Somma, stasera il gran finale della campagna elettorale: i candidati chiudono tra musica, incontri e appelli alla città

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La campagna elettorale a Somma Vesuviana giunge questa sera al suo ultimo atto. I tre candidati sindaco chiuderanno ufficialmente il percorso elettorale con appuntamenti pubblici organizzati in diverse zone della città, dopo settimane trascorse a incontrare cittadini e associazioni su tutto il territorio sommese. Peppe Nocerino concluderà la campagna in piazza Filiberto con una serata all’insegna della musica e del dj set. Granato, invece, ha scelto di chiudere nel cuore della città, nella piazza principale di Somma Vesuviana, luogo simbolico del confronto politico e della vita cittadina. Silvia Svanera ha puntato su una formula diversa, organizzando alla Tenuta San Sossio una serata tutta al femminile. In queste settimane i tre candidati hanno battuto palmo a palmo il vasto territorio sommese, incontrando residenti, commercianti, giovani e famiglie, soffermandosi non solo nel centro cittadino e nel centro storico, ma anche nelle periferie, dove emergono con maggiore evidenza molte delle criticità che interessano la città. I candidati conoscono bene le difficoltà che attendono il futuro sindaco. Tra le questioni più delicate vi sono il dissesto finanziario dell’ente, la revisione del PUC e la necessità di una profonda riorganizzazione della macchina amministrativa. Con l’auspicio, condiviso da molti cittadini, che possa essere superato il politichese spicciolo e ” invadente” che negli anni ha inciso negativamente in diversi settori della vita amministrativa. Ora la parola passa agli elettori. A tutti i candidati va l’augurio di una competizione serena e corretta, mentre al futuro sindaco spetterà il compito non semplice di restituire lustro a Somma Vesuviana, città ricca di bellezze paesaggistiche, storia, tradizioni e monumenti di inestimabile valore.

Maxi truffa alimentare da 175mila euro a Poggiomarino

Due uomini di 54 e 56 anni di Poggiomarino sono stati denunciati per truffa da un’azienda alimentare straniera. Nel paese vesuviano di Poggiomarino era stato tutto organizzato alla perfezione. Si tratta di una truffa pianificata nei minimi dettagli da parte di due cinquantenni: erano riusciti a creare delle false referenze commerciali tramite delle società che all’apparenza sembrano reali e quindi affidabili per avere enormi quantità di forniture alimentari probabilmente da rivendere in modo completamente illegale. Un sistema fraudolento, quello creato nel comune vesuviano, che è andato avanti per diverso tempo, fino alla scadenza del pagamento di una delle fatture. L’indagine da parte del nucleo della Polizia di Stato di San Giuseppe Vesuviano è iniziata proprio dopo che il legale dell’azienda polacca che aveva fornito materiale alimentare ai due uomini ha denunciato il mancato pagamento di diverse fatture, per un totale di oltre 175 mila euro. La documentazione ufficiale presentata dai due cinquantenni sembrava realistica proprio per le credenziali su cui facevano leva, nonostante poi durante le indagini delle scorse settimane sia emerso che si trattava di credenziali commerciali e documenti totalmente falsi. I due sono stati denunciati anche dalla Polizia di Stato che ha poi scoperto l’ultima delle truffe che i due avrebbero dovuto portare a termine: proprio nella giornata di ieri, infatti, era prevista una consegna di merce per un valore di ben 120 mila euro, che è stata poi bloccata grazie alla denuncia ai danni dei truffatori. Ora, le indagini continuano per verificare se siano capitati episodi analoghi anche con altre aziende, sia italiane che straniere del comparto agroalimentare, e capire da quanto tempo questo sistema fraudolento vada avanti. I due uomini sono stati fermati proprio a ridosso dell’ultima consegna di merce e per entrambi è subito scattata la denuncia anche da parte dell’autorità giudiziaria, mentre la merce è stata prontamente sequestrata per eventuali accertamenti.

Marigliano, il Consiglio comunale ha approvato il servizio di asilo nido pubblico cittadino

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Nella seduta del 19 maggio il Consiglio comunale di Marigliano ha approvato l’istituzione del servizio di asilo nido pubblico cittadino, su proposta dell’assessore alle Politiche sociali Luigi Amato.

