Il 4 gennaio una tragedia ha colpito la famiglia Musella: Giuseppe Musella, 28 anni, è accusato di aver ucciso la sorella Jlenia al termine di una lite domestica. Secondo le prime ricostruzioni investigative, la discussione sarebbe iniziata per la musica ad alto volume e sarebbe poi degenerata, coinvolgendo anche il ferimento del cagnolino da parte della giovane. Il ragazzo, che stava riposando e si sarebbe scagliato contro la sorella.
Dopo essersi recati in ospedale insieme alla madre, i medici non hanno potuto fare altro che constatare il decesso della giovane. Giuseppe Musella si è poi costituito alle autorità.
Nella casa del rione Conocal pare fosse presente un testimone oculare: una donna che aiutava con le pulizie domestiche e che avrebbe contribuito a ricostruire la dinamica dei fatti. Secondo quanto riferito, Giuseppe Musella avrebbe preso un coltello e lo avrebbe lanciato contro la sorella, colpendola alla schiena senza l’intenzione di ucciderla.
Il gip Maria Rosaria Aufieri, tuttavia, non ha ritenuto credibile questa versione, convalidando il provvedimento di fermo per omicidio volontario aggravato e disponendo la custodia cautelare in carcere per il 28enne. Gli avvocati Leopoldo Perone e Andrea Fabbozzo, al termine dell’interrogatorio, hanno chiesto una riqualificazione del reato da omicidio volontario a preterintenzionale, ritenendo necessario attendere l’esito di tutti gli accertamenti. A causare il decesso della giovane sarebbe infatti stata la lesione dell’aorta, secondo gli avvocati, è plausibile che il colpo sia stato inferto dal lancio del coltello e non dall’uso diretto e volontario dell’arma
Il quadro completo della vicenda si avrà a seguito del deposito della relazione previsto entro 60 giorni. Intanto, le esequie si terranno oggi alle 16.30 nella chiesa della Sacra Famiglia, al rione Luzzatti, mentre Giuseppe Musella resta detenuto nel carcere di Poggioreale.



