Freddo e mareggiate: a rischio i nidi di tartarughe in Cilento

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Sono nate le prime tartarughe marine Caretta caretta in Cilento. Nelle prossime settimane schiuderanno altri quattro nidi, ma l’abbassamento delle temperature  potrebbe comportare ritardi e rischi

Sotto le stelle cadenti di San Lorenzo, la notte del 10 agosto è nata la prima tartarughina Caretta caretta sulle coste di Marina di Camerota, nel pieno del Parco Nazionale del Cilento. Sulla spiaggia di Cala del Cefalo alle 20:40, con un giorno di anticipo rispetto alle previsioni, ha fatto capolino dalla sabbia Odissea. E dopo di lei, sono nate altre 53 tartarughine. Un evento durato circa un’ora, che ha tenuto con il fiato sospeso le trecento persone accorse, tra turisti e biologi della stazione zoologica Anton Dohrn di Napoli.

Sono le prime a nascere quest’estate in Cilento, e il 17 agosto i biologi hanno aperto il nido per la consueta conta delle uova. Questa volta i risultati hanno sorpreso tutti: su circa 70 uova deposte nella notte tra il 19 e il 20 giugno, a pochi metri da ombrelloni e lettini, solo 17 non si sono schiuse. Un tasso di successo dell’82%, che fa ben sperare.

Nella stessa notte di giugno un’altra tartaruga ha nidificato a Marina di Ascea, e il giorno dopo un’altra ancora. L’ultima deposizione avvistata, e stavolta anche filmata, è avvenuta il 30 luglio a Marina di Camerota. E grazie al pronto intervento dei biologi della Stazione Anton Dhorn, è stato applicato anche un piccolo gps sul carapace della mamma tartaruga per continuare a monitorare i suoi viaggi e conoscere le prossime spiagge dove deporrà le sue uova. Un esperimento unico nel mar Mediteraneo: a nessuna tartaruga femmina adulta era mai stato applicato prima un gps.

Tra Marina di Camerota e Ascea, anche grazie alle foto e ai video dei bagnanti e dei turisti, i biologi sono riusciti a individuare ben cinque nidi, appartenenti a quattro femmine diverse. Un dato importantissimo, perché ogni tartaruga può scavare fino a sette nidi. Potrebbero quindi essercene altri ancora non individuati.

Intanto dopo la prima schiusa del 10 agosto, si attendono le altre fino a fine settembre. La prossima nella zona di Marina di Camerota è prevista per il 9 settembre, ma il maltempo di questi giorni potrebbe complicare le cose. A Ferragosto infatti le temperature sono crollate, mettendo in allerta i biologi marini. Se il mal tempo dovesse continuare sarà un problema in termini di natalità: si annunciano ritardi anche oltre la metà di settembre e i nidi potrebbero essere messi in difficoltà dalle mareggiate. Proprio a Ferragosto, infatti un nido ad Ascea è stato inondato, fortunatamente però l’acqua non ha ristagnato nel nido e perciò non c’è urgenza di spostarlo, per adesso. Se ce ne fosse bisogno, i biologi lo trasferiranno in un sito più sicuro non appena sarà passato il periodo critico di sviluppo embrionale. Inoltre il calo delle temperature potrebbe influire sulla percentuale di maschi e di femmine: il sesso delle uova è infatti determinato proprio dalla temperatura all’interno del nido. Ma fortunatamente per le piccole tartarughine, i biologi dell’Anton Dhorn restano a monitorare costantemente i quattro nidi ancora non schiusi, insieme ai volontari del WWF, di Legambiente ed Enpa.

 

 

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