Pomigliano, “Sono andato a mangiare da amici”: prete multato e diffidato dalla polizia locale

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“Sono sceso per andare a mangiare da una famiglia vicina”. Per lui forse poteva essere pure una giustificazione plausibile ma per il decreto legge del 25 marzo sulle restrizioni anti Coronavirus è stata una vera e propria ammissione di colpa che gli è costata una multa e una diffida all’autorità giudiziaria. E così ieri un sacerdote in pensione si è beccato dalla polizia municipale di Pomigliano una sanzione di 373 euro, maggiorata a causa del fatto che è stato sorpreso a parcheggiare l’auto sotto casa. Il prete sorpreso dai caschi bianchi non era in possesso di una mascherina, strumento non obbligatorio ma certamente utile alla tutela della salute altrui. Stando ai pubblici ufficiali il sacerdote è un vero “discolo”.“Lo abbiamo seguito per giorni – raccontano i vigili – andava di casa in casa, senza mascherina e guanti”. I poliziotti locali stanno verificando se il prete, sia pure in pensione, stesse praticando una serie di benedizioni porta a porta. Sono vietatissime, come tutte le funzioni religiose pubbliche. Ma questa circostanza non è stata provata. “Lo avevamo avvisato – aggiungono gli agenti comunali – ma lui usciva lo stesso a fare tutto quello che voleva”. A un certo punto il colonnello Luigi Maiello, comandante della polizia municipale, si è visto costretto a scendere in campo di persona. Ieri mattina si è appostato nell’area del rione della ricostruzione, sotto la casa del sacerdote, che poco dopo è stato avvistato in auto, mentre parcheggiava la sua vettura. Una volta sceso dall’auto l’anziano pastore è stato identificato, interrogato e quindi multato e diffidato. Dovrà rimanere a casa per 14 giorni, quarantena coatta. Se nel frattempo dovesse uscire rischierebbe l’arresto.  Il sacerdote è stato il parroco di una chiesa di Pomigliano.