosciuto e scatenato nel colpire.

Come in tutte le guerre c’è chi combatte e chi fugge. Le nostre difese non sono trincee o filo spinato, ma si chiamano ospedali.

Uomini e donne, medici, infermieri, operatori. Qualcuno disse: “Sventurata la terra che ha bisogno di eroi”. In questo caso, purtroppo, questi eroi sono quegli uomini e donne che in prima linea di accoglienza cercano di salvare più vite possibili, mettendo a rischio la propria.

Io sono un’infermiera dell’ospedale di Nola in Campania. Lavoro come tanti miei colleghi in pronto soccorso. L’esperienza di queste queste settimane mi ha fatto apprezzare ancora di più la mia scelta di vita lavorativa. Ma soprattutto mi ha fatto capire quanto sia importante essere vicino a chi soffre. Perché quelle persone che assistiamo, sono come il riflesso di quello che siamo e cioè: figli, madri, genitori. Noi abbiamo messo in conto di approcciarci alla sofferenza con lucidità ma non con distacco. Però questi giorni ci mettono di fronte a tragedie che fanno sobbalzare il cuore.

Durante il mio turno, protetta da occhiali, mascherina, tuta di contenimento biologico, mi sembra di perdere l’identità, che a volte ci permette, anche solo con un sorriso, di tranquillizzare chi ci è di fronte e chiede il nostro aiuto. Questo è successo: su due lettini in codice Covid, vi erano un padre e un figlio, entrambi sottoposti a terapia di ventilazione. Purtroppo, il papà si è aggravato nella respirazione e il medico ha preso la decisione di intubarlo. La tragedia nasce nel momento in cui il medico doveva chiedere l’autorizzazione ad un parente. Dato lo stato di isolamento, l’unico era il figlio che gli era accanto. Mi sono avvicinata, poiché avevo il nome scritto sul petto, mi ha chiamata per nome cercando il conforto di rivedere il papà prima che venisse intubato. La scena di quel padre e di quel figlio mi rimarrà impressa nel cuore e nella mente. L’ho aiutato ad avvicinarsi. Quello che poteva essere, forse, l’ultimo addio.

Le persone si lamentano per il troppo stare in casa, ci definiscono eroi. Io non so come si sente un eroe, io anche ho paura, ma faccio i miei turni, io anche penso alla mia famiglia, ma non mi tiro indietro nell’assistenza, io anche sento la stanchezza ma vado avanti per ore.

Se questi sono i sentimenti di un eroe… forse lo sono anche io.

Lauro zona rossa: si temono 200 contagiati

Casi positivi in famiglia che gestisce supermercato a Lauro

Si temono circa 200 contagiati nel comune di Lauro, in provincia di Avellino, dove da ieri sera è scattata la ‘zona rossa’. Per il comune irpino, 3.400 abitanti, la decisione è stata assunta dalla Unità di crisi regionale dopo che otto persone, appartenenti allo stesso gruppo familiare, sono risultate positive al Coronavirus. Una intera famiglia che gestisce un supermercato al centro del paese chiuso volontariamente quattro giorni fa dopo che alcuni suoi componenti avevano accusato sintomi riconducibili al Covid-19.

Si teme che possano essere state potenzialmente contagiate fino a 200 persone tra clienti e famiglie che hanno usufruito del servizio a domicilio. Nelle ore precedenti erano risultati positivi al test il fratello del sindaco, un medico che lavora all’ospedale “Cardarelli” di Napoli e un dipendente comunale. Da ieri sera vige il divieto di uscita e di ingresso nel territorio comunale e tutti gli uffici pubblici sono stati chiusi, tranne quelli che erogano servizi essenziali.

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Emergenza COVID-19, le richieste della Rete acqua pubblica: tariffe agevolate e riallaccio utenze distaccate 

Tariffa agevolata per le utenze domestiche, esenzione del pagamento della bolletta per gli utenti che hanno perso il lavoro e riallaccio di tutte le utenze distaccate: sono queste le richieste avanzate dalla ‘Rete dei Comuni per l’acqua pubblica’ all’Ente Idrico Campano e al gestore GORI per affrontare concretamente l’emergenza sanitaria e sociale scatenata dalla diffusione del COVID-19.