La delibera apre la strada all’attivazione, prevista già dal prossimo autunno, dello storico asilo nido di via Firenze, una struttura da 24 posti che sarà affidata in concessione quinquennale a un soggetto privato qualificato, con l’obiettivo di garantire elevati standard educativi e organizzativi.

L’operazione sarà sostenuta grazie alle risorse stanziate negli ultimi anni da Regione e Stato, che consentiranno al Comune di coprire circa il 70% dei costi del servizio. Per le famiglie la quota residua sarà pari a 250 euro mensili, interamente recuperabili attraverso il bonus INPS per nuclei con ISEE fino a 40mila euro.

L’accesso al nido avverrà tramite graduatoria pubblica predisposta dal Comune, che terrà conto in particolare della situazione lavorativa dei genitori, della composizione del nucleo familiare e delle eventuali condizioni di fragilità sociale.

Ma il progetto guarda già oltre. A breve entreranno nel sistema cittadino anche i nuovi nidi di via Cappella e dell’area Mercato, realizzati con fondi PNRR e ormai prossimi al completamento.

L’obiettivo dell’amministrazione è ambizioso: creare entro il 2027 oltre 215 posti nido sul territorio comunale, raggiungendo così la soglia del 33% della fascia 0-3 anni prevista dai livelli essenziali delle prestazioni.

“Parliamo di una scelta che non riguarda soltanto i servizi – sottolineano il sindaco Gaetano Bocchino e l’assessore Amato – ma il modello di città che vogliamo costruire: una Marigliano più vicina ai bisogni delle famiglie, capace di sostenere la genitorialità, il lavoro e l’inclusione sociale”.

Un investimento sull’infanzia che diventa anche investimento sul futuro della comunità.

Nola, al via la premiazione per “Wow, Giordano Bruno si incontra con Nicola Russo sull’ultima isola”

   
 “Wow, Giordano Bruno si incontra con Nicola Russo sull’ultima isola”.
Un fumetto con Giordano Bruno – realizzato dagli studenti. Presentazione in anteprima al Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola.
Flora Nappi Ambrosio (Pres. Archeoclub d’Italia sede di Nola): “Giordano Bruno incontra Nicola Russo, sull’ultima isola ma possiamo dire che incontra anche i giovani di Nola. Il bando, dal titolo “Wow, Giordano Bruno si incontra con Nicola Russo sull’ultima isola”, ha invitato gli studenti a confrontarsi con temi culturali attraverso il linguaggio del fumetto, scelto per avvicinare maggiormente i giovani alla lettura e alla riflessione” .
“Oggi, Venerdì 22 maggio 2026, nel Salone dei Medaglioni del Palazzo Vescovile di Nola, terremo la premiazione del concorso promosso dall’Archeoclub d’Italia – sede di Nola, che ha coinvolto numerosi istituti superiori di Nola e del territorio circostante.
Il bando, dal titolo “Wow, Giordano Bruno si incontra con Nicola Russo sull’ultima isola”, ha invitato gli studenti a confrontarsi con temi culturali attraverso il linguaggio del fumetto, scelto per avvicinare maggiormente i giovani alla lettura e alla riflessione. I lavori presentati hanno evidenziato grande impegno e qualità, rendendo difficile il compito della commissione giudicatrice.
A risultare vincitori sono stati gli studenti del Liceo Colombo di Marigliano con l’elaborato “Giordano Bruno e Nicola Russo, un dialogo oltre il tempo”, successivamente curato ed editato dall’Archeoclub.
L’iniziativa rappresenta l’ultima tappa di un percorso di cittadinanza attiva che l’Archeoclub porta avanti da circa vent’anni con le scuole del territorio, dai progetti degli studenti “Ciceroni” alle più recenti esperienze culturali.
Alla cerimonia saranno presenti il Sindaco di Nola e il professore di filosofia teoretica dell’ Università Federico II di Napoli, Felice Masi”  . Lo ha affermato Flora Nappi, Presidente Archeoclub D’Italia sede di Nola.
Per interviste:

Nola, confronto al Comune con operatori alberghieri su imposta di soggiorno e turismo

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Si è tenuto al Comune di Nola il tavolo di concertazione promosso dall’amministrazione comunale con gli operatori del comparto alberghiero e turistico cittadino, finalizzato alla definizione delle linee di utilizzo del gettito derivante dall’imposta di soggiorno.

