Intanto ieri il segretario generale e don Peppino Gambardella hanno consegnato il primo assegno del fondo di solidarietà operaia a un cassintegrato della Fiat.
L’occasione è stata la presentazione dell’associazione “Legami di Solidarietà”, il fondo sociale per l’aiuto economico destinato a cassintegrati, disoccupati, precari, licenziati. Ma dopo la giornata di ieri, a Pomigliano, la sensazione netta è che Maurizio Landini abbia già un’idea su come contrastare il radicale cambiamento del contratto nazionale di lavoro desiderato dalla Confindustria di Squinzi. ” Contrasteremo il nuovo contratto che vuole imporre Confindustria rivendicando l’applicazione dell’accordo interconfederale sulla rappresentanza sindacale – ha detto il segretario generale della Fiom davanti a centinaia di persone, riunite nell’antica Torre dell’Orologio – e agendo col meccanismo del referendum attraverso l’azione di Coalizione Sociale, soggetto che raduna tante componenti che tentano di superare le divisioni volute da chi sta sfruttando questa crisi per impoverirci tutti togliendoci i diritti, riducendo il salario e licenziando “. Landini dà quasi per scontato che Renzi si stia apprestando a recepire con una legge l’assist di Squinzi sulla necessità di superare la contrattazione sindacale nell’ambito del rinnovo del contratto dei metalmeccanici. ” Tra qualche mese – conferma il dirigente Fiom – potremmo trovarci un intervento legislativo sul diritto di sciopero e che renda strutturale ciò che la Fiat ha fatto partendo proprio da Pomigliano “. Anche per questo Pomigliano è sempre al centro dei pensieri del segretario. La sua azione sindacale parte sempre da qui, da dove cinque anni fa Sergio Marchionne ha dato il via alla rimozione del contratto nazionale, alla nascita del contratto aziendale, dello straordinario flessibile blindato con la regolamentazione dello sciopero in fabbrica. ” C’è un uso della crisi teso a cambiare le regole del gioco – ha aggiunto il responsabile Fiom – gli ultimi provvedimenti del Governo vanno in questa direzione “. La messa in discussione della contrattazione nazionale, dello statuto dei lavoratori, la libertà dell’impresa di ” licenziare a piacimento grazie al job act e agli incentivi dello Stato “. ” Una situazione così non l’ho mai vissuta – confessa Landini – io, sindacalista, mi trovo a dover lottare senza lo statuto dei lavoratori e senza la contrattazione collettiva “. Sulla discesa in campo di Coalizione Sociale, del nuovo partito a sinistra, il segretario è però sempre molto cauto. Dà qualche timido segnale di via libera quando dice che ” se non siamo in grado di riunire e di riunificare le persone la partita l’abbiamo finita prima di cominciare “. Tutto qui. E’ il segretario della Fiom di Napoli e della Campania, Andrea Amendola, a spingersi più in là. Durante il suo lungo intervento Amendola parla della necessità di una discesa in politica di Coalizione Sociale. Intanto oltre a Libera di don Ciotti c’è già anche una certa chiesa operaista al fianco della Fiom. Ieri il parroco della chiesa madre di Pomigliano, don Peppino Gambardella, ha partecipato per tutto il giorno all’iniziativa di Landini. Lui e il segretario generale hanno anche consegnato a un operaio cassintegrato della Fiat di Pomigliano il primo assegno del fondo di solidarietà. ” Perchè al modello Pomigliano di Marchionne – spiega il sacerdote – dobbiamo contrapporre il modello Pomigliano della solidarietà “. A ogni modo in campo già è sceso anche il mondo del cinema e del teatro. Il prossimo 31 ottobre a Pomigliano si esibirà infatti il grande attore Toni Servillo. Obiettivo: dare una mano al fondo di solidarietà e al nuovo progetto politico di Landini e compagni. Il segretario generale dei metalmeccanici Cgil insiste sul fatto che ” la Fiat ha anticipato ciò che Monti, Letta e Renzi hanno applicato “. ” Ma è una tendenza globale – chiarisce – in molti paesi vogliono ridurre il salario superando i contratti. E in Italia questo viene fatto in condizioni di paura e quindi di ricatto. L’ultimo accordo che hanno sottoscritto i firmatari in Fca abbassa i minimi, non aumentano tfr e maggiorazioni determinando che lì c’è un salario più basso che da un’ altra parte “. Il diritto di sciopero in Fca: ” Sono già arrivati inoltre al fatto che se lo sciopero non lo proclamano a maggioranza le rsa non si fa. Noi però lo possiamo fare perchè non abbiamo firmato il loro contratto “. Anche il Jobs Act preoccupa la Fiom. ” Oggi la cassa integrazione costa di più – sostiene il segretario – Alcatel invece di usare la solidarietà ha licenziato e siamo di fronte al tentativo di completare questo quadro “. La strategia di Landini: ” Come agire ? E’ stato fatto un accordo il 10 gennaio del 2014, che non ci ha trovati d’accordo. Ma siamo al paradosso che siamo l’unico sindacato che sta applicando quell’accordo. Sarà l’inps a dire qual è il peso di ogni organizzazione. Quell’accordo dice che un contratto per essere esigibile deve avere due caratteristiche: il 50 per cento più uno della rappresentanza per voti dei lavoratori e per numero di iscritti e che il nuovo contratto deve essere approvato dalla maggioranza dei lavoratori. La Fiom deve provare a raggiungere la maggioranza assoluta nei metalmeccanici. Ce la può fare perchè oggi più che mai il lavoratore sa che siamo l’unica organizzazione più vicina a lui. E poi l’esempio degli operai Fca degli Stati Uniti dimostra che quando i lavoratori sono fuori dai ricatti ce la possiamo fare “. Dunque, maggioranza assoluta degli iscritti obiettivo difficile ma non impossibile. ” Iscriversi alla Fiom oggi vale doppio – l’esortazione di Landini – Perché se dovesse venir fuori che la Fiom ha il cinquanta per cento più uno allora ogni discorso non vale più. Gli altri sindacati non hanno voluto facilitare l’Inps a raccogliere i dati sul numero di iscritti a ogni categoria, ci hanno detto di no perche non vogliono applicare l’accordo sulla rappresentanza per cui noi questo lavoro lo dobbiamo fare adesso. Ricordiamo che nella stessa Fca in base alle ultime elezioni delle rls noi siamo il sindacato più votato, quando il voto è libero e non come al referendum sul contratto impostao da Fca, quando ci dissero che o si votava si o si chiudevano le fabbriche “. Crisi, ricatti e squilibri sociali: ” Siamo di fronte a una crisi della democrazia che dà più potere alle imprese. Lo dimostra la modifica dell’articolo 18: invece di tutelare il lavoratore il governo tutela l’imprenditore che incassa i nostri soldi e che può fare quello che vuole del lavoratore, licenziandolo senza rischi quando gli pare “. Per Landini quindi il rinnovo del contratto dei metalmeccanici e la battaglia leglislativa sono la stessa cosa. ” Anche perchè, per esempio – specifica il segretario – il sindacato confederale in America è vietato dalla legge. C’è solo il sindacato aziendale. Ma la storia del sindacalismo italiano è l’opposto, è l’ avere un’idea di cambiamento anche fuori della fabbrica “.







