Aumentano le famiglie che consumano acqua in bottiglia. Una ricerca conferma che al Nord preferiscono “l’acqua del sindaco.”
Un terzo degli abitanti delle Regioni meridionali consuma costantemente acqua in bottiglia. Non si avvicinano affatto all’acqua del rubinetto, contrariamente agli abitanti del Nord dove la percentuale dei consumatori di acqua pubblica è 62,7% . Sul piano nazionale oltre due terzi delle famiglie (71,8%) beve acqua del rubinetto, e quasi una persona su due (44%) dichiara di berla “sempre o quasi sempre”. I dati emergono da un’indagine commissionata da Aqua Italia, l’associazione di Confindustria che riunisce i costruttori di impianti per il trattamento dell’acqua. Il contesto dell’indagine trascura le tariffe di erogazione e il sistema di gestione delle reti idriche di cui ilmedianoi.it si è occupato recentemente. Tra le ragioni per cui gli italiani preferiscono l’acqua del rubinetto a quella in bottiglia, c’è o la comodità di non dover più trasportare casse di acqua dal supermercato fino a casa, motivazione addotta dal 28,6% del campione (era il 22,5% nel 2014). Anche il servizio idrico sarà gestito in maniera da non deludere. Le gradi aree del Sud Italia, al contrario hanno di che lamentarsi. Aumenta, comunque, anche la sensibilità verso la sicurezza, con il 20,4% degli intervistati che dice di preferire “l’acqua del sindaco” perché è sottoposta a maggiori controlli rispetto all’acqua in bottiglia. Cresce l’interesse per i chioschi dell’acqua, moderna evoluzione delle fontanelle. A conoscere questo servizio è il 67% degli italiani, contro il 58% del 2014. II 42% degli intervistati , infine, vive in un comune che offre questo servizio ai cittadini.
(Fonte foto: Rete internet)



