Peppe Di Marzo (Fistel-Cisl): “Poste Italiane responsabile di questa situazione”.
Ieri mattina i licenziati del call center Gepin Contact di Casavatore (220 addetti che fanno parte della prima grande ondata dell’anno di licenziamenti in provincia di Napoli) sono andati a manifestare per l’ennesima volta davanti alla posta centrale di piazza Matteotti, principale fornitrice di lavoro per tanto tempo di Gepin poi improvvisamente scomparsa dall’elenco dei committenti. Manifesti, striscioni e girotondi per chiedere disperatamente aiuto alle istituzioni. Da mesi e mesi gli ex dipendenti Gepin Contact sono rimasti senza soldi e senza posto. «Ancora una volta – afferma Giuseppe Di Marzo, segretario regionale della Fistel-Cisl – protestiamo sotto la sede di Poste Italiane, che per noi è tra le responsabili principali della situazione degli ex lavoratori Gepin Contact. Lavoratori che per oltre 15 anni hanno operato garantendo degli elevati standard qualitativi sul servizio clienti. Tutto infatti nasce dall’aver aggiudicato la maxi gara per la fornitura dei servizi di assistenza alla clientela con il criterio del massimo ribasso con conseguente messa in mobilità di 350 Lavoratori tra Roma e Napoli provocando la chiusura del sito di Casavatore». «Auspichiamo – continua il sindacalista – che la pronuncia del TAR (a fronte del ricorso effettuato dall’azienda System House, pre-aggiudicataria di uno dei lotti della gara che è stata successivamente esclusa dal committente a causa della non congruità dell’offerta commerciale), favorisca l’assorbimento nell’azienda che si aggiudicherà definitivamente il servizio così come prevede l’accordo sottoscritto in sede MISE lo scorso 5 settembre».



