FCA e sindacati firmatari del contratto specifico aziendale lunedi sera hanno chiuso un accordo per due sabati lavorativi, il 23 e il 30 giugno prossimi. L’accordo prevede un incentivo di 50 euro lordi per chi sarà comandato a lavorare a causa della necessità di produrre subito 2mila Panda da destinare alle agenzie di noleggio. Ma la Fiom, raccogliendo un certo malcontento dei lavoratori, ha deciso di scioperare a stretto giro di posta, ieri mattina, sulla catena di montaggio. << Tra poco daranno il via alla cassa integrazione nel più totale buio sulle prospettive reali dell’impianto ma l’azienda a sua volta risponde dando il via al lavoro straordinario al sabato senza coinvolgere i lavoratori >>, la posizione dei metalmeccanici Cgil che ha fatto scaturire o sciopero. I due sabati lavorativi saranno compensati a luglio da due giornate di riposo con fermo collettivo della fabbrica. Ma i sindacati firmatari giudicano “demagogica e strumentale” l’astensione indetta dalla Fiom, << innanzitutto perché il lavoro al sabato sarà incentivato con un supplemento di 50 euro lordi >>. A ogni modo secondo il sindacato diretto da Francesca Re David la catena di montaggio di Pomigliano per alcune ore si è bloccata a singhiozzo. Allo sciopero avrebbero aderito circa 150 operai. Un numero nettamente superiore rispetto a quello del primo sciopero indetto internamente dai metalmeccanici della Cgil nel giorno di San Valentino del 2015. In quell’occasione si astennero soltanto i cinque delegati di fabbrica della Fiom. Ora però la sinistra sindacale sembra che stia recuperando consenso. Ciò a causa del fatto che la situazione complessiva di Pomigliano e del reparto logistico di Nola appare a tinte fosche. Domani riunione in regione per decidere i primi due mesi di cassa integrazione a partire da luglio.





