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giovedì, Ottobre 28, 2021

La Vergine Assunta ci protegga dalla barbarie dei “cafoni” del nostro tempo

Se la globalizzazione minaccia i fondamenti del vivere civile con i “mostri” dell’indifferenza, dell’egoismo, della barbara volontà di “sporcare” i valori della verità e della bellezza e di demolire i principi della civiltà, allora non bisogna dimenticare che il “mistero” di fede dell’Assunzione al Cielo di Maria Vergine ha dato alla storia dell’uomo quel senso nuovo che tutti noi, laici e credenti, dovremmo condividere e difendere, in nome della speranza.

L’allarme l’ha lanciato, sul “Corriere della Sera”, Luca Mastrantonio indicando alcune “imprese” di questa estate cafona, i tuffi dal ponte della Costituzione in un canale, a Venezia, una doccia rinfrescante in una fontana prossima all’ “Ara Pacis”, turisti che si arrampicano e si  mettono in posa sui monumenti per fotografarsi e farsi fotografare, affamati signori che consumano panini e bevono birra seduti sulle scale di edifici classificati come “luoghi d’arte”, e poi i due turisti che entrano, indossando il costume da bagno, in una chiesa del Salernitano. Sono, questi rappresentanti della nostra civiltà, dei nuovi barbari: non li avrei chiamati “cafoni”. In questo termine di antica storia c’era l’ironia dei “signori” di città esercitata contro i contadini rozzi e ignoranti che abitavano in campagna: ma l’ironia non annullava del tutto un barlume di rispetto verso chi lavorava la terra. E nell’ espressione “pane cafone”c’era solo il rispetto: i “signori” riconoscevano la superiorità del pane che usciva dai forni di campagna, impastato e cotto con un’arte di antica tradizione. L’allarme lanciato dal “Corriere della Sera” ci spinge a riflettere sui tanti episodi di quotidiana cafonaggine di cui siamo attori e vittime: quando si parcheggia l’automobile in modo da bloccare le automobili e i movimenti degli altri, quando si guida e contemporaneamente si usa il telefono, quando si spreca l’acqua, quando i rifiuti vengono sversati lungo le strade, e nascosti tra le siepi dagli artefici di piccole e grandi discariche abusive.. E poi le incursioni quotidiane dei “nuovi “cafoni” sui “social”, la falsificazione della verità, la pratica ininterrotta dell’inganno, e poi la follia “razionale” di chi appicca gli incendi e distrugge ettari di bosco, e mette a rischio la vita dei cittadini, e mette in ginocchio l’economia di un territorio. E’ illuminante ciò che ha detto il pompiere volontario di Pavia, accusato di appiccare incendi: questo è un territorio dove gli incendi sono rari, io provvedevo a scatenare le fiamme, per poi correre a spegnerle, per provare l’adrenalina delle serie Tv americane.

Alla base di tutto dicono che ci sia la maleducazione, e ci sia l’esibizionismo. Io mi permetto di aggiungere l’indifferenza, che è il “mostro” più terribile, e che ci fa capire quali sono le reali dimensioni del fenomeno, quale è il dramma di una società in cui decine di giovani assistono senza muovere un dito, voltandosi serenamente da un’altra parte, – o, peggio ancora, concentrandosi sulla ripresa della scena, per farne un video- al terribile pestaggio di un giovane italiano, Niccolò Ciatti, ucciso a calci e a pugni da tre russi davanti a una discoteca in Costa Brava. Ha meritato articoli sui giornali e fiumi di “mi piace” sui “social” “l’impresa” dell’anziano signore che sulla spiaggia di Porto Pino, in Sardegna, ha sgridato la signora che aveva versato in mare l’olio di una scatoletta di tonno e aveva nascosto la scatoletta sotto la sabbia: ma di tutti i bagnanti lui solo aveva “sentito” il richiamo dello spirito civico, del rispetto per il bene comune, e aveva trovato il coraggio per obbedire a quella voce.

Come gli studiosi avevano previsto, la globalizzazione sta demolendo i vincoli, i meccanismi e i valori delle democrazie e dei sistemi sociali. La crisi produce una percezione sempre più intensa di solitudine, cancella la speranza, annulla la fiducia nel domani, costringe le nostre idee e i nostri progetti nell’angusto orizzonte dell’oggi, nella misera prospettiva dell’immediato presente. L’egoismo è il vero “mostro” della nostra civiltà, un egoismo assoluto, radicale che, congiungendosi con la paura, genera invidia, indifferenza, smarrimento, rifiuto ostinato della solidarietà, e, soprattutto, quel piacere perverso di sporcare la bellezza e la verità. Come ha spiegato Stefano Zamagni, sono sotto attacco i valori fondanti della civiltà cristiana e i principi della cultura dell’Occidente. Mi pare giusto affrontare questo tema nel giorno di Ferragosto, in cui le città d’arte ospitano migliaia di turisti che ci auguriamo abbiano rispetto per gli altri e per se stessi. Ma è giusto farlo oggi soprattutto perché si celebra l’Assunzione di Maria Vergine al Cielo, il mistero di fede che ha dato un nuovo senso alla storia dell’uomo e ha fatto della Madre di Cristo il baluardo contro la prevaricazione, contro la superbia e l’arroganza, contro gli egoismi, contro tutte le insidie dei “barbari” che minacciano i fondamenti della società civile.

Il nostro giornale continuerà a difendere, per quello che può,con tutte le sue forze, questi valori assoluti, e in primo luogo il rispetto degli altri. Oggi aggiungiamo che, poiché rispettiamo gli altri, da sempre, non permetteremo a nessuno di non rispettarci: il culto della verità sta all’incrocio tra queste due strade. E questo vale per i laici e per i credenti.

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