L’incontro rappresenta il primo passaggio che porterà, nelle prossime settimane, all’approvazione dei provvedimenti previsti dalla giunta guidata dal sindaco, Andrea Ruggiero.

L’imposta di soggiorno, già istituita negli anni precedenti, garantisce un gettito annuo rilevante e vincolato dalla legge per la realizzazione di interventi strategici per il miglioramento dell’accoglienza, dei servizi e della promozione turistica della città, obiettivi che l’Ente intende perseguire attraverso una programmazione condivisa con gli operatori del settore.

Tra le priorità emerse durante il confronto figurano il rafforzamento del brand “Città di Nola”, la predisposizione di dossier e progettualità per la partecipazione a bandi dedicati al turismo e alla valorizzazione territoriale, il potenziamento della mobilità cittadina e interventi mirati al decoro urbano.

Temi ritenuti fondamentali anche dagli stessi imprenditori del comparto ricettivo, convinti che una città più efficiente, accessibile e curata possa rappresentare un valore aggiunto per l’intera filiera turistica.

L’orientamento dell’amministrazione comunale guidata dal sindaco Ruggiero è inoltre quello di ridurre l’imposta di soggiorno dagli attuali 3 euro a 2 euro, confermando al contempo l’impegno a utilizzare le somme già incassate, in particolare quelle relative all’annualità 2024, per finanziare gli interventi discussi.

“È stato un incontro proficuo e partecipato che ha rappresentato un importante momento di confronto con gli operatori del settore alberghiero e turistico”, ha dichiarato l’assessore al turismo Fiorinda Aliperta. “Puntiamo a destinare le risorse derivanti dall’imposta di soggiorno in azioni concrete per il miglioramento dell’accoglienza, della promozione e dei servizi rivolti ai visitatori”.

Il sindaco Andrea Ruggiero: “C’è piena sinergia con gli operatori del settore alberghiero per attuare politiche che favoriscano lo sviluppo della città di Nola, integrandole con il più ampio piano di rilancio del centro storico che passerà tramite l’avvio dei lavori del DUC”.

Nola, al via la seconda edizione di “Ti Lancio Enterprise Award”

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Ti Lancio Enterprise Award torna per raccontare nuove storie di successo e per indicare modelli positivi che nell’area metropolitana di Napoli, in Campania e nell’intero Sud hanno il volto di imprenditori e professionisti che scrivono un copione differente, lontano dagli stereotipi di un meridione che rappresenta la zavorra del Paese.

L’appuntamento con la seconda edizione del progetto, ideato da un gruppo di giornalisti, esperti di comunicazione ma anche di esponenti del mondo delle professioni, è per le 10 di domani, 22 maggio 2026,  al centro congressi dell’Interporto Campano. Il premio TLEA gode del patrocinio del Nola Business Park, del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Nola presieduto da Arturo Rianna e dell’Ordine dei Dottori  Commercialisti e degli Esperti Contabili di Nola di cui è presidente Domenico Molisso.

L’iniziativa è anche evento formativo per i dottori commercialisti. A sostenere il progetto anche il Four Point Flex by Sheraton di Marigliano e Irrational Theory. Prevista la partecipazione del presidente del Consiglio Regionale della Campania, Massimiliano Manfredi e del presidente della  Regione Calabria, Roberto Occhiuto che si collegherà da remoto. Saluti iniziali da parte di Claudio Ricci, amministratore delegato di Interporto Campano, di Pietro Marotta e di Carmen Fusco, il digital artist e la giornalista che hanno dato vita al progetto. Alla conduzione ci saranno Stefania Sirignano, speaker di Radio Punto Zero e il giornalista Nello Fontanella che è anche tra i fondatori del TLEA insieme con altri colleghi tra i quali  Elisabetta Peluso, Franco Buononato e Francesco Gravetti. Media partner il quotidiano Il Mattino, Videoinformazioni, Video Nola e Radio Punto Zero. Undici i premiati selezionati da una giuria tecnica che ha indicato nomi eccellenti del panorama economico e professionale nazionale.

