L’altro ieri, prodotto da Luca Chiaravalli, è uscito il nuovo album d’inediti di Loredana Berté dall’emblematico titolo “Manifesto”, proprio come il quotidiano comunista che qualche anno fa la Berté finanziò con ventimila euro poiché, come ebbe a dire, è una delle poche voci contro da salvaguardare.
Manifesto, come a dire: nel bene e nel male questa sono io! E la voglia di ascoltarla ancora e di salvaguardarla ritorna e, come sempre, ti assale.
Tra i brani, preceduti da Figlia di… e (da qualche giorno) dal singolo di lancio Bollywood, cofirmato con la stessa Berté da Riccardo Zanotti dei Pinguini Tattici Nucleari, spiccano le firme di Ligabue e di Gaetano Curreri che hanno già dato ampia prova di saper abilmente cucire addosso all’inossidabile rocker brani simbolo come É andata così e Cosa ti aspetti da me.
Al primo ascolto risultano molto interessanti i brani firmati dalla stessa Loredana, come anche i feat. Con Fedez in Lacrime in limousine, con Nitro in Florida e con J-Ax in Donne di ferro.
La nostra preferita in assoluto è Persa nel supermercato, scritta dal giovane cantautore aretino Lorenzo Cilembrini che racconta: “Loredana Berté è un’artista che è un pezzo enorme della mia vita umana e musicale. Ci sono giorni in cui metto in discussione il mio lavoro e mi sembra di avere sbagliato quasi tutto, poi succede che una grande come lei decida di interpretare un mio inedito e capisco che una cosa del genere è talmente bella da offuscare i tanti momenti di difficoltà che io possa avere vissuto, specialmente in questi ultimi due anni di caos planetario. Ascoltatevi questo disco che belli così se ne fanno sempre di meno”.
Entusiastiche anche le critiche dei maggiori quotidiani di carattere nazionale:
“Passano gli anni, passano i dischi, ma Loredana Berté non smette di scegliere le canzoni proprio come si scelgono eleganti abiti, per poi indossarle come solo lei sa fare. Basti ascoltare il nuovo album Manifesto, mai titolo fu più azzeccato”. IL MESSAGGERO
“A dimostrare ancora oggi che è fuori da ogni schema esce Manifesto prodotto da Luca Chiaravalli. A dimostrare che vuole giocare ancora. Un disco Manifesto”. LEGGO
“Non sono una signora e canto la donna-soggetto”. IL MATTINO
“Manifesto: La voce roca, la musica martellante, un ritmo che ti rimane in testa”. IL TEMPO
“Loredana Berté ha realizzato un disco Manifesto dedicato alle donne. Con un omaggio alla pop art”. LA REPUBBLICA
“Sotto il segno dondolante del reggae e dell’elettronica, la Berté si apre duttile e con bella resa complessiva a collaborazioni con colleghi di diversa scuola: primo fra tutti Ligabue tornato all’accorata ispirazione dei bei tempi in Ho smesso di tacere”. LA STAMPA
“Manifesto, un titolo che vale un programma, dieci brani, dieci manifesti con il meglio che c’è in circolazione, la Berté continua a portare avanti la sua dichiarazione di libertà anche nel nuovo album”. IL GIORNALE
Foto di Alan Gelati







