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Dopo vent’anni via le ecoballe dalle campagne di Acerra: rimozione dal 10 luglio

Dopo un’attesa infinita si dà il via a una prima, importante, operazione di repulisti del territorio. Tra poco meno di tre settimane al Pantano inizierà la rimozione

 

Cinquantamila tonnellate di rifiuti incastrate da quasi vent’anni tra filari di albicocchi e campi di ortaggi, a pochi passi dai comignoli fumanti dell’inceneritore. Sono le cosiddette “ecoballe”, immondizia accatastata durante le terribili emergenze che si sono succedute a partire dal 2004 nel sito di stoccaggio di località “Pantano”, campagna a nord di Acerra. Montagne di schifezze coperte da immensi teli di plastica nera, una presenza indigesta alle popolazioni del territorio, soprattutto ai contadini che coltivano terreni ancora fertilissimi. Ma ora s’intravede finalmente qualcosa che è più di uno spiraglio di luce. L’operazione di rimozione dei rifiuti inizierà infatti il 10 luglio, dopo quasi due decenni di inutili attese. Bonifica ormai dietro l’angolo, dunque. E’ stato appena aperto il cantiere per l’eliminazione degli scarti accumulati su due gigantesche piazzole rettangolari. Gli operai della ditta incaricata dalla Regione Campania stanno installando all’interno del sito di stoccaggio le attrezzature che serviranno a togliere di mezzo le montagne d’immondizia, che sarà smaltita fuori regione. Stessa operazione è prevista anche per il sito di stoccaggio delle ecoballe di Fragneto Monforte, in provincia di Benevento, dove si trovano ammassate altre 47mila tonnellate di scarti. Anche qui c’è un cantiere che è stato aperto dalla stessa ditta che ha vinto l’appalto per la rimozione da venti milioni di euro, bandito dalla Regione. Un’operazione che ha subito i soliti tempi lunghi di una normativa ancora troppo farraginosa in materia. E quando tutto sembrava risolto ci sono voluti tre mesi di battaglia giudiziaria per aggiudicare definitivamente la gara per i lavori. Le ditte che l’avevano persa si erano rivolte prima al Tar e poi al Consiglio di Stato. Ma la giustizia amministrativa ha respinto i ricorsi delle aziende perdenti dando ragione ai legali incaricati dalla Regione Campania a contrastare quest’ultimo ostacolo. Intanto Fulvio Bonaviticola, vicepresidente della giunta retta dal governatore Vincenzo De Luca, è soddisfatto dall’andamento delle operazioni ad Acerra e a Fragneto.

Con Acerra e Fragneto Monforte – spiega l’assessore regionale all’ambiente – siamo alle battute finali per completare la prima filiera delle tre di cui si compone il nostro programma di rimozione delle ecoballe, quella del trasporto per il trattamento in impianti fuori regione. Per questa filiera – specifica Bonavitacola – siamo oltre la soglia di un milione di tonnellate rimosse ed entro pochi mesi raggiungeremo l’obiettivo finale. Com’è noto le altre due filiere riguardano il trattamento dei rifiuti nei due impianti ubicati nel territorio regionale: quello di Caivano, già attivo da un anno e che ha consentito di ridurre di un terzo la multa europea, e quello di Giugliano, che sarà attivo entro questa estate e che consentirà la riduzione di un altro terzo di rifiuti”.

Si tratta degli impianti di tritovagliatura delle ecoballe stoccate nel gigantesco sito di Taverna del Re. C’è ancora un lavoro immenso da fare. Tra il 2000 e il 2010 in Campania si sono accumulate oltre quattro milioni di tonnellate di ecoballe. Circa un milione sono state portate fuori regione. Ma ne rimangono ancora circa 3 milioni, che saranno appunto smaltite dei due impianti di Caivano e Giugliano. E’ una fase delicata. Sarà necessario fare molta attenzione alla sicurezza dei siti di stoccaggio e degli impianti. Lo stoccaggio di Acerra fu colpito da due misteriosi incendi, entrambi nello stesso anno, prima a marzo e poi ad agosto del 2012. Furono due disastri ambientali. All’epoca l’ipotesi dolosa restò solo un forte sospetto. Quindi la Regione diede il via alla prima operazione di rimozione, nel settembre del 2012 e nel marzo del 2015, operazione che portò all’eliminazione di 40mila tonnellate di rifiuti. Da 7 anni però ne sono rimaste altre 50mila. Che però tra qualche settimana saranno rimosse e trasportate fuori regione.

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