“Sogno di Volare” torna al Teatro Grande di Pompei: giovani, teatro classico e arte nella città eterna

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  Dal 22 al 24 maggio la quinta edizione del progetto che unisce scuola, cultura e patrimonio archeologico     Il teatro classico incontra le nuove generazioni in uno dei luoghi più affascinanti al mondo. Dal 22 al 24 maggio il Teatro Grande di Pompei ospiterà la quinta edizione di “Sogno di Volare”, il progetto culturale e formativo promosso dal Parco Archeologico di Pompei che negli anni è diventato un’esperienza unica nel panorama nazionale. Un’iniziativa che mette al centro gli studenti, chiamati a confrontarsi con i grandi classici del teatro antico attraverso un percorso artistico, educativo e umano. Non semplici spettacoli scolastici, ma produzioni di alto livello che coinvolgono registi, musicisti, coreografi e professionisti del mondo dello spettacolo, trasformando il Teatro Grande in uno spazio vivo di formazione e creatività. Ad aprire questa nuova edizione, il 22 maggio, sarà la prima assoluta di “Antigone”, riscrittura dell’opera di Sofocle firmata da Marco Martinelli, tra i più importanti drammaturghi italiani contemporanei. Sul palco saliranno studenti provenienti da diversi istituti del territorio vesuviano e stabiese: il Liceo Ernesto Pascal, l’Istituto Renato Elia, il Liceo Giorgio De Chirico, il Liceo Pitagora-B. Croce e l’I.I.S.S. Eugenio Pantaleo. Lo spettacolo sarà impreziosito dalle musiche di Ambrogio Sparagna, figura centrale della musica popolare italiana, e sarà replicato il 24 maggio prima di approdare al prestigioso Ravenna Festival il 28 maggio. Un passaggio che conferma il valore artistico e culturale del progetto nato a Pompei. Il 23 maggio, sempre nel Teatro Grande, spazio invece alla danza con “Baccanti”, riallestimento di una celebre creazione ispirata a Euripide e firmata originariamente dal coreografo Micha Van Hoecke, scomparso nel 2021. A curarne il nuovo allestimento sarà Miki Matsuse, storica collaboratrice e compagna di Van Hoecke, che guiderà in scena gli studenti del Liceo Pascal di Pompei. “Sogno di Volare” rappresenta molto più di una rassegna teatrale. È un laboratorio permanente di cittadinanza culturale che negli anni ha coinvolto centinaia di studenti, permettendo loro di vivere il patrimonio archeologico non come semplice luogo da visitare, ma come spazio da abitare attraverso l’arte e la creatività. L’esperienza assume un valore ancora più forte in un territorio come quello vesuviano, dove la scuola e la cultura diventano strumenti fondamentali di crescita e partecipazione. Salire sul palco del Teatro Grande di Pompei significa per molti ragazzi confrontarsi con la storia, superare paure, scoprire talenti e costruire relazioni. In questa quinta edizione emerge ancora una volta la capacità del progetto di unire mondi diversi: archeologia, teatro, scuola, musica e danza dialogano in uno scenario unico, restituendo nuova vita a uno dei luoghi simbolo della cultura classica. Pompei, ancora una volta, non si limita a custodire il passato, ma sceglie di trasformarlo in esperienza viva per il presente e per il futuro delle nuove generazioni.

Napoli, gioco minorile e sale clandestine: due notizie che impongono una riflessione

