Amministrative a Somma Vesuviana, il Movimento 5 Stelle si rifonda e scende in campo

0
Riceviamo e pubblichiamo   Il Movimento 5 Stelle annuncia la propria partecipazione alle prossime elezioni amministrative a Somma Vesuviana. Non ci tireremo indietro: i cittadini meritano una svolta vera, non l’ennesima riproposizione di logiche di palazzo che hanno già dimostrato tutti i loro limiti. La situazione è sotto gli occhi di tutti. La recente nota istruttoria della Corte dei conti – Sezione Campania – fotografa una condizione finanziaria gravissima: un disavanzo complessivo di circa 18,9 milioni di euro, una contabilità giudicata inattendibile, debiti fuori bilancio e fondi accantonati in maniera insufficiente, con un concreto rischio di dissesto per il Comune. Proprio per questo il Movimento 5 Stelle a Somma Vesuviana è stato totalmente rifondato. Oggi il M5S è composto da attivisti storici, cittadini della società civile e persone provenienti da esperienze civiche radicate nel territorio, unite dalla volontà di rompere definitivamente con il passato. Abbiamo voltato pagina, prendendo le distanze da chi in questi anni ha utilizzato il simbolo in modo incoerente e lontano dai valori fondanti del Movimento. L’unica strada possibile è rompere con i vecchi vizi e costruire una nuova idea di amministrazione, fondata su principi chiari e non negoziabili: -Trasparenza totale: ogni euro speso dovrà essere pubblicato online, in modo semplice e comprensibile a tutti. -Partecipazione reale: le decisioni devono essere condivise con i cittadini, attraverso consulte, assemblee pubbliche e percorsi partecipativi autentici. -Impatto concreto:programmare con serietà l’utilizzo delle risorse realmente disponibili nei prossimi anni – fondi regionali, nazionali ed europei – per rispondere ai bisogni reali della comunità: servizi pubblici efficienti, recupero degli spazi pubblici, manutenzione di strade e scuole, sostegno alle famiglie e alle fasce più fragili, valorizzazione responsabile del patrimonio culturale, artistico e ambientale. Questi sono i pilastri del Movimento 5 Stelle: onestà, competenza, responsabilità e risultati misurabili. Non promettiamo miracoli, ma l’impegno concreto a spendere ogni risorsa nell’interesse collettivo e con il massimo rigore. Il Movimento 5 Stelle è al lavoro per costruire un progetto politico credibile, aperto e coerente con questi obiettivi, capace di offrire ai cittadini di Somma Vesuviana una reale alternativa alle amministrazioni del passato. È ora di agire, scegli la trasparenza e la responsabilità che meritiamo tutti. COL VOTO LIBERO, ABBASSI IL DEBITO !!! Il Movimento 5 Stelle c’è.

Incidente stradale a Camposano, il sindaco al Pronto soccorso: “Il 118 non rispondeva”

0
  Un grave incidente stradale si è verificato nel tardo pomeriggio di ieri su via Provinciale, nel territorio del Comune di Camposano. Tra le persone coinvolte anche il sindaco, rimasto ferito in seguito a un violento scontro frontale mentre era alla guida della propria auto.     Secondo quanto raccontato dallo stesso primo cittadino in un post pubblicato sui social, l’incidente è avvenuto intorno alle 17.30, quando una Fiat Panda, proveniente dalla direzione opposta, avrebbe improvvisamente invaso la corsia, rendendo lo scontro inevitabile. L’impatto è stato particolarmente violento: il sindaco ha battuto la testa contro il piantone dello sterzo, riportando capogiri e un trauma cranico. Nonostante le condizioni fisiche, il primo cittadino è riuscito a scendere dall’auto per prestare aiuto alla conducente dell’altro veicolo, rimasta bloccata all’interno dell’abitacolo e in condizioni più serie. È a questo punto che emergono le maggiori criticità: ripetute chiamate al 118, effettuate sia dal sindaco sia da altri presenti, non avrebbero ricevuto risposta immediata. «Quando un sistema sanitario non funziona – ha scritto il sindaco – non risponde neanche al telefono». Solo dopo l’intervento dei Carabinieri, allertati anche per la gestione dell’incidente, un’ambulanza è giunta sul posto dopo circa mezz’ora. Nel frattempo la circolazione è rimasta bloccata. Il sindaco ha richiesto l’intervento della Polizia Locale esclusivamente per la messa in sicurezza della strada, evitando volutamente che fossero gli agenti del proprio Comune a effettuare i rilievi, data la sua posizione istituzionale e il diretto coinvolgimento nel sinistro. I sanitari hanno prestato immediatamente soccorso alla donna ferita, che è stata caricata in ambulanza. Il sindaco, dopo le prime cure sul posto, ha rifiutato il trasporto sanitario, raggiungendo autonomamente l’Ospedale di Nola, dove è stato sottoposto ad accertamenti diagnostici, tra cui una TAC, per escludere conseguenze più gravi. L’episodio riaccende i riflettori sulle criticità del sistema di emergenza territoriale, soprattutto in un’area densamente popolata come l’area nolana, dove i tempi di intervento possono fare la differenza tra la vita e la morte. Un incidente che poteva avere conseguenze ben più gravi e che, oltre all’aspetto umano e istituzionale, pone interrogativi urgenti sull’efficienza dei servizi di soccorso e sulla sicurezza stradale.

