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Insulti razzisti agli operai della Tiberina di Pomigliano: “donati” al direttore buste di rifiuti e un wc (le foto)

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Lo avevano praticamente annunciato subito dopo aver saputo della vicenda, la scorsa settimana. Ieri pomeriggio, all’una, i licenziati nel 2015 delle fabbriche FCA di Pomigliano e Nola si sono recati davanti alla Tiberina di Pomigliano per portare “in dono” buste della spazzatura e un gabinetto al direttore dello stabilimento dell’impianto dell’indotto auto. Rifiuti piazzati davanti all’ingresso della Tiberina dopo essere stati prelevati da una discarica abusiva ubicata lì vicino, uno sversatoio che staziona da settimane su una sopraelevata ricadente nel territorio del Comune di Castello di Cisterna. Dunque, i cinque licenziati FCA, aderenti al sindacato Si Cobas, hanno voluto rispondere in questo modo durissimo all’iniziativa del direttore della Tiberina, Dario Liccardo, che tempo fa aveva deciso di “spronare” i suoi operai a comportarsi meglio mettendo sui display informativi della fabbrica una frase razzista presa da internet. Parole brutali: “Bisogna bruciare Napoli e i napoletani, rifiuto del mondo”. Dopo che la vicenda è finita su giornali e televisioni l’azienda umbra ha chiesto scusa agli operai e ai napoletani. Ma per i licenziati FCA le scuse non sono state affatto sufficienti. < Quanto accaduto – affermano – è la dimostrazione che l’arroganza dei padroni non ha più limiti >. Oltre alle buste di rifiuti e al wc piazzati davanti all’ingresso della Tiberina i militanti Si Cobas hanno anche appeso striscioni irriferibili. Sul posto molti carabinieri.