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Lo studio dell’Università Federico II di Napoli e dell’Istituto Demoscopico Noto svela numeri preoccupanti sull’azzardo tra gli adolescenti, mentre in corso Garibaldi la Polizia sequestra una sala giochi abusiva. Due notizie diverse, ma che chiamano la città a un confronto più maturo con il tema della legalità nel settore. La cronaca napoletana, ad aprile 2026, ha intrecciato due fili che vale la pena leggere insieme. Il primo è una ricerca presentata il 16 aprile nel chiostro dei Santi Marcellino e Festo, sede del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università Federico II di Napoli, e dedicata al gioco fra minori e giovani adulti. Lo studio ha visto la collaborazione dell’Istituto Demoscopico Noto e ha restituito un quadro che interpella tutte le agenzie educative della città. Il dato più rilevante: il 34% del campione di minori intervistati ha dichiarato di aver giocato almeno una volta nell’ultimo anno. Significa più di un adolescente su tre, una quota che sale ulteriormente fra i diciottenni e diciannovenni, e che mostra come l’esperienza del gioco non sia più un argomento da rinviare alla maggiore età. Il secondo filo è la cronaca di una perquisizione. Il giorno 13 aprile, nel cuore di corso Garibaldi, una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale ha notato un uomo che, alla vista dei lampeggianti, ha tentato di rifugiarsi in un esercizio commerciale. All’interno gli agenti hanno trovato dieci slot machine prive di qualunque numero identificativo e non collegate alla rete dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli. Il gestore, un cinquantaduenne con precedenti, è stato denunciato per esercizio abusivo di gioco; due avventori, di 54 e 60 anni, hanno ricevuto la stessa notifica per partecipazione a una sessione non autorizzata. Il sequestro di apparecchi e contanti completa un’operazione di routine che, però, fotografa una geografia urbana in cui la sala clandestina sopravvive accanto al circuito ufficiale. Tornando alla ricerca della Federico II, il rapporto sottolinea un altro elemento spesso trascurato: circa la metà dei minori intervistati fatica a distinguere fra punti di raccolta legali e illegali. La differenza è centrale, perché determina la presenza o l’assenza di tutele: dal codice di tracciabilità della giocata all’obbligo di pubblicare i palinsesti, dalla verifica dell’età all’autoesclusione tramite Registro Unico delle Autoesclusioni. Sul piano normativo, la Campania dispone della Legge Regionale 2/2020 e il Comune di Napoli del regolamento del 2015, due strumenti che hanno definito distanze minime fra sale gioco e luoghi sensibili. Tuttavia la sola distanza non basta. Servono interventi capillari nella formazione dei docenti, nei dialoghi con i ragazzi e nella promozione di stili di vita alternativi al passatempo digitale. La stessa scuola pubblica ospita ancora pochi programmi strutturati sul tema, nonostante alcune sperimentazioni promosse dal Ministero dell’Istruzione e dal Dipartimento delle Politiche Antidroga della Presidenza del Consiglio. Il sequestro di corso Garibaldi, pur trattandosi di un singolo episodio, fa risuonare alcuni di questi temi. Il fatto che dieci slot non a norma riescano a operare in pieno centro città, a poche centinaia di metri dalla stazione, racconta la persistenza di un mercato sommerso che si nutre proprio della confusione tra legale e illegale. Etichettare tutto il settore come pericoloso, però, sarebbe una semplificazione comoda. Pagine specializzate, curate da redazioni di settore come quelle dei bonus casinò di benvenuto, non si limitano a promuovere offerte commerciali ma di fatto mettono in evidenza gli operatori che hanno investito di più su sicurezza, certificazioni AAMS, sistemi di pagamento tracciati e strumenti di tutela del giocatore. Le politiche di prevenzione tornano dunque a chiedere risposta. Lo stesso filone d’indagine si era già intrecciato con il fenomeno della devianza giovanile a Marigliano e dintorni, restituendo l’immagine di un’area metropolitana che alterna iniziative virtuose a episodi gravi di violazione del codice penale. La sfida, anche per la stagione politica che vedrà l’amministrazione comunale dialogare con Regione e Prefettura, sta nel mettere insieme strumenti di intelligence, pedagogia e regolamentazione. Resta sullo sfondo una domanda essenziale: come parlare di gioco ai ragazzi senza demonizzare la dimensione ludica e senza minimizzare i rischi? Lo psicologo Roberto Flauto, intervenuto in chiusura della presentazione del 16 aprile, ha invitato a evitare il moralismo: la chiave è la consapevolezza, costruita giorno per giorno nella relazione fra adulti e minori. Le slot di corso Garibaldi, intanto, sono in un magazzino della Polizia. Le statistiche della Federico II sono nel server dell’Ateneo. Sta alla città scegliere se trasformare due notizie distanti in una sola occasione di lavoro coordinato. La sintonia fra istituzioni, scuola e operatori legali, in questo senso, è una variabile cruciale per la stagione che si apre.

Gennaro Saiello (M5S): “Depositata la proposta per l’Osservatorio Campano sull’Autismo”

Riceviamo dal capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania e pubblichiamo.