Proposte forti e urgenti presentate dagli amministratori presenti nel Consiglio di Distretto Sarnese Vesuviano dell’Ente Idrico Campano, in rappresentanza dell’intero gruppo della ‘Rete dei Comuni per l’acqua pubblica’: Massimo Pelliccia (Casalnuovo di Napoli), Manlio Torquato (Nocera Inferiore), Salvatore Di Sarno (Somma Vesuviana), Roberto Falcone (Angri), Gaetano Ferrentino (Sarno), Rosario Bisogno (Mercato San Severino), Francesco Gioia (Fisciano), Vincenzo Fiengo (Cercola), Edoardo Serpico (Scisciano), Giuseppe Grauso e Gianluca Napolitano, che hanno richiesto formalmente l’adozione di queste indispensabili misure e la convocazione immediata in via telematica del Consiglio di Distretto, già fissato per lo scorso 18 marzo e poi rinviato a data da destinarsi.

Dopo il successo della petizione popolare, promossa a inizio marzo dai comitati civici per l’acqua pubblica, che era stata accolta dall’Autorità nazionale di regolazione ARERA con una delibera che posticipava e rateizzava il pagamento delle bollette, nonché bloccava i distacchi della fornitura idrica per le utenze morose, il perdurare dell’emergenza igienico-sanitaria e l’aggravarsi di una crisi economica senza precedenti impone decisioni più importanti, a sostegno di 1 milione e mezzo di cittadini campani che risiedono nelle aree soggette alla gestione GORI.
Infatti, le recenti stime sui consumi idrici, elaborate dai ricercatori dell’Enea, evidenziano che durante le ultime settimane di emergenza epidemiologica i consumi domestici di acqua nel nostro Paese sono aumentati mediamente del 53%, considerata la permanenza in casa obbligata e le evidenti ragioni di carattere igienico.
“Per questi motivi proponiamo l’applicazione della tariffa agevolata alle utenze domestiche GORI fino al termine della crisi – sottolineano i consiglieri di Distretto – evitando quindi che le famiglie si trovino a dover pagare eccedenze spropositate sui consumi idrici, nonché l’esenzione dal pagamento per gli utenti che hanno perso il lavoro con un ampliamento dei criteri già previsti nella disciplina del Bonus idrico e la necessaria rialimentazione di tutte le utenze domestiche che hanno subito il distacco e che ancora oggi si trovano nella drammatica condizione di non avere accesso alla fornitura d’acqua corrente”.
Interventi che potrebbero essere coperti economicamente anche attraverso il conto di gestione straordinario, appena istituito a livello nazionale dall’ARERA, destinato a garantire il finanziamento delle iniziative a sostegno degli utenti finali del settore idrico con risorse già esistenti per 1,5 miliardi di euro.
Inoltre, a destare preoccupazione anche alcuni episodi avvenuti sul territorio: “Sono giunte segnalazioni di cittadini – si evidenzia ancora nella comunicazione dei consiglieri di Distretto – che nelle ultime settimane hanno ricevuto minacce di distacco della fornitura idrica per morosità attraverso comunicazioni telefoniche da parte di società di recupero crediti, incaricate dal gestore GORI SpA, nonché con lettere di sollecito, notificate agli utenti attraverso raccomandata postale, anche per cifre di modesta entità. GORI, inoltre, persiste nel portare avanti la campagna di sostituzione dei misuratori nei Comuni di Bracigliano, Camposano, Carbonara di Nola, Cimitile, Comiziano, Fisciano, Liveri, Massa Lubrense, Nocera Inferiore, Nola, Piano di Sorrento, Pimonte, Sant’Agnello, Sant’Anastasia, San Paolo Bel Sito, Torre Annunziata, Torre del Greco, Trecase, contribuendo a creare un clima di diffusa preoccupazione nella cittadinanza e che, anche se eseguiti su impianti esterni, potrebbero immotivatamente mettere a rischio la salute del personale addetto e quella degli utenti che, legittimamente, vogliono essere presenti fisicamente durante l’operazione di sostituzione”.

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Sant’Anastasia, Uici Presidio attiva il servizio “Uici è con Te”

Per continuare a sostenere le persone con problemi alla vista, soprattutto in questo momento di emergenza collettiva, il Presidio Uici di Sant’Anastasia ha attivato un servizio telefonico.

