Al MATT al via il “Ter-Ignis Café”: cultura, inclusione e comunità al centro dell’evento dell’8 febbraio
Contestazione troppo vaga: annullata sospensione a un agente della Municipale di Pomigliano
Jlenia, morta dopo una lite familiare: fermato il fratello per omicidio
“Carmela”, il primo romanzo di Stefania Spisto: la prosa sinestetica e lo stile “visivo”
Uccisa a 22 anni da una coltellata alla schiena: giallo sulla mano assassina
Una discussione scoppiata in strada, il coinvolgimento di più persone, poi il caos: grida, spintoni e, all’improvviso, un coltello. A farne le spese è Ilenia Musella, 22 anni, raggiunta da una coltellata alla schiena. Qualcuno la carica in auto e tenta una disperata corsa verso l’ospedale. Ma non c’è nulla da fare: la giovane muore durante il tragitto verso Villa Betania, nel quartiere Ponticelli di Napoli.
È questa la prima ricostruzione, ancora in fase di accertamento da parte delle forze dell’ordine, della tragedia avvenuta nel primo pomeriggio. Restano molti interrogativi: non è chiaro chi abbia sferrato il colpo, né se si tratti di un uomo o di una donna. La zona in cui sarebbe avvenuta l’aggressione, infatti, non è coperta da sistemi di videosorveglianza. L’unica certezza, al momento, è la morte della 22enne, avvenuta in circostanze che restano avvolte dal mistero.
L’inchiesta si presenta come un mosaico complesso, con numerosi elementi ancora da ricostruire per risalire all’autore del gesto e chiarirne il movente. Gli investigatori stanno ascoltando familiari e possibili testimoni, mentre prosegue l’analisi delle immagini delle telecamere presenti lungo il percorso verso l’ospedale. L’obiettivo è identificare la persona che ha accompagnato Ilenia al Pronto soccorso, l’ha affidata alle cure dei sanitari e poi si è allontanata.
All’esterno dell’ospedale Villa Betania si sono vissuti momenti di forte tensione. Amici e parenti della giovane, residente in via Chiaro di Luna, a pochi minuti di distanza, si sono radunati tra lacrime e rabbia. La situazione, seppur carica di emozione, è rimasta sotto controllo grazie alla presenza di polizia e carabinieri.
Le indagini si concentrano ora anche sul parco Conocal, dove Ilenia viveva e dove la notizia si è diffusa rapidamente, lasciando il quartiere sotto shock. Sulla vicenda è intervenuto anche il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha parlato di «una tragedia grave» invitando a confidare nel lavoro della magistratura e delle forze di polizia, già al lavoro per fare piena luce sull’accaduto.
Saviano, assalto della banda dell’Audi alla gioielleria Addeo
Questa notte a Saviano si è verificato un tentato furto da parte di cinque individui ai danni di una famosa gioielleria del paese
Il tentato furto è avvenuto alle 3 di notte del 3 febbraio a Saviano. La gioielleria in questione è la Gioielleria Addeo di Stefano Addeo, sita in Corso Vittorio Emanuele.
Stando a quanto si apprende dalle immagini di video sorveglianza, i cinque malviventi avrebbero forzato la serranda e la porta d’ingresso del negozio con un palo di ferro, apportando danni ingenti anche agli oggetti d’arredo.
I cinque uomini hanno agito indisturbati per qualche minuto, non curandosi di poter essere visti. Il veicolo che hanno utilizzato è un Audi Q2 che avrebbero lasciato in mezzo alla strada per tutta la durata dell’intervento, fino alla fuga.
I rumori provenienti dalla gioielleria avrebbero svegliato i residenti in zona e il proprietario che, resisi conto di ciò che stava succedendo, hanno iniziato a lanciare oggetti contro i malviventi, costringendoli ad entrare in auto e fuggire.
A dare la notizia è stata la gioielleria stessa tramite una storia sul profilo facebook “Addeo Gioielli” che recita: “Chiusi per Rapina. Riapriremo a data da destinarsi”. Inoltre, sulla vetrina del negozio è affisso un cartello con su scritto “Chiusi per rapina”.
La notizia ha fatto il giro del web creando scalpore tra la popolazione, legata all’attività e soprattutto al proprietario Stefano, persona amata e rispettata da molti.
Questo è l’ennesimo campanello d’allarme che indica una poca sicurezza della città, in un momento già difficile e con un clima teso come quello degli ultimi giorni a Saviano.
Parcheggia l’auto per mezz’ora e la trova senza stereo
Ennesimo episodio di furto a Pomigliano d’Arco. Questa volta nel mirino dei ladri è finita un’automobile, il cui finestrino è stato distrutto per rubare lo stereo.
La proprietaria aveva parcheggiato l’utilitaria in una zona particolarmente frequentata della città, in via Roma, precisamente nel parcheggio dell’ex Vesuviana, tra l’altro lo spiacevole episodio è avvenuto in piena mattinata, intorno alle 11:00.
La sosta è durata circa mezz’ora. Al ritorno, la spiacevole scoperta: finestrino in frantumi ed era stato rubato lo stereo.
La vittima ha immediatamente denunciato l’accaduto ai carabinieri.
Un episodio che, per modalità e orario, viene definito “inaccettabile” e che riaccende l’attenzione sul tema della sicurezza in città.
Al via la XIII edizione della Scuola sociopolitica e imprenditoriale della Diocesi di Nola
Somma Vesuviana, ZTL fantasma e sosta selvaggia: al Casamale i disagi diventano routine
Polizia di Acerra scova a Casalnuovo talento delle truffe: 20enne le prova tutte…
Un’operazione interprovinciale ha portato all’arresto di una ragazza di 20 anni originaria di Avellino, destinataria di un nuovo provvedimento restrittivo deciso dall’autorità giudiziaria. La misura della custodia cautelare in carcere rappresenta un inasprimento rispetto alle limitazioni già in atto nei suoi confronti, ritenute non più sufficienti alla luce delle indagini in corso.
Secondo quanto emerso, la giovane è coinvolta in più procedimenti penali per presunte truffe, in particolare ai danni di persone anziane, un fenomeno che continua a destare forte preoccupazione per la sua diffusione e per la vulnerabilità delle vittime coinvolte. Gli inquirenti avrebbero raccolto elementi tali da giustificare un intervento più incisivo.
La 20enne è stata individuata nel comune di Casalnuovo, nel Napoletano, dove si trovava insieme a un ragazzo del posto già sottoposto a una misura cautelare. Il controllo si è svolto senza particolari criticità, ma nel corso delle verifiche la donna avrebbe cercato di sottrarsi all’identificazione dichiarando dati anagrafici non veritieri.
Questo tentativo di elusione ha fatto scattare un’ulteriore segnalazione all’autorità giudiziaria per reati connessi alla falsa identificazione e alla violazione delle prescrizioni a cui era sottoposta. Un comportamento che ha aggravato ulteriormente la sua posizione.
Avvisata l’autorità competente, gli agenti hanno proceduto con l’esecuzione dell’arresto. Dopo gli adempimenti previsti dalla normativa, la giovane è stata condotta in un istituto penitenziario irpino, dove rimarrà in attesa degli sviluppi giudiziari.
Anche in questo caso, va ribadito che le accuse sono formulate nella fase preliminare delle indagini e che ogni eventuale responsabilità penale potrà essere accertata solo all’esito del processo.