   

“Ho depositato, in Consiglio regionale, una proposta di legge per l’istituzione dell’Osservatorio Campano sull’Autismo e altri disordini del neurosviluppo. Un’iniziativa per rafforzare i percorsi di diagnosi, cura, assistenza e inclusione, garantendo maggiore continuità nella presa in carico e pari accesso ai servizi su tutto il territorio regionale”. Lo dichiara il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Consiglio regionale della Campania, Gennaro Saiello. La proposta è stata condivisa e sottoscritta dai consiglieri regionali del Movimento 5 Stelle, Raffaele Aveta, Salvatore Flocco, Luca Trapanese ed Elena Vignati.

“La proposta nasce dalla necessità di rispondere in modo strutturale ai bisogni delle persone con disturbi dello spettro autistico e con altri disordini del neurosviluppo, in un contesto regionale caratterizzato da una domanda crescente di servizi e da differenze territoriali nell’accesso alle prestazioni. L’Osservatorio, istituito presso la Giunta regionale della Campania, sarà un organismo permanente di consultazione, proposta, monitoraggio e raccordo tecnico-istituzionale, con il coinvolgimento di istituzioni, professionisti, mondo scolastico, terzo settore, associazioni, famiglie e persone direttamente interessate”.

“La sua funzione – continua Saiello – sarà quella di favorire una governance più integrata, attraverso il monitoraggio dei percorsi diagnostici, terapeutici, abilitativi, riabilitativi e assistenziali, l’elaborazione di indicatori regionali di qualità ed equità, la promozione di buone pratiche e la formulazione di proposte alla programmazione regionale. Particolare attenzione sarà dedicata alla presa in carico lungo tutto l’arco di vita, alla transizione verso l’età adulta, all’inclusione scolastica e lavorativa e al sostegno alle famiglie e ai caregiver”.

“Ringrazio i colleghi del Movimento 5 Stelle che hanno condiviso questa proposta di legge e l’Intergruppo parlamentare sui Disturbi dello Spettro Autistico presieduto dal senatore Luigi Nave per il supporto. L’obiettivo è contribuire a costruire un modello più integrato, capace di rendere i percorsi più appropriati, continui e accessibili su tutto il territorio regionale. L’Osservatorio va esattamente in questa direzione”, conclude Saiello.

Torna “Vulcanicais”: l’esperienza enogastronomica del Vesuvio

Riceviamo e pubblichiamo dall’Ente Nazionale del Vesuvio

La crescita dell’enogastronomia del Vesuvio beneficia di tutte le esperienze che sanno coniugare sapori, cultura e tradizioni. “VULCANICAIS” si inserisce perfettamente nel processo di promozione e valorizzazione del nostro Territorio e nel connubio tra modernità e tradizione e come driver che incoraggia il progresso economico e sociale.

Abbraccia tutto il “MADE IN VESUVIO” e accoglie le eccellenze enologiche e agroalimentari vesuviane. La decima edizione della manifestazione si svolgerà Venerdì 29 maggio 2026 a Nola, nella splendida atmosfera di Villa Minieri.

Le aziende rilevanti del “Terroir Vesuvio” saranno protagoniste con numerose degustazioni, banchi d’assaggio, cooking show a cura di Chef di prestigio e Maestri Pizzaioli, percorsi sensoriali guidati, birre, olio, caffè, formaggi, mieli, dolci ed altre delizie tipiche. Le plurime esperienze gustative troveranno piacevole accompagnamento con il fumo lento del Club amici del Toscano e l’intera serata sarà allietata dalle note musicali del pianoforte, con il Patrocinio del Comune di Nola, del Consorzio Tutela Vini Vesuvio e del Parco Nazionale del Vesuvio.

Dichiarazione del Presidente dell’Ente Parco Nazionale del Vesuvio – Raffaele De Luca:

“VULCANICAIS rappresenta un’esperienza capace di raccontare il Vesuvio attraverso i suoi sapori, i suoi vini, il lavoro delle imprese e la passione di chi ogni giorno custodisce e valorizza questo territorio straordinario. Eventi come questo contribuiscono a rafforzare l’identità del nostro Parco, promuovendo un modello di sviluppo fondato sulla qualità, sulla sostenibilità e sul legame autentico tra ambiente, cultura ed enogastronomia. Il Vesuvio non è soltanto un luogo da visitare, ma una comunità viva da conoscere e sostenere.”