Il servizio è svolto dai volontari del Presidio anastasiano che, giornalmente telefonano ai Soci per sincerarsi della loro condizione e delle loro eventuali necessità di approvvigionamento di alimenti, medicinali oppure impellenze di visite mediche che, in collaborazione con la Croce Rossa e la Protezione Civile, saranno soddisfatte.

Altri servizi attivi che mirano al sostegno psicologico e di attività pratiche dei Soci, sono: 1) Sportello d’ascolto che si tiene ogni venerdì pomeriggio in teleconferenza dalle 16,30 alle 18, attraverso il quale la nostra #psicologa offre un supporto psico-emotivo per aiutare ad affrontare questo momento di instabilità;

2) “TechPoint”, uno spazio in teleconferenza dedicato al supporto informatico e alle tecnologie assistive, considerando il grande utilizzo che, soprattutto, in questo periodo si sta facendo dei Social e delle Piattaforme per lo studio ed il lavoro.

Per quanto riguarda il #CorsoBraille, iniziato a Gennaio, abbiamo voluto assicurare la continuità ai corsisti e, così, in accordo con la docente, il Corso sta procedendo a distanza tramite gli strumenti deputati a tale modalità.

Restano attivi tutti i servizi di #consulenze dedicati ai Soci e, per i quali, questi possono sempre rivolgersi:
– Consulenza Tiflo-pedagogica (per studenti, scuole, famiglie) –
Sandra Minichini, 3920090644
– Consulenza legale – Anna Esposito, 3318699358
– Consulenza fiscale (CAF-Patronato) – Carla Borrelli, 342 0608889
– Consulenza Tiflo-informatica – Giuseppe Fornaro, 3735419953
– Sport a casa e  autonomia personale – Antonio Maione, 373 5417371
Segreteria: uici.anastasia@gmail.com, 3346048850, attiva per tutta la durata dell’emergenza, tutti i giorni h24.

Per poter usufruire dei servizi, “Sportello d’ascolto” e “TechPoint”, occorre telefonare al numero di Segreteria che vi fornirà tutte le informazioni necessarie e vi istruirà per poter prendere parte alle #teleconferenze; per altre esigenze, urgenti visite mediche, recupero di beni di prima necessità, eventuali disagi, contattare la Segreteria.
Teniamo a ringraziare i politici, gli Enti, i volontari, la Croce Rossa e la Protezione Civile che stanno aiutando il nostro Presidio Uici di Sant’Anastasia affinché possiamo garantire assistenza e sicurezza ai disabili della vista.
Restate A Casa
L’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti è con Voi.

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La “Farmacia Eredi Nocerino” e il “Lions Club” di San Giuseppe Ves.no donano strumenti sanitari all’ ospedale di Boscotrecase

Parliamo del dono del “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio” e di quello della “Farmacia Eredi Nocerino”, perché essi ci consentono di ricordare esempi luminosi di quella generosa solidarietà  che all’ inizio del ‘900 contribuì a consolidare il sistema sociale di San Giuseppe e di Ottajano e che oggi viene testimoniata, in uno slancio ammirevole, da centinaia di persone e da decine di associazioni. La generosità vesuviana ha le sue radici, salde e vitali, nella storia di un territorio che ha affrontato nei secoli catastrofi naturali, epidemie, rovinosi drammi sociali e le ferite sanguinose della povertà

 