Somma Vesuviana, PER e 9 Marzo insieme per un progetto di rinnovamento

Domenica 8 febbraio, in sala Santa Caterina, PER ha ufficializzato la propria presenza alle amministrative di Somma Vesuviana.   La rete politica, da 6 anni attiva a livello regionale coinvolgendo il mondo dell’associazionismo laico e cattolico, è dunque in campo nella nostra città. A guidare il circolo l’architetto Pasquale Piccolo e il professore Gennaro Mirolla, che durante la presentazione della loro proposta alla città hanno anche annunciato la stretta collaborazione con l’associazione culturale “9 marzo”, guidata dal preside Ernesto Piccolo. Dura la disamina dei due coordinatori: Somma, dicono, è ormai arrivata al punto più basso della storia recente. Serve un’azione seria e senza promesse elettorali, finalizzata esclusivamente al bene comune. PER si è detta, inoltre, disponibile ad alleanze con chi, a Somma, persegue l’obiettivo del rinnovamento. Una particolare apertura ai giovani è stata messa in risalto dall’intervento del preside Piccolo (che ha citato anche le parole di Ludovica Gentile, giovane attivista sommese, eletta nella segreteria nazionale dei Giovani Democratici, riportate nell’ articolo del 6 febbraio u.s. da IlMediano.com ): non un generico invito alla partecipazione, ma una esortazione ad essere costruttori di cambiamenti. La città ha risposto all’invito di PER oltre le migliori previsioni. ‘La semina paziente e laboriosa prosegue – dicono Mirolla e Piccolo -In un contesto di libertà e serenità, consapevole però dell’urgenza storica dell’impegno, le persone perbene trovano e ritrovano il coraggio di mettersi in gioco. È bello e importante. Chi legge questa nostra esperienza con le solite lenti di un potere o di un consenso fine a se stesso, non ne comprende il senso. Il nostro è davvero un gesto urgente di amore per la città”.

Maxi operazione nei rioni di Somma, Brusciano e Marigliano: trovate droga e armi

SOMMA VESUVIANA, BRUSCIANO E MARIGLIANO: Controlli nei rioni popolari, Carabinieri sequestrano armi e droga   Perquisizioni a tappeto nel parco Fiordaliso di Somma Vesuviana e nei rioni 219 di Brusciano e Marigliano. I carabinieri della compagnia di Castello di Cisterna e del nucleo cinofili di Sarno hanno controllato i palazzoni popolari, con particolare attenzione alle aree comuni e condominiali.   In un appartamento disabitato del parco Fiordaliso rinvenuti e sequestrati 2 fucili a canne mozze, una pistola calibro 7.65 con matricola abrasa e 15 cartucce calibro 12.   Con le armi anche 290 dosi di crack e 2 bilancini di precisione, materiale per il confezionamento delle dosi.   Nel complesso della 219 di Brusciano, in un’area condominiale, sequestrata una pistola cal. 7.65 oggetto di furto, 10 dosi di cocaina e 103 di hashish. A Marigliano, invece, in via Pontecitra, 11 dosi di hashish.  

Le armi saranno sottoposte ad accertamenti balistici e dattiloscopici per verificare se siano state utilizzate in fatti di sangue.

