Sistema Pellini e presunte omissioni del Comune: il sindaco di Acerra, Raffaele Lettieri, tenta di correre ai ripari annunciando provvedimenti amministrativi dopo il blitz messo a segno in municipio la settimana scorsa dai carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Roma, il NOE. I militari in quell’occasione hanno acquisito una serie di documenti allo scopo di verificare quanto finora fatto oppure eventualmente omesso dall’amministrazione comunale circa le proprietà sequestrate dal tribunale ai fratelli Pellini, quelle proprietà contaminate oppure dichiarate abusive dalla magistratura e quindi da abbattere. Intanto in un video diffuso ieri via web Lettieri ha mostrato una comunicazione appena firmata da lui stesso con cui chiede la bonifica dei siti inquinati ad Acerra, siti riconducibili ai tre fratelli e imprenditori acerrani dello smaltimento dei rifiuti condannati l’anno scorso in via definitiva a 7 anni di reclusione ma poi quasi subito scarcerati per effetto di uno sconto di pena. La comunicazione è stata consegnata ai custodi giudiziari dei beni sequestrati ai Pellini. Nel filmato diffuso ieri il sindaco ha però negato che i carabinieri siano venuti in municipio ad acquisire gli atti spiegando che in effetti i militari si sarebbero limitati a notificargli la sentenza della Corte di Appello di Napoli con sui i Pellini furono condannati per disastro ambientale aggravato. Ma l’ambientalista Alessandro Cannavacciuolo, che ha diramato la notizia del blitz del NOE, contesta questa versione dei fatti. << Al momento dell’arrivo dei militari in municipio – racconta Cannavacciuolo – mi trovavo proprio nell’ufficio in cui i carabinieri hanno chiesto e acquisito tutti i documenti sui Pellini. Ci sono tutte le prove documentali in base alle quali l’amministrazione Lettieri non ha ad oggi bonificato i terreni inquinati dai Pellini e demolito le loro fabbriche abusive e inquinanti >>.



