Contro il provvedimento del sindaco di Pomigliano, Michele Cantone, Fabio Sarro e Nicola di Raffaele citano in giudizio la società di nettezza urbana.
Dopo quasi quattro anni e mezzo di collaborazione il 2 febbraio scorso il sindaco di Pomigliano, Raffaele Russo, aveva estromesso in tutta fretta dalla guida della Enam, la società di nettezza urbana controllata dal comune, il commercialista Michele Cantone, fratello del noto magistrato Raffaele, e poi Fabio Sarro, fratello di Carlo, deputato di Forza Italia, e il presidente della società, Nicola Di Raffaele. Ma il siluramento del cda della società per azioni non è stato indolore. Si perchè Cantone, Sarro e Di Raffaele hanno fatto causa. Chiedono che il tribunale di Nola annulli il provvedimento di Russo e riconosca un risarcimento danni da centinaia di migliaia di euro. La prima udienza della causa si terrà dopodomani, martedi. Nell’atto di citazione i tre professionisti parlano di “revoca dell’incarico senza giusta causa”, di “danno patrimoniale”, per colpa della mancata erogazione degli stipendi dalla data del siluramento, e di “danno all’immagine personale”. L’azzeramento del consiglio di amministrazione della Enam era stato seguito da una serie di polemiche. In quell’occasione Russo aveva dichiarato di aver agito per salvare un’azienda che altrimenti avrebbe rischiato il tracollo. Secondo quanto motivato dal sindaco di Pomigliano avevano pesato sulla sua decisione il clima di forte conflittualità tra il cda e i lavoratori ed era venuto meno il rapporto di fiducia. Tra le motivazioni del siluramento anche la presunta scarsa presenza quotidiana dei vertici negli uffici della sede centrale e le carenze gestionali, a cui, sempre secondo quanto sostenuto dalla municipalità, ha dovuto rimediare personalmente lo stesso sindaco. Non è finita: furono contestati maggiori compensi percepiti dal cda, contrariamente alle indicazioni dell’amministrazione comunale, e il mancato adempimento degli obblighi previsti per statuto e necessari a consentire i controlli da parte della municipalità. Inoltre: la presunta scarsa trasparenza sul rilascio di informazioni circa le spese. La Enam è in una pesante situazione debitoria. Nel frattempo il tribunale di Nola ha dato l’ok al concordato preventivo per l’estinzione graduale dei debiti. Dal canto loro Cantone, Sarro e Di Raffale nell’atto ci citazione si difendono sostenendo che la loro estromissione non ha rispettato gli obblighi di legge, che la loro gestione ha portato al risanamento della Enam e che le loro presenze negli uffici della società erano regolarmente cadenzate per legge.








