Lo scontro politico sulla transazione Amalfitana – Comune di Somma Vesuviana si consuma sui social a colpi di post, video e re-post.
Un esposto alla Corte dei Conti firmato dagli esponenti del meetup del Movimento 5 Stelle di Somma Vesuviana, uno precedente – ad aprile scorso – corredato da denuncia alla Procura della Repubblica a firma del consigliere di opposizione e già candidato sindaco alle scorse amministrative, Salvatore Rianna (civica Ripartire si Può). Dentro e fuori l’assise c’è dunque chi vuol vederci chiaro sulla transazione chiusa tra l’amministrazione di Somma Vesuviana e l’Amalfitana Gas. Un accordo che la maggioranza considera un fiore all’occhiello e che a febbraio scorso ha portato nelle casse comunali poco più di 300mila euro. Di fatto, la cifra da corrispondere al Comune da parte dell’Amalfitana per sanare l’ammanco corrispondente alla percentuale delle bollette riscosse sul territorio e non versata da anni, ammonta a 650mila euro. Trecento versati, appunto, alle casse comunali. Il resto corrisposto con lavori di rifacimento del manto stradale di alcune arterie cittadine, tramite assegnazione diretta alla controllata Mazzitelli srl o altra società incaricata. Dalla Amalfitana, naturalmente. Un successo, a parere degli amministratori. Tanto che a marzo scorso il sindaco Salvatore Di Sarno volle ringraziare funzionari, assessore competente e consiglieri di maggioranza per il risultato mai raggiunto prima e che definì «insperato». Ossigeno per le casse comunali e strade rifatte. Quanto all’Amalfitana Gas, se l’è cavata alla grande, al limite dei saldi di stagione, visto che la cifra da corrispondere all’ente ammontava sulla carta – sostengono i firmatari degli esposti – a circa 3 milioni di euro. Come dire, meglio poco – relativamente, si intende – che niente. Ebbene, già ad aprile scorso il consigliere Salvatore Rianna presentò esposto alla Corte dei Conti e alla Procura di Nola, ritenendo che quella transazione, arrivata dopo una delibera di consiglio comunale mai revocata di novembre 2017 che stabiliva di depositare ricorso per ingiunzione di pagamento nei confronti dell’Amalfitana Gas e a fronte di un parere legale preventivo, potesse configurarsi come un danno. Dello stesso parere sono i grillini – che non hanno rappresentanti in assise – i quali hanno ieri mattina depositato a loro volta, con l’avvocato Ciro Sannino anch’egli già candidato sindaco, un dettagliato esposto alla Corte dei Conti. Nel documento si fa riferimento a presunte «gravi anomalie» rispetto alla transazione che ha portato all’erario una cifra inferiore finanche «al solo numero dei canoni da percepire», in luogo dei 3 milioni di euro cui il Comune ha rinunciato senza affrontare il giudizio. Danno erariale o panacea? Sta ai giudici cui è stata sottoposta la questione stabilirlo, entrando pure nelle pieghe della vicenda. «Ci chiediamo come sia possibile affidare tramite assegnazione diretta lavori per 270 mila euro» – dicono gli esponenti del Movimento 5 Stelle. «Va valutato se ci siano condotte criticabili, indi perseguibili, da parte di chi ha concluso un accordo per un importo ridicolo a fronte di un credito legittimo vantato dall’ente» – aggiunge il consigliere Rianna. Sia Sannino, sia Rianna, hanno ieri utilizzato i social network per manifestare le proprie opinioni in merito. Ma la situazione si è scaldata in serata dopo un videomessaggio del consigliere di maggioranza Peppe Nocerino che ha difeso l’azione amministrativa dando del “populista” all’esponente di opposizione Rianna. E facendo tra l’altro ben intendere che la transazione Comune – Amalfitana si fosse resa necessaria perché altre amministrazioni precedenti non avevano fatto granché – o nulla – in merito. Punta sulla convenzione preesistente che dice «superata» da nuove leggi, oltre che scaduta e non rinnovata, Nocerino. Sulla mancata esistenza finanche di un capitolo di bilancio per incassare gli aggi. Sino alla consulenza chiesta ad un esperto che ha infine condotto alla transazione. «Il massimo che potevamo ottenere», insiste il consigliere di maggioranza, ripetendo «populista» alla volta di Rianna e prodigandosi in altri «consigli» rivolti al collega di opposizione. Poco dopo è giunta la replica di Rianna, anche quella via social, con il secondo post tematico della giornata sulla sua pagina: «Salve, mi chiamo Salvatore Rianna e sono un populista, fierissimo di esserlo, perché sono un uomo del popolo…». E aggiungendo un altro tassello alla vicenda che a quanto pare è stata sottoposta, dal medesimo consigliere, non solo alla Procura e alla Corte dei Conti, ma anche all’Autorità Nazionale Anticorruzione (Anac). «A Somma Vesuviana, oggi, le strade vengono rifatte non con una gara pubblica ma con il BARATTO, cosa per la quale ho provveduto ad inoltrare esposto all’ANAC» – ha chiosato l’esponente di Ripartire si Può. Comunque sia, la querelle politica promette ancora altri episodi a tutto gas, considerando che, per prendere in prestito una maniera di dire molto in voga – guarda caso – sui social, i gradi di giudizio in Italia non sono certo Facebook, Twitter, o il bar della piazza. Tant’è.