   

Napoli, una città che parla greco: tre giorni per riscoprire le radici di Neapolis

Napoli torna a guardarsi allo specchio della propria storia più antica e lo fa attraverso la lingua greca, non come reliquia del passato, ma come chiave viva per comprendere l’identità della città. In questi giorni il capoluogo partenopeo diventa teatro di incontri, musica e riflessioni che mettono al centro il legame profondo tra Neapolis e il mondo ellenico, un rapporto che attraversa i secoli e continua a parlare al presente.     La lingua greca non viene celebrata come semplice disciplina scolastica, ma come patrimonio culturale condiviso, capace di unire generazioni diverse, studenti, docenti e cittadini. Un filo che parte dalla fondazione greca della città e arriva fino alle forme moderne del pensiero, della letteratura e del dialogo interculturale. Il cuore dell’iniziativa è affidato soprattutto ai giovani: studenti provenienti da licei italiani e greci, chiamati a confrontarsi, a leggere testi, a discutere di parole che ancora oggi definiscono concetti fondamentali come identità, patria, comunità. Napoli diventa così spazio di incontro, laboratorio culturale, luogo in cui la lingua si trasforma in esperienza concreta. Non mancano i momenti simbolici: la musica, le visite nei luoghi della Napoli antica, le attività collettive che intrecciano studio e condivisione. Un modo per ricordare che la cultura ellenica non è qualcosa di distante, ma vive nelle pietre della città, nei nomi delle strade, nel lessico quotidiano, in un modo di pensare che ha attraversato il Mediterraneo. In un tempo segnato da conflitti e chiusure, riscoprire le radici greche di Napoli significa anche ribadire una vocazione europea e mediterranea, fondata sul dialogo tra popoli e sulla forza della cultura come strumento di incontro. La lingua greca, in questo contesto, diventa simbolo di una città che non rinnega il proprio passato, ma lo usa per interrogare il presente. Napoli, ancora una volta, si conferma città di stratificazioni, di memorie che non si sovrappongono ma si parlano. E nel suono antico del greco, risuona una verità semplice e potente: conoscere le proprie radici è il primo passo per immaginare il futuro.

Ministero del Lavoro: trasparenza retributiva, primo sì del Cdm al decreto attuativo della direttiva UE

A parità di lavoro deve corrispondere pari retribuzione. In coerenza con questo principio, il Consiglio dei Ministri del 5 febbraio 2026 ha approvato in esame preliminare lo schema di decreto legislativo che recepisce la direttiva (UE) 2023/970 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 10 maggio 2023, che mira a rafforzare l’applicazione del principio della parità di retribuzione tra uomini e donne per uno stesso lavoro o per un lavoro di pari valore, tramite la trasparenza retributiva e i relativi meccanismi di applicazione. “Il provvedimento approvato ieri dal Consiglio dei Ministri – afferma il Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, Marina Calderone – rafforza gli strumenti per rendere effettiva la parità salariale. Il testo potrà arricchirsi ulteriormente durante il passaggio parlamentare e gli ulteriori confronti con le parti sociali, perché la valorizzazione del talento di tutte e di tutti è una condizione essenziale per un mondo del lavoro moderno e inclusivo”. Il provvedimento mira a eliminare il divario salariale di genere (gender pay gap) attraverso una maggiore trasparenza e strumenti di tutela. Si applica a datori di lavoro pubblici e privati e riguarda, salvo alcune esclusioni, i lavoratori subordinati (inclusi dirigenti e contratti a termine), estendendosi per alcuni aspetti anche ai candidati durante la fase di selezione. Gli annunci di lavoro dovranno indicare la retribuzione iniziale o la fascia prevista. Ai datori di lavoro sarà vietato chiedere ai candidati informazioni sui loro stipendi passati. Nel rispetto della normativa sulla privacy, i lavoratori hanno il diritto di conoscere i criteri di determinazione del proprio stipendio e i livelli retributivi medi dei colleghi che svolgono lo stesso lavoro, suddivisi per genere. Le aziende possono fornire queste informazioni in modo proattivo. Il decreto chiarisce i concetti di “stesso lavoro” e “lavoro di pari valore”, basandoli su criteri oggettivi e neutrali rispetto al genere. Previsto che la contrattazione collettiva sia il riferimento principale per la classificazione professionale e retributiva. Ove emergesse un divario retributivo di genere non giustificato pari o superiore al 5%, il datore di lavoro deve motivarlo e avviare una valutazione congiunta con le rappresentanze sindacali e l’Ispettorato del lavoro per adottare misure correttive. Le aziende dai 100 dipendenti in su dovranno comunicare periodicamente dati specifici sulla trasparenza retributiva. Inoltre, per quanto riguarda il diritto di informazione del lavoratore su particolari dati retributivi aggregati (fermi restando gli obblighi di trasparenza già previsti a legislazione vigente), per le piccole imprese (fino a 49 dipendenti) si è scelto di indicare le modalità con le quali poter fornire questi dati con un successivo decreto del Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali, al fine di evitare oneri sproporzionati e al contempo garantire il rispetto della privacy degli altri lavoratori in contesti molto piccoli. Il decreto infine istituisce un organismo di monitoraggio presso il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per vigilare sull’attuazione del decreto e rafforzare le tutele giudiziarie per i lavoratori discriminati.

