Gori, scatta la ribellione: il M5S straccia le bollette davanti al palazzo

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I pentastellati ieri hanno lanciato la prima offensiva contro la società che gestisce l’acqua in territorio vesuviano e salernitano. 

” Gori: 122 milioni di debiti. Sono i debiti che pagheremo noi “, lo hanno scritto su uno striscione a forma di maxi bolletta i militanti del Movimento Cinque Stelle, che ieri mattina hanno formato un presidio davanti al palazzo della società presieduta dall’onorevole di Forza Italia Amedeo Laboccetta.  A un certo punto i parlamentari pentastellati Gallo e Sibilia  hanno distrutto simbolicamente una richiesta di pagamento dell’azienda. Intanto anche il consigliere regionale di Davvero Verdi si scaglia contro l’impresa che con i suoi 700 dipendenti grava in maniera formidabile sulle tasche del milione e mezzo di abitanti che usufruiscono del servizio idrico molto carente fornito da quest’azienda ( basti pensare ai continui black out idrici che flagellano da anni ad esempio i comuni vesuviani ). Il M5S chiede ” la procedura di urgenza per l’approvazione della legge regionale sull’ acqua pubblica scritta da cittadini, comitati pro acqua pubblica e associazioni dopo le dimissioni di Carlo Sarro da commissario dell’Ato3, coinvolto nell’inchiesta su appalti truccati e camorra e ” la restituzione dei poteri decisionali di gestione dei servizi idrici ai sindaci dei comuni vesuviani e sarnesi così come richiesto dai comitati dell’acqua e dalla rete dei sindaci per l’acqua pubblica “. Luigi Gallo aggiunge che  ” L’obiettivo è approvare una legge regionale che ridia potere agli organi democraticamente eletti, i sindaci, che devono decidere davanti ai cittadini a chi affidare la gestione dei servizi idrici. Il gestore per il M5S resta pubblico perché è l’unico che permette il controllo reale dei cittadini su bilanci, appalti, dirigenti, dipendenti “. Per Gallo vanno annullate le delibere sulla riscossione delle partite pregresse ovvero i recuperi tariffari, relativi agli anni 2006 – 2011, che si sono accumulati nel tempo a causa dell’inadeguatezza delle tariffe deliberate in passato dall’assemblea dell’ente d’ambito sarnese vesuviano. Carlo Sibilia aggiunge poi che  ” l’acqua non può essere gestita da un commissario ”  ma che ” deve tornare in mano ai sindaci e soprattutto deve uscire dalla concessione di spa. Inoltre, chiederemo in Regione di avere l’attuazione del referendum del 2011 “.

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