Gli investimenti previsti dal PNRR in materia di Istruzione

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Il Ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi, unitamente alla Ministra per le Pari opportunità e la Famiglia, Elena Bonetti, alla Ministra per il Sud e la Coesione territoriale, Mara Carfagna, e alla Ministra per gli Affari Regionali e le Autonomie, Mariastella Gelmini martedì 30 novembre, presso la sala “Aldo Moro” del Ministero dell’Istruzione, parlerà alla stampa in merito alle prime misure del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) relative all’Istruzione.

 

Il PNNR prevede tre forme di riforma: riforme orizzontali, riforme abilitanti e riforme settoriali da considerarsi profili ologrammatici di una stessa immagine e, quindi,  parti integranti del Piano nazionale tutte teleologicamente orientate ad assicurarne la sua attuazione.

Le riforme orizzontali sono traversale a tutte le Missioni del Piano, si sostanziano in interventi strutturali tesi a migliorare il clima economico del Paese attraverso azioni di potenziamento che elevino l’equità, l’efficienza e la competitività. Il PNRR ne prevede due: la riforma della PA e la riforma del sistema giudiziario, declinate attraverso diversi obiettivi da raggiungere entro il 2026.

Vi sono poi le riforme abilitanti, prevedono interventi adeguati ad assicurare l’attuazione del Piano, nonché ad eliminare gli ostacoli amministrativi, regolatori e procedurali; investono anche la materia della concorrenza, la legge delega sulla corruzione, il federalismo fiscale (da attuare entro marzo 2026) e la riduzione dei tempi di pagamento della PA (entro il 2021).

Oltre le riforme orizzontale ed abilitati il piano prevede, poi, una serie di riforme settoriali tese ad innovare normativamente specifici ambiti tra i quali: le misure contro il dissesto idrogeologico, la sicurezza dei ponti, il piano nazionale per la lotta al lavoro sommerso e quello per la gestione dei rifiuti.

Relativamente alle riforme in materia di istruzione, va segnalato che quest’ultime interessano, le modalità di reclutamento dei docenti, la formazione dei docenti, i nuovi ambienti per la didattica e l’edilizia, l’innovazione dei contenuti didattici, il sistema degli istituti tecnici e professionali e dell’università, con una particolare attenzione alle classi di laurea e ai corsi di dottorato.

Gli investimenti previsti per l’istruzione dal Pnrr sono 17,59 miliardi.

Attualmente alcune fonti riferiscono che il Ministero dell’Istruzione sia pronto a varare il decreto che ripartisce fra le Regioni italiane i primi 5 miliardi del Pnrr: 3 miliardi per scuole dell’infanzia e asili nido; 800 milioni per la costruzione di scuole innovative, sostenibili e inclusive; 500 milioni per la messa in sicurezza e la riqualificazione degli edifici esistenti; 400 milioni per nuove mense che favoriscano il tempo pieno; 300 milioni per le palestre scolastiche”.

foto:fonte internet