Lettere natalizie lasciate davanti al duomo di Acerra dagli addetti del consorzio Unico di Bacino, privi di stipendio e incarichi da quasi 4 anni.
Hanno deciso di deporre l’ascia di guerra, almeno per il momento, optando per una manifestazione morbida ma ad effetto. Ieri sera infatti gli addetti del Consorzio Unico di Bacino e i loro familiari hanno voluto rispondere con una manifestazione pacifica allo sgombero del loro presidio-accampamento allestito sin dagli inizi di novembre davanti al municipio di Acerra, ma poi fatto smantellare dal sindaco Raffaele Lettieri all’alba di sabato, con l’aiuto della polizia. E’ stata dunque una risposta ragionata quella di ieri da parte dei senza salario, che si è consumata con una tenda montata stavolta davanti al duomo, proprio sotto un grande albero di Natale illuminato a festa. Non è finita. Sull’albero gli addetti Cub hanno appeso le loro lettere di Natale. Sono senza stipendio e senza incarichi da tre anni e mezzo ma figurano ancora nella pianta organica dell’ente regionale in liquidazione. “Salario”, “diritti” ed è stato scritto anche “Lettieri dimettiti” sulle missive spedite idealmente a una speranza che evidentemente non muore mai. “Nella tenda stanotte dormiremo, staremo qui davanti anche durante la messa dell’Immacolata di domattina”, ha avvertito Giovanni D’Errico, 47 anni, leader di questa protesta disperata. “Chiedere lavoro non è un reato”, lo striscione, scritta rossa in campo bianco, appeso sulla recinzione della cattedrale, i cui ingressi erano presidiati dai poliziotti. Presidiato ieri da un cospicuo schieramento di polizia anche il municipio, il cui cancello d’ingresso è rimasto socchiuso per tutta la mattinata allo scopo di prevenire un’eventuale occupazione. A ogni modo ciò che è accaduto ieri non ha avuto nulla a che vedere con i minacciosi proclami della vigilia. Gli addetti Cub avevano infatti annunciato per ieri sera un corteo e minacciato di far crollare nel giorno dell’Immacolata l’albero di Natale alto venti metri montato davanti al duomo. “Ma come possiamo far cadere un albero montato così bene? E’ assicurato agli edifici in modo perfetto”, la constatazione di un addetto del consorzio di bacino mentre manifestava in piazza duomo. Comunque i senza salario Cub (sono 43 quelli acerrani, 1350 quelli delle due aree, napoletana e casertana) temono che la polizia smantellerà anche questo secondo presidio. “Potrebbe succedere tra poche ore – hanno anticipato – ma noi torneremo sempre: non ci fermeremo”. E’ una guerra di nervi. In sostanza la proposta molto semplice dei manifestanti è di essere assorbiti dal comune. “Il sindaco – hanno spiegato – sta spendendo tanti soldi in feste, festicciole, giracastelli, riproduzioni di battaglie medievali, luminarie. Cede pezzi di patrimonio pubblico per qualche biglietto alle giostrine mentre qui si muore di fame”. Sul posto ieri sera sono giunti alcuni militanti locali dei centri sociali e dei partiti della sinistra. Qualche piccolo momento di polemica c’è stato quando in segno di solidarietà è giunta sul posto la segretaria del Pd di Acerra, Paola Montesarchio. ” Ma il Pd che fa ? Non sta facendo niente!”, la stizza di Giovanni D’Errico gridata dal megafono.