Vorremmo pubblicare per intero l’elenco lunghissimo delle persone, dei gruppi e delle associazioni che, nel Vesuviano, hanno dato e continuano a dare il loro contributo alla battaglia contro l’epidemia, contro la devastante crisi sociale, contro l’ombra nera della povertà che diventa ogni giorno più estesa e più nera. Poiché non possiamo realizzare questo nostro desiderio ricordiamo, per ora, solo i monitor multiparametrici che sono stati donati al Presidio Ospedaliero di Boscotrecase dal “Lions Club San Giuseppe Terre del Vesuvio”, di cui è Presidente la prof.ssa Maria Lucia Ambrosio (vedi foto in appendice), e, qualche giorno fa, dalla “Farmacia Eredi Nocerino”( in appendice pubblichiamo la lettera di ringraziamento del dott. Giuseppe Esposito, direttore amministrativo del Presidio ospedaliero). I “testimoni” prescelti ci consentono di dire che la solidarietà come sentimento sociale è aspetto essenziale della storia vesuviana, della storia di San Giuseppe Ves.no, della storia di Ottaviano. Due anni dopo la devastante eruzione del 1906 Ottajano ebbe la forza di inviare 5000 lire “ e una immensità di indumenti e di altri generi” ai  cittadini di Reggio e di Messina schiantate dal terribile terremoto. Il Tenente Generale Mazza, Regio Commissario di Messina, nella lettera con cui ringraziava Gustavo Durelli, presidente del Comitato di Soccorso Ottajanese, scrisse parole commoventi sull’ “umanità” degli abitanti di una  città che mostrava ancora tutte le piaghe dell’eruzione. E Durelli rispose che “lo slancio di filantropia” era stato immediato, perché gli Ottajanesi non avevano dimenticato che Messina, nel 1906, “era stata sollecita a inviare a Ottajano e a San Giuseppe i suoi bravi pompieri”. Una somma cospicua venne inviata, in due volte, dalla società sangiuseppese dei “negozianti di vaccine”, attraverso un comitato di cui facevano parte, tra gli altri, Nicola Carbone, Francesco Ambrosio e Nicola Miranda. Profughi messinesi e reggini vennero ospitati, a Ottajano, dagli Scudieri, dal cav Francesco Saviano e dal cav. Aniello Mazza, e, a San Giuseppe, dai Casillo e dai Carbone, “negozianti di cereali” e dai Catapano, che, titolari di “filande per la seta”, avevano stretto salde relazioni commerciali con i mercati calabresi. Meriterebbe di essere raccontato, capo per capo, il generoso impegno che i medici sangiuseppesi, e tra questi, Emilio Catapano, che fu anche “medico condottato municipale”, Scipione Ammirati e Ferdinando Ambrosio profusero nel curare i “miseri indigenti”  durante le epidemie di tifo e di vaiolo che imperversarono ai piedi del Vesuvio tra la fine del sec. XIX e i primi anni del ‘900.

Una dura battaglia contro il vaiolo che nel 1910 flagellò ancora una volta Ottajano venne combattuta dal dott. Andrea Nocerino, avo del dott. Andrea e della dott.ssa Maria, titolari della farmacia che ha fatto il dono all’ospedale di Boscotrecase. Al Comitato che il Regio Commissario Giuseppe Pannunzio aveva incaricato di studiare  “morbi e  miseria” di Ottajano il dott. Andrea Nocerino senior comunicò che la causa prima delle epidemie erano i fetori e i miasmi di ogni genere che gravavano sulle strade e sui campi e  occupavano l’interno dei “tuguri dei miseri”. E lui, che conosceva gli studi di Behring e di Virchow, fu il primo a sostenere che era ormai indispensabile distribuire l’acqua corrente in tutte le case, chiudere immediatamente le cisterne pubbliche, e, soprattutto, educare il popolo all’igiene. Il dottore non si limitò a dire e a consigliare, ma agì: non solo contribuì generosamente all’acquisto di “panni dell’intimo” e di abiti per i bambini delle famiglie in miseria, ma visitò le case di queste famiglie per spiegare agli uomini e alle donne, ai vecchi e ai giovani le norme elementari dell’igiene.

Lo spirito di solidarietà di cui gli Ottavianesi e i Vesuviani stanno dando luminosa testimonianza è una luce in questo buio che ci tiene prigionieri. E’ una luce di speranza: la speranza che la storia possa riprendere il suo viaggio, oltre l’abisso.

 

Marigliano, domenica delle Palme con assembramento in chiesa scoperto dalla Polizia Municipale

Il Comando di Polizia Municipale lo aveva annunciato: i controlli sarebbero stati intensificati nel weekend e sarebbero stati effettuati anche di domenica, sia per verificare l’affluenza ai supermercati rimasti aperti che per tenere d’occhio i flussi di gente in strada all’inizio del periodo pasquale.

Proprio ieri, infatti, in occasione della Domenica delle Palme, si è registrato un episodio preoccupante nella frazione Lausdomini. Come spiega il Comandante Emiliano Nacar, alcune pattuglie della locale polizia hanno notato diverse auto parcheggiate nei dintorni della chiesa di San Marcellino, punto nevralgico dell’omonima parrocchia, e sono intervenuti per effettuare un controllo. Quasi dieci persone erano presenti all’interno del luogo di culto e si sono allontanate frettolosamente alla vista degli agenti: tre persone sono state identificate mentre le altre si sono dileguate. All’interno, oltre al parroco, era presente un’altra persona.