Dal Pennello al Prompt: l’Evoluzione del Gesto Creativo nel Tempo

Benvenuti al terzo appuntamento di “Riavvolgi il Futuro”. Se nei nostri primi incontri abbiamo esplorato come i pixel stiano riscrivendo la storia della visione e come gli algoritmi siano riusciti a ridare voce a leggende del passato, oggi ci immergiamo nel cuore pulsante di tutto questo percorso: il concetto stesso di Arte e di Creatività. In questo capitolo della nostra rubrica, vogliamo chiederci cosa resti dell’anima umana quando una macchina inizia non solo a eseguire, ma a proporre, immaginare e creare.

L’essenza profonda di ogni forma d’arte risiede da sempre in quel misterioso incontro tra l’ispirazione astratta e la fatica della materia. Per decenni, abbiamo concepito la creatività come un atto esclusivamente umano che prendeva forma attraverso il “tatto”, ovvero la manipolazione fisica degli strumenti. Nel cinema e nella musica delle origini, questa artigianalità era visibile in ogni dettaglio: dai pittori di scena che creavano scenografie a mano, ai compositori che tracciavano ogni singola nota sulle partiture orchestrali. Era un’epoca in cui l’errore, come una macchia di colore o il rumore del vinile, non era visto solo come un limite, ma come il segno distintivo dell’autenticità umana che rendeva ogni opera unica e irripetibile.

Con l’avvento dell’era digitale, abbiamo assistito a una transizione che ha trasformato radicalmente la nostra “scatola degli attrezzi”. Il passaggio dai pennelli ai software e dai nastri magnetici ai banchi di mixaggio virtuali ha offerto agli artisti una libertà senza precedenti. Eppure, in questa fase, la tecnologia è rimasta un’estensione fedele della volontà dell’autore, uno strumento che lasciava intatta la centralità del genio umano nella fase di ideazione. L’artista digitale ha imparato a dominare i pixel e le frequenze, mantenendo sempre il controllo totale sulla direzione del racconto e dell’estetica.

Oggi, però, stiamo varcando una nuova frontiera: l’ingresso degli algoritmi generativi nel processo creativo. Non siamo più di fronte a semplici strumenti che eseguono comandi, ma a sistemi capaci di proporre varianti e comporre musica partendo da un semplice testo, agendo quasi come un co-pilota della mente umana. Questa evoluzione rappresenta l’ultimo capitolo di un lungo viaggio iniziato con la pellicola e il nastro magnetico. L’intelligenza artificiale non nasce per sostituire l’artista, ma per diventarne un moltiplicatore, permettendo di esplorare scenografie impossibili o di recuperare frammenti di bellezza dal passato.

In questo nuovo scenario, l’uomo non scompare ma si evolve in curatore e visionario. Il valore dell’opera si sposta dall’esecuzione tecnica al significato profondo, rendendo la sensibilità umana essenziale per guidare l’algoritmo verso un senso etico ed estetico. Accettare questa sfida significa vedere la tecnologia come un ponte per continuare a emozionare. Nonostante la velocità dei prompt, il cuore di ogni creazione resterà sempre inevitabilmente umano.

