Ora più che mai, Ottaviano è nel caos più totale. Si tratta più che altro di caos mediatico, in cui ognuno scrive quello che vuole e si esprime sulle vicende politiche del momento fomentando un chiacchiericcio non proprio indispensabile.
Dopo la sfiducia ai danni dell’ormai ex sindaco Biagio Simonetti, Ottaviano è ricaduta nel loop infinito di molti altri paesi vesuviani: l’assenza di una linea guida, il sindaco, e la rottura degli equilibri amministrativi, per quanto fragili fosse evidentemente fino a ieri.
Tra chi punta il dito su ex assessori, come ha fatto Simonetti con lo storico Giorgio Marigliano, accusandolo di aver manovrato i fili della sfiducia facendo fare un passo indietro a Maddalena Massa, e chi invece stappa bottiglie per i festeggiamenti, è doveroso ricordare che l’oggetto della conversazione dovrebbe essere sempre la città di Ottaviano, non il riso provocato dalle reazioni dei diretti interessati, né i teatrini politici messi in atto nelle ultime ore o meglio, negli ultimi anni. Il rispetto che il territorio e la gente di Ottaviano meritano è il punto focale della questione che purtroppo, tra screzi personali, “J’accuse” che non servono ormai a niente e barzellette di paese, non viene messo al primo posto, se non da pochissimi. I commenti di molti cittadini, infatti, sono sempre gli stessi da anni: trasudano una stanchezza e una sfiducia nei confronti delle istituzioni e della politica e sottolineano sempre quanto sia difficile vivere ad Ottaviano, soprattutto in momenti come questi.
Si apre ora una nuova epoca, si fa per dire, quella del Commissario Prefettizio, che vede la figura del Viceprefetto Roberto Esposito a guidare l’amministrazione del paese. Indubbiamente rispettabile, un Commissario non è però un sindaco, è un funzionario esterno nominato dal Prefetto, non eletto dal sacro popolo, pertanto i larghi festeggiamenti avvenuti nelle scorse ore risultano alquanto fuori luogo poiché l’unica a perderci in ogni caso è sempre Ottaviano che, è doveroso ricordare, dovrebbe essere l’obiettivo da raggiungere, non il mezzo con cui farlo.
Nel frattempo si parla già delle prossime elezioni: chi si candiderà, chi seguirà un vento piuttosto che un altro e chi ancora, invece, resterà nelle trafile a godersi lo spettacolo mediatico di cui, ancora una volta, la politica sarà l’unica protagonista.



