In uno dei palazzi del rione 219 di Brusciano, ad occupare un alloggio ci sono solo dodici gatti. La donna che se ne prendeva cura è finita in carcere circa un mese fa e da allora i felini sono abbandonati in casa e vivono tra escrementi e spazzatura. (VEDI FOTO)
In una stanza il corpicino di un micetto si trova in una pozza di sangue ormai secco. Sembra che sia stato sgozzato. Presumibilmente da un altro gatto adulto della stessa colonia. Nell’abitazione, a parte dodici gatti, circondati da escrementi e spazzatura, non c’è nessun altro. La puzza nauseabonda infesta tutto l’appartamento e aleggia nella scala dell’edificio che compone il settore adiacente al distretto locale dell’Asl.
Le condizioni igienico-sanitarie sono pessime, e nel palazzo vivono almeno dodici famiglie, con bambini e anziani. I condomini sono esausti. Hanno riferito di essersi rivolti al Comune: “Ci hanno detto che loro vengono a prendersi solo i gatti morti, non quelli vivi, perché l’Asl non ha i soldi”. Ma intanto in quel tugurio si sta consumando uno scempio.
I gatti sbucano da ogni angolo della casa. Fanno capolino dal frigorifero, dai mobili, da ogni nascondiglio in cui sono riusciti a trovare un rifugio, e da lì escono solo quando arrivano a portargli da mangiare. Due mici sono stati già trovati senza vita. In mancanza di una soluzione alternativa, i residenti escludono di spostarli altrove, ciò significherebbe esporli a ulteriori rischi. “Già sono morti in due. Un altro è caduto dalla finestra e per fortuna è vivo”, hanno raccontato. Un problema ulteriore per quelle persone, già costrette a campare da anni in condizioni di degrado. Negli scantinati bui e umidi sono ammassati dei rifiuti e stagna dell’acqua confluita con la pioggia. Ne conseguono disagi legati all’umidità e alla muffa con cui quelle famiglie convivono ormai da tempo.



























