Mentre Marchionne ritarda gli annunci, il sindacato attacca.
All’alba di oggi il grande stabilimento FCA di Pomigliano ha ripreso le attività dopo la pausa agostana. Ieri hanno già riacceso i motori tutti gli altri impianti italiani del gruppo automobilistico e cioè le fabbriche di Cassino (produzioni Alfa Giulietta, Giulia e Stelvio ), Melfi ( Fiat Punto, 500 X e Jeep Renegade), Mirafiori ( Alfa Mito e Levante), Grugliasco ( Maserati Quattroporte e Ghibli) e Val di Sangro (furgoni Ducato). Intanto i sindacati, che a proposito delle ultime voci internazionali sugli scorpori dei marchi sono contrari a ogni forma di ”spezzatino” del gruppo e quindi ostili a ipotesi di vendita, premono allo scopo di far accelerare le decisioni sulla nuova produzione per Pomigliano, dove si attende l’arrivo di una vettura di fascia premium da affiancare alla Panda (l’utilitaria lascerà però la fabbrica partenoepa entro il 2020 ), e per Mirafiori, che aspetta un altro suv da aggiungere al Levante. Due gli appuntamenti previsti in questo senso entro la fine di settembre. Per Mirafiori l’occasione sarà il rinnovo del contratto di solidarietà mentre per Pomigliano si attendono l’incontro di verifica sulla situazione dei circa 300 operai dell’impianto che stanno lavorando temporaneamente a Cassino e il contestuale annuncio della nuova produzione. Entrambi i punti all’ordine del giorno per Pomigliano sono il frutto dell’accordo sul prolungamento del contratto di solidarietà stipulato nello stabilimento della Panda. A ogni modo, circa le prospettive, FCA ieri ha comunicato che « l’unico appuntamento ufficiale sul piano industriale è l’Investor Day per il primo semestre 2018, annunciato a ridosso del bilancio semestrale dall’ad Sergio Marchionne ». « FCA – replica però Ferdinando Uliano, segretario nazionale Fim Cisl automotive – ha preso a giugno l’impegno sull’annuncio del nuovo modello premium a Pomigliano entro il prossimo incontro di fine settembre (la cui data non è stata ancora fissata, ndr). Ma se spostiamo tutto a giugno dell’anno prossimo andremo in difficoltà visto che non riusciremmo a stare dentro con la scadenza della solidarietà, prevista tra un anno, per i 4700 addetti ». Uliano aggiunge che « i sindacati sono molto più preoccupati di questo che del risiko societario ». « Otto mesi fa – rammenta il sindacalista – si parlò di Gm, poi di Volkswagen, poi dei cinesi e ora dei coreani. Noi siamo per le alleanze e diciamo no allo scorporo dei marchi. Alleanze che devono essere mantenute con una golden share FCA. L’altro punto è la salvaguardia degli stabilimenti italiani: siamo contrari allo spezzatino ». L’assetto di ogni impianto è basato sulla produzione plurimarche. Secondo i sindacati lo spezzatino ridurrebbe gli spazi di redditività. E a Pomigliano la nuova produzione richiederà un investimento oneroso.



