Torna il consenso al sindacato di Landini nel comparto da cui era stato cacciato. L’ultimo exploit dei metalmeccanici proprio in Campania, alla Fma.
Automobili, furgoni, trattori e motori Fiat: qui la Fiom, la sinistra politica e sindacale, torna a ruggire dopo anni di ostracismo da parte dell’amministratore delegato nonché antimarxista viscerale Sergio Marchionne. A fornire il dato di un recupero più che tangibile del consenso dei lavoratori in favore del sindacato guidato da Maurizio Landini è il dato complessivo del voto per gli rls ( i rappresentanti dei dipendenti per la salvaguardia della sicurezza ) nel gruppo FCA-Cnh, dove hanno partecipato alla consultazione oltre 50.000 addetti e dove la partecipazione è stata del 70 %. Ebbene: la Fiom è il primo sindacato con una media superiore al 35% dei consensi. Alle elezioni che avevano preceduto quest’ultima, cioè quelle concluse tra febbraio e marzo per la designazione degli rsa, i rappresentanti sindacali aziendali, i metalmeccanici della Cgil erano stati per l’ennesima volta esclusi perchè si sono rifiutati, come hanno fatto da sempre, dal 2010, di firmare il contratto dell’auto, slegato dalla contrattazione nazionale e da un rapporto di forza maggiormente paritario tra sindacato e azienda. Ma ora che hanno potuto partecipare i risultati si sono visti. E sono stati risultati davvero sorprendenti. Alla fine, tra le grandi fabbriche che si trovano ancora sotto il controllo effettivo dei sindacati firmatari dei patti con Marchionne, Fim, Uilm, Fismic e Ugl, spicca la Fiat di Pomigliano, impianto in cui la Fiom ha ottenuto il 16 %. Ma l’altro giorno, proprio a pochi chilometri dallo stabilimento della Panda, è partito il classico pugno nell’occhio: alla Fma di Avellino, motori per auto Fiat, la Fiom è la prima organizzazione grazie ai 538 consensi ottenuti dai lavoratori su 1.647 votanti: 32,6% dei voti validi e tre delegati eletti, tra i quali spicca Italia D’Acierno, prima donna a diventare delegata nello stabilimento campano. Nella Fma la Fim è arrivata seconda con 478 voti, terza la Fismic con 358, quarta l’Ugl con 187 e ultima la Uilm con 59 voti. Sergio Scarpa, segretario generale della Fiom di Avellino, attraverso il portale della nazionale della Fiom ha commentato così: “Si tratta di un risultato straordinario, persino storico in una fabbrica dove la Fiom non è mai stata prima d’ora il sindacato di maggioranza. Un risultato che è il frutto del grande impegno dei nostri delegati e iscritti, ma anche il sintomo di un risveglio sindacale soprattutto tra i giovani lavoratori che hanno scelto l’organizzazione che sentono più al loro fianco, superando anche tutte le pressioni che qui, come a Pomigliano, l’azienda ha messo in atto per controllare più possibile il voto e indirizzarlo verso le organizzazioni firmatarie del contratto specifico aziendale”. Il voto di Avellino era stato in qualche modo anticipato in Campania da quello di altre fabbriche satelliti, più piccole della Fma, dislocate in provincia di Napoli e comunque comprese nella galassia Fca-Cnh. Come la Marelli di Caivano, dove su 214 dipendenti la Fiom ha stracciato tutti prendendo 143 voti validi, con la Fim e la Uilm molto distanti, ferme rispettivamente a 33 e 18 preferenze. Intanto Landini si sta godendo questa incredibile rimonta mentre sorride con l’altrettanto felice Italia D’Acierno ( foto ).



