Dopo due anni, il Napoli torna alla caccia della terza Supercoppa italiana in seguito a quelle del 1990 e del 2014 vinte in entrambi i casi contro la Juventus.
Da allora il format del torneo è cambiato, essendo che non si sfidano più solo le vincitrici di campionato e Coppa Italia. Si è deciso infatti di seguire il modello spagnolo e coinvolgere anche le seconde classificate di entrambi i trofei, in un calcio sempre più indirizzato verso l’abbuffata e la preferenza per la quantità a scapito della qualità.
Altra scelta piuttosto discutibile è quella della sede: in nome della sempreverde esportazione del prodotto all’estero sono anni ormai che si va in Arabia, una decisione in realtà illogica sotto ogni punto di vista, se non quello economico. Sul piano sportivo, una trasferta del genere nel mezzo della stagione dopo settimane passate a giocare ogni tre giorni non fa che ammazzare il livello di queste partite, aumentando solo stanchezza e rischio di infortuni. Anche il contorno è decisamente imbarazzante, con stadi praticamente deserti data la difficoltà per il tifoso comune di sostenere un viaggio di questo tipo. Era davvero difficile fare peggio, anche se la Lega sta cercando di superarsi con la sua idea di far giocare Milan-Como addirittura in Australia..








