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Prende il via oggi una  nuova rubrica dal titolo “La Campania… in punta di penna” . E la penna, ironica  e pungente, è quella della giornalista Nunzia Marciano, autrice del libro Single per legittima difesa e giornalista televisiva 

 

“Primario sì, primario dai, primario fantasma”, cantava qualche annetto fa a Sanremo Elio con le sue Storie tese ne La terra dei cachi, senza dimenticare gli appalti abusivi e i trapianti pure loro abusivi mescolati a quintali di plasma. E mai composizione musicale fu più indicata per descrivere le ultime settimane della già bistrattata sanità campana, dove magari a essere fantasma fosse solo il primario: all’Ospedale Loreto Mare di Napoli, i fantasmi, al secolo ribattezzati assenteisti, toccano i 100 e forse più. Per gli appalti truccati bisogna spostarsi solo un po’ più in là. All’istituto Tumori Pascale di Napoli, dove un primario e la sua consorte lucravano su ciò che di più prezioso esiste al mondo: la salute. Affari di famiglia, insomma. Appalti gonfiati e truccatii loro, che, come se non bastasse, coinvolgevano anche chi allora (tra il 2014 e il 2015) avrebbe dovuto controllare. Insomma, di peggio seriamente non si poteva. E se si aggiunge a questo lo scempio delle eterne barelle oramai parte integrante dell’Ospedale Cardarelli, per chi ce le ha, sennò tutti giù per terra, come all’Ospedale Santa Maria della Pietà di Nola, allora ecco che il quadro del curarsi in Campania è bello e che completo, con tanto di cornice. E pensare che qui esistono le eccellenze della sanità, oscurate inesorabilmente dai “Papaveri e Papi” di questa Campania sì, Campania no. E hai voglia a far proclami e promesse del tutto “guarito” dai palazzi del potere (quelli dalle parti del Lungomare, per capirci): questa è la Terra dei cachi, oltre che dei fuochi, è chiaro. E degli scandali, pure. Rassegnarsi dunque? Giammai. Perché se un primario fantasma non fa la categoria, un appalto abilmente truccato non fa la regola. Piuttosto i controlli, ecco, quelli ad avercene nell’intricata maglia di regole e regolamenti chiamata burocrazia e apposta ingarbugliata. Ma rassegnarsi, ripetiamo, giammai. Le regole si cambiano, per fortuna: non siamo solo l’Italietta che si fa du spaghi, parafrasando ancora Elio: siamo la Campania che accoglie e cura, che dona e assiste. Al di là degli scandali.