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Fumata nera dal ministero: La Doria di Acerra chiude. Ma i posti sono salvi. E il sindaco “litiga” con Di Maio

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Anche se l’accordo non è stato firmato l’atteso confronto tra sindacati e azienda tenuto ieri al ministero dello Sviluppo Economico ha comunque sancito la fine di una storia durata oltre quarant’anni. L’azienda infatti è stata irremovibile al tavolo del Mise: la fabbrica “La Doria” di Acerra chiuderà il 30 settembre. Ma non ci saranno licenziamenti. I 70 dipendenti saranno tutti trasferiti negli impianti “La Doria” di Sarno, Angri e Fisciano, i primi due ubicati a circa 40 chilometri di autostrada da Acerra e il terzo a 60. Dunque: posti di lavoro salvi. L’incontro di ieri ha segnato in ogni caso una fase drammatica nelle attività produttive del territorio napoletano ed è stato anche caratterizzato da un giallo, uno “screzio” tra il sindaco UDC di Acerra, Raffaele Lettieri, e i responsabili del ministero dello Sviluppo Economico, guidato da due mesi, com’è noto, dal grillino Luigi Di Maio. Lettieri, durante lo svolgimento del delicato confronto ministeriale, ha diramato un messaggio di rimostranze per non essere stato invitato alla riunione. << Il Comune di Acerra, seppur impegnato su questo fronte, non è stato chiamato al tavolo di lavoro – conferma il sindaco nel piccato, ma non troppo, comunicato stampa – però – aggiunge Lettieri – credendo fortemente nella necessità di inserire queste iniziative in un contesto di dialogo istituzionale e non solamente di dialogo politico, auspico che l’impegno di oggi possa portare alla soluzione dei problemi occupazionali dei lavoratori de La Doria >>. Quindi, la rassicurazione del primo cittadino. << Il Comune continuerà pertanto – garantisce il sindaco – a rendersi disponibile ad assumere ogni utile iniziativa al fianco delle maestranze dell’azienda e dell’indotto, così come deliberato dallo stesso Consiglio comunale, per scongiurare la chiusura del sito di Acerra che comprometterebbe ulteriormente i precari livelli occupazionali del territorio >>. Ma a quanto pare la chiusura del sito di Acerra è ormai cosa fatta. E sarà una batosta per il territorio. << Purtroppo l’azienda ha confermato la sua decisione – fa sapere al ritorno dal vertice al ministero Franco Fattoruso, segretario regionale della Flai Cisl – al rientro dalle ferie riprenderemo un confronto serrato con l’azienda >>. Con Fattoruso c’erano i responsabili regionali di Flai Cgil e Uila Uil. Rimane intanto aperto uno spiraglio sulla possibilità di riconvertire lo stabilimento ubicato a pochissima distanza dall’inceneritore di Acerra, in via dei Normanni, campagna a nord est della città. << L’azienda – conferma Fattoruso – ci ha detto che è disponibile ad aprire un tavolo regionale per la riconversione. Ma questo intende farlo in un secondo momento, cioè dopo aver prima chiuso l’impianto >>. A meno di clamorosi colpi di scena è stata quindi messa la parola fine sotto decenni di storia dell’industria alimentare locale. La Knorr, che dopo essere stata del famoso gruppo tedesco passò poi alla Unilever, qui disponeva di un grande laboratorio in cui si sperimentavano sughi di successo con prodotti agricoli locali, sughi che si sono imposti nel mercato dei cibi pronti. La Doria ha poi proseguito questa tradizione. Fino allo stop di adesso, che al momento non si sa se sia definitivo o meno.