Se i gamberi portano sfortuna, immergiamoli in un bagno di vino vesuviano

Secondo qualche gastronomo, il gambero porta sfortuna, perché si muove all’indietro e si protegge con il guscio. Io penso che nessun prodotto della Natura sia veicolo di malocchio, ma chi crede il contrario può “proteggersi” bagnando i gamberi con vino vesuviano, che De Renzi considerava una “magica essenza dionisiaca”, e coprendoli con un velo di pepe, di zafferano, di timo e di rosmarino, simboli della buona sorte. Correda l’articolo l’immagine di una “Natura morta” di De Pisis.   Ingredienti: kg. 1 di gamberi, Coda di volpe vesuviano, prezzemolo, 1 cipolla, 1 carota, un gambo di finocchio tritato, aglio, brodo, rosmarino, timo, 1 bustina di zafferano, olio, sale e pepe. Prima di tutto, i gamberi appena sgusciati vanno “girati” con mano rapida nel “coda di volpe”, perché si colorino del suo profumo.  In una casseruola fate dorare l’aglio e il trito di cipolla, di carota e del gambo di finocchio. Aggiungete il rosmarino e il timo, e irrorate il tutto versando, in tre momenti successivi, le tre parti di un bicchiere abbondante di coda di volpe. Evaporato il vino del secondo versamento, aggiungete lo zafferano e il pepe, e, conclusa tutta l’operazione, i gamberi. Dopo un quarto d’ora, scolate, filtrate il brodo, mettetelo da parte, togliete l’aglio, “passate” metà dei gamberi e una buona parte delle verdure e delle erbe. Rimettete tutto nel brodo messo precedentemente da parte, aggiungete il trito di prezzemolo, il sale e il pepe. Dopo qualche minuto, collocate in una zuppiera i gamberi interi e circondateli con la “zuppa” di brodo, di erbe e di gamberi “passati”.  Le porzioni vanno servite in piatto largo su pane abbrustolito. I passaggi importanti di questa versione originale della nota ricetta sono l’operazione iniziale che “colora” i gamberi con il sapore del vino, e l’uso del gambo del finocchio tritato, del timo e del rosmarino, i cui profumi sono intensi senza essere acuti, e soprattutto si accordano bene tra di loro.  La presenza del timo e del rosmarino consente di “accompagnare” il piatto, e nella fase di preparazione e a tavola, con un bianco vesuviano vigoroso e nello stesso tempo fresco, il “coda di volpe” vesuviano. Tutti gli ingredienti della ricetta sono di buon augurio: il rosmarino, il timo, l’aglio, e, soprattutto, lo zafferano, il cui colore gli antichi collegavano al dio del matrimonio.  Nel segno di una simmetria frequente nella cultura popolare, lo zafferano, segno festoso delle nozze, fu anche simbolo funerario: poiché la vita nasce dalla morte. E del resto, i Napoletani di un tempo dicevano che “quanno se magna, si combatte c’ ‘a morte”.  Ci sono i gamberi, ovviamente, ai quali, come a tutti i crostacei, viene riconosciuta una incisiva “virtù” afrodisiaca. Contribuisce a completare il sistema simbolico anche il “coda di volpe” vesuviano, a cui noti medici dell’Ottocento attribuivano il potere di regolare al meglio il flusso degli umori maschili. Mi auguro che qualcuno scopra la grandezza di un genio napoletano, G.B. Basile, e che di Basile si parli molto. Mi piace ricordare che i gamberi vengono citati, per il loro colore, nel primo racconto della prima giornata di “Lo cunto de li cunti – overo lo trattenemiento de peccerille”. Basile sceglie come protagonista di questo racconto, “Dell’orco”, un giovanotto di Marigliano, Antonio, che è “l’arcifanfaro de li catammare”, e cioè il numero uno dei villani e degli screanzati e che, cacciato di casa dalla madre, va a fare il servo di un orco. Poiché nella casa dell’orco “lo magnare se iettava pe facce”, come nel Paese di Cuccagna, Antonio in pochi giorni diventa “grasso come un turco”, “tunno comm’ a boie”, tondo come un bue, ardito come un gallo, rosso come un gambero, verde come aglio “chiatto comm’a bàllana”, panciuto come una castagna lessa.  Tutta l’opera di Basile è una fiammeggiante invenzione linguistica che si alimenta senza sosta di metafore gastronomiche. In questo racconto, per esempio, un “tavernaro” è un “saraco de puerto”, e cioè un furbacchione: perché con prudenza e con astuzia devono muoversi, necessariamente, quei saraghi che, invece di frequentare il mare aperto, si avventurano nelle affollate e pericolose acque del porto. Ma questa zuppa di gamberi più che con il fasto linguistico di Basile, si accorda con lo scarno tessuto cromatico del quadro di De Pisis. Qui il giallo dei limoni e il vermiglio e il rosa dei gamberi tentano di alzare il tono della sinfonia, ma il bianco, strusciato di celeste, della conchiglia e il trattamento “in grigio” dei colori di terra smorzano l’entusiasmo dell’orchestra.Nel quadro come nella zuppa l’eleganza viene proprio dalla sobrietà.  

