I tentacoli del clan sull’ospedale: certificati, controllo bar e favori. Tre arresti, uno è ricercato
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Nola in pellegrinaggio davanti casa di Domenico tra fiori e lettere. Indagine ad una svolta
Un pellegrinaggio silenzioso, composto, carico di lacrime e di biglietti scritti con la grafia incerta dei bambini. È questa l’immagine che accompagna le ore più difficili per la famiglia del piccolo Domenico, il bimbo di due anni e mezzo scomparso dopo un delicato intervento di trapianto cardiaco. Davanti alla sua abitazione, a Nola, si susseguono persone di ogni età: c’è chi lascia un mazzo di fiori, chi un peluche, chi una letterina infilata tra i nastri colorati, chi una maglia di calcio col suo nome e il numero infinito. Tutti in attesa dell’ultimo saluto.
La comunità si è stretta attorno ai genitori con una partecipazione che va oltre il semplice cordoglio. Non ci sono clamori, solo un continuo via vai di cittadini che si fermano qualche istante, fanno il segno della croce e restano in silenzio. Un gesto collettivo che racconta lo smarrimento e la vicinanza a una famiglia travolta da una tragedia che ha colpito l’intero territorio.
Intanto, sul piano giudiziario, l’attenzione resta altissima. La Procura di Napoli ha aperto un fascicolo per omicidio colposo per chiarire ogni passaggio legato al trapianto. Al centro delle verifiche ci sono le modalità di conservazione e trasporto del cuore proveniente dall’ospedale di Bolzano e destinato al presidio napoletano specializzato in cardiochirurgia pediatrica. Dalle indagini come rivelato da Repubblica nell’edizione di oggi, emerge che il cuore del piccolo sarebbe stato trasportato in un contenitore per alimenti “Giò Style” invece che in un box tecnicamente evoluto come il modello Paragonix, suggerito dal protocollo.
Gli inquirenti stanno ricostruendo con precisione la catena delle responsabilità: dalla fase dell’espianto fino all’intervento sul bambino. Secondo quanto emerso, l’organo avrebbe subito un danneggiamento riconducibile alle condizioni di conservazione durante il trasferimento. Un elemento che dovrà essere accertato con esattezza attraverso consulenze tecniche e l’autopsia, che sarà eseguita con la formula dell’incidente probatorio davanti al giudice.
Le verifiche coinvolgono le équipe mediche impegnate nelle diverse fasi e il personale sanitario che ha avuto un ruolo nella preparazione del contenitore per il trasporto. Gli investigatori stanno acquisendo documentazione e ascoltando i soggetti interessati per comprendere se siano state rispettate le linee guida previste per la tutela degli organi destinati ai trapianti.
Mentre le indagini proseguono e le eventuali responsabilità dovranno essere accertate nelle sedi opportune, a Nola resta il silenzio dei fiori e delle preghiere. Un’intera comunità attende di poter salutare Domenico, stringendosi attorno ai suoi genitori in un dolore che oggi non conosce risposte, ma solo una profonda, condivisa commozione.
Somma Vesuviana, auto bruciata da mesi in via Seggiari diventa una discarica
Mariglianella, insediato il primo Consiglio comunale delle ragazze e dei ragazzi
Marigliano chiude una vertenza iniziata nel 1978: il Consiglio approva la transazione
Riceviamo e pubblichiamo
Il Consiglio comunale di Marigliano ha approvato la transazione che chiude definitivamente un contenzioso che affonda le radici nel 1978, legato alla procedura espropriativa connessa alla realizzazione dell’Istituto Professionale per l’Industria e l’Artigianato.
Una vicenda lunga e complessa, approdata fino alla Corte d’Appello di Napoli, che per decenni ha rappresentato un concreto rischio finanziario per l’Ente.
Nel giudizio di primo grado, il Tribunale di Nola ha disposto una condanna al pagamento di € 700.000,00, oltre rivalutazione monetaria, interessi legali e spese. Elementi che, nel tempo, avrebbero potuto determinare un aggravio significativo dell’esposizione complessiva del Comune.
A rendere ancora più evidente il quadro di rischio sono state le valutazioni tecniche emerse nel corso del contenzioso: le due consulenze tecniche d’ufficio (CTU) avevano infatti quantificato importi rispettivamente superiori a 1 milione e 200 mila euro e a 1 milione e 360 mila euro circa. Dati che fotografavano un’esposizione potenzialmente ben più elevata rispetto alla cifra oggetto dell’accordo.
Proprio alla luce di questo scenario, e nell’esclusivo interesse pubblico, l’Amministrazione ha scelto la strada della definizione transattiva, finalizzata a garantire certezza di bilancio ed evitare il protrarsi di un giudizio dagli esiti incerti e potenzialmente più onerosi.
“Abbiamo chiuso una partita che durava da quasi mezzo secolo e che poteva trasformarsi in un danno crescente per la collettività – dichiara il Sindaco Gaetano Bocchino –. È stato un atto di responsabilità: mettere un punto fermo, tutelare le casse comunali e prevenire un’esposizione che, alla luce delle valutazioni tecniche emerse, avrebbe potuto superare abbondantemente il milione di euro”.
L’accordo approvato prevede il riconoscimento di una somma complessiva pari a € 744.000, comprensiva delle spese tecniche e legali, con pagamento rateizzato in tre tranche secondo il piano concordato.
Con questa decisione, il Comune chiude definitivamente una vertenza storica, elimina un fattore di rischio per l’equilibrio finanziario dell’Ente e mette in sicurezza la programmazione amministrativa dei prossimi anni, garantendo stabilità e tutela dell’interesse collettivo.