Quello che ha insospettito la Polizia Municipale è stata l’uscita alla spicciolata delle persone presenti, di conseguenza è ancora da decifrare il motivo dell’assembramento. Pare che i fedeli fossero in chiesa per ritirare la consueta palma benedetta. Il parroco di Lausdomini, don Salvatore Spiezia, primicerio della parrocchia di San Marcellino dal 1981, è stato diffidato verbalmente dalle forze dell’ordine e si è mostrato del tutto collaborativo: tuttavia la violazione delle disposizioni era stata ormai praticata e ci si augura che i cittadini possano dimostrare maggiore senso di responsabilità da qui alla domenica di Pasqua, senza cadere nella tentazione di assembrarsi in chiesa, mettendo a repentaglio la salute collettiva in questo momento ancora delicato.

Ricordiamo che il 27 marzo scorso il vescovo di Nola, Francesco Marino, aveva emanato un decreto con il quale, valutati gli Orientamenti per la Settimana Santa della Presidenza della Cei e tenuto conto dei Decreti del Presidente del Consiglio dei Ministri, si davano indicazioni circa le celebrazioni della Settimana Santa. Tra le altre cose il vescovo disponeva che i Riti della Settimana Santa si compiessero a porte chiuse e senza il concorso di popolo unicamente nella Cattedrale e nelle Chiese parrocchiali; che durante i Riti fosse consentita, nell’assoluto rispetto delle norme circa la distanza fisica e delle altre misure sanitarie, solo la presenza dei pochi addetti al servizio liturgico; infine che si sospendesse ogni manifestazione pubblica di pietà popolare, compresa la distribuzione degli oggetti di devozione, dei ramoscelli di olivo e dell’acqua benedetta. Un messaggio chiaro che però in città non è passato ovunque, come dimostra il caso di Lausdomini.

Tuttavia il Vescovo ha anche disposto che le chiese, a giudizio dei parroci, restino aperte per qualche ora del giorno, solo per la preghiera personale e nel rispetto delle norme vigenti. Si raccomanda dunque prudenza e grande senso di responsabilità per consentire a tutti di vivere questo periodo complicato senza ulteriori preoccupazioni, a maggior ragione se si pensa che proprio a Lausdomini si è verificato il primo decesso da COVID-19 in città.

Attenzione a non far diventare la domenica delle Palme, come cantava Fabrizio De André, una “domenica delle salme”.

Pomigliano, “Sono andato a mangiare da amici”: prete multato e diffidato dalla polizia locale

“Sono sceso per andare a mangiare da una famiglia vicina”. Per lui forse poteva essere pure una giustificazione plausibile ma per il decreto legge del 25 marzo sulle restrizioni anti Coronavirus è stata una vera e propria ammissione di colpa che gli è costata una multa e una diffida all’autorità giudiziaria. E così ieri un sacerdote in pensione si è beccato dalla polizia municipale di Pomigliano una sanzione di 373 euro, maggiorata a causa del fatto che è stato sorpreso a parcheggiare l’auto sotto casa. Il prete sorpreso dai caschi bianchi non era in possesso di una mascherina, strumento non obbligatorio ma certamente utile alla tutela della salute altrui. Stando ai pubblici ufficiali il sacerdote è un vero “discolo”.“Lo abbiamo seguito per giorni – raccontano i vigili – andava di casa in casa, senza mascherina e guanti”. I poliziotti locali stanno verificando se il prete, sia pure in pensione, stesse praticando una serie di benedizioni porta a porta. Sono vietatissime, come tutte le funzioni religiose pubbliche. Ma questa circostanza non è stata provata. “Lo avevamo avvisato – aggiungono gli agenti comunali – ma lui usciva lo stesso a fare tutto quello che voleva”. A un certo punto il colonnello Luigi Maiello, comandante della polizia municipale, si è visto costretto a scendere in campo di persona. Ieri mattina si è appostato nell’area del rione della ricostruzione, sotto la casa del sacerdote, che poco dopo è stato avvistato in auto, mentre parcheggiava la sua vettura. Una volta sceso dall’auto l’anziano pastore è stato identificato, interrogato e quindi multato e diffidato. Dovrà rimanere a casa per 14 giorni, quarantena coatta. Se nel frattempo dovesse uscire rischierebbe l’arresto.  Il sacerdote è stato il parroco di una chiesa di Pomigliano.