Domani Ugo Leone, Michele Buonomo, Domenico De Falco e Gianfranco Nappi presenteranno a Ottaviano, nel Palazzo Medici, il libro che Carmine Cimmino ha dedicato alla storia del baccalà, e che è stato già presentato, “gustosamente”, a Nola.
Giovedì, a Nola, nello “ Spazio Amira”, intorno al libro di Carmine Cimmino “Note di storia del baccalà nella dieta vesuviana e napoletana” è stata tessuta una gustosa serata culturale. Gustosa, prima di tutto, per il luogo: un giardino, una sala, l’idea che la cultura vuole discussioni, non prediche, vuole il linguaggio dell’amicizia e della verità, non le trombe della retorica. Nel giardino c’ era una raffinata installazione di Rosanna Iossa, “ Carillon”, che da sola dava l’idea dell’atmosfera (v.foto in appendice) e segnava la misura di un discorso culturale che coniuga l’ intensità del simbolo, la profondità della ricerca, il mistero del gioco, i valori dell’arte, la finezza della tecnica. Tutti i relatori hanno rispettato i termini di quella misura.
Gianfranco Nappi, presidente dell’associazione “Oltre il giardino”, che ha curato la pubblicazione del libro, ha detto che anche queste “Note di storia del baccalà” contribuiscono a illuminare aspetti importanti della storia dell’alimentazione “napoletana”, argomento principale di tutti i libri della collana che porta il nome dell’ associazione. Ugo Leone, presidente – commissario dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio, ha ricordato che la cultura del cibo è parte integrante della cultura dell’ambiente e che questo principio assume una dimensione particolare quando l’ambiente è il Vesuviano. Domenico De Falco ha sottolineato il ruolo del baccalà (e dello stocco) nella storia sociale e nell’economia di Somma Vesuviana, mentre Camillo Alfano ha commentato, con una calibrata levità di toni, la duttilità culinaria del merluzzo, pesce prezioso dalla triplice natura, e ha sviluppato una sfiziosa analisi filologica del termine “carpaccio”. Infine, l’on. Massimiliano Manfredi ha dichiarato di aver trovato nel libro la traccia di due dei progetti culturali che egli ha messo da tempo al centro della sua attività politica: la sistemazione in un solo programma di tutte le manifestazioni “culturali” che si svolgono, nel segno del sacro e del profano, nel territorio tra il Somma – Vesuvio e il Nolano; l’individuazione delle “strade della cultura” che attraversano lo stesso territorio.
Tutti i relatori hanno sottolineato il fatto che nel libro sono pubblicati documenti inediti e che l’autore ha saputo mettere insieme, in un discorso di ampio respiro, le note della storia alta e quella della storia bassa, l’economia di Napoli nel ‘600, il mondo di una taverna vesuviana del ‘700, la politica daziaria del Comune di Sant’ Anastasia nell’ ‘800. Di questo riconoscimento l’autore si è detto particolarmente orgoglioso, poiché, a parer suo, un libro di storia non nasce dal numero dei documenti, ma dalla capacità di “leggerli” e di “collocarli” nella prospettiva della storia. “Vi sfido – ha detto Cimmino – a trovarmi un libro di storia “locale” vesuviana e nolana che dedichi almeno una pagina all’alimentazione e al prezzo dei cibi all’arrivo di Garibaldi, per esempio, o nel 1915”.
Egli ha poi raccontato perché Somma strappò a Sant’Anastasia il “mercato” del baccalà e dello stocco, le complicate vicende di quella cultura del “magro” che consentì ad alcuni ordini religiosi di diffondere la cucina di stocco e di baccalà, il pellegrinaggio a Montevergine, la “rretenata”, la morte, per indigestione di baccalà, di Ciccio Cappuccio, capo assoluto della camorra napoletana negli ultimi anni dell’ Ottocento.
Di questi argomenti Carmine Cimmino ha già scritto sul nostro giornale: ma nel libro essi vengono collocati in un preciso quadro sociale e economico. L’autore ha concluso il suo intervento ringraziando Gianfranco Nappi e i relatori,e dichiarandosi convinto che lo “Spazio Amira” è un modello su cui chi vuol fare cultura deve riflettere.
La gustosa serata si è conclusa con gustosi assaggi di baccalà: il dovuto omaggio alla seconda parte del libro, curata da Giovanni Romano, che è un’antologia di ricette del baccalà fornite da prestigiosi cuochi del territorio.
Luned’ 23 il libro verrà presentato anche a Ottaviano, nel Palazzo Medici, a partire dalle ore 18.00. Saranno relatori Ugo Leone, Michele Buonomo, Alberto Capasso, Domenico De Falco e Gianfranco Nappi. La presenza di Michele Buonomo, di Domenico De Falco e di Alberto Capasso induce a credere che in questa seconda presentazione al centro del dibattito non ci sarà solo la storia, ma anche la cucina del baccalà.