Nola, furto d’auto in pieno giorno ripreso dalle telecamere

0
  Nola, furto d’auto in pieno giorno ripreso dalle telecamere di sicurezza. La vittima invia il video a Borrelli (Avs): “Ladri scatenati non temono nulla, agiscono a volto scoperto con la luce del sole. Pene certe, basta impunità”   Un cittadino si è rivolto al deputato di Alleanza Verdi Sinistra Francesco Emilio Borrelli dopo aver subito il furto della propria auto in pieno giorno, in via Marciano a Nola. Il colpo è stato interamente ripreso dalle telecamere di videosorveglianza della zona. Dalle immagini, inviate dalla vittima al deputato Borrelli, si vedono chiaramente due uomini scendere da una jeep di colore scuro e, armati di piede di porco, forzare con rapidità la portiera del veicolo. In pochi minuti l’auto viene portata via, sparendo nel nulla. La vittima si è immediatamente recata presso il più vicino commissariato di polizia per sporgere regolare denuncia, allegando i filmati.   “Queste immagini – dichiara il deputato Francesco Emilio Borrelli – dimostrano come i ladri siano ormai scatenati e non temano più nulla. Agiscono a volto scoperto, in pieno giorno, con la luce del sole, forti di un senso di impunità dilagante che va fermato immediatamente. Non è accettabile che bande criminali possano colpire con tale disinvoltura, seminando paura e provocando seri danni economici ai cittadini onesti. Servono pene certe e controlli costanti. Questi criminali non possono continuare a circolare liberamente nelle nostre strade, mettendo a rischio la sicurezza e la serenità delle persone perbene, che sono stanche di subire. Serve dare risposte chiare, rapide ed efficaci: tolleranza zero verso chi vive di illegalità”.   Link al video: https://www.facebook.com/reel/872518878970948/?s=single_unit  

Sorella uccisa, gip non crede a Giuseppe: spunta una testimone

0
Il 4 gennaio una tragedia ha colpito la famiglia Musella: Giuseppe Musella, 28 anni, è accusato di aver ucciso la sorella Jlenia al termine di una lite domestica. Secondo le prime ricostruzioni investigative, la discussione sarebbe iniziata per la musica ad alto volume e sarebbe poi degenerata, coinvolgendo anche il ferimento del cagnolino da parte della giovane. Il ragazzo, che stava riposando e si sarebbe scagliato contro la sorella. Dopo essersi recati in ospedale insieme alla madre, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane. Giuseppe Musella si è poi costituito alle autorità. Nella casa del rione Conocal pare fosse presente un testimone oculare: una donna che aiutava con le pulizie domestiche e che avrebbe contribuito a ricostruire la dinamica dei fatti. Secondo quanto riferito, Giuseppe Musella avrebbe preso un coltello e lo avrebbe lanciato contro la sorella, colpendola alla schiena senza l’intenzione di ucciderla. Il gip Maria Rosaria Aufieri, tuttavia, non ha ritenuto credibile questa versione, convalidando il provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato e disponendo la custodia cautelare in carcere per il 28enne. Gli avvocati Leopoldo Perone e Andrea Fabbozzo, al termine dell’interrogatorio, hanno chiesto una riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale, ritenendo necessario attendere l’esito di tutti gli accertamenti. A causare il decesso della giovane sarebbe infatti stata la lesione dell’aorta, secondo gli avvocati, è plausibile che il colpo sia stato inferto dal lancio del coltello e non dall’uso diretto e volontario dell’arma Il quadro completo della vicenda si avrà a seguito del deposito della relazione previsto entro 60 giorni. Intanto, le esequie si terranno oggi alle 16.30 nella chiesa della Sacra Famiglia, al rione Luzzatti, mentre Giuseppe Musella resta detenuto nel carcere di Poggioreale.