Oggi, a Ottaviano, si è svolta una nuova protesta dei lavoratori della Dema contro i 200 esuberi previsti dopo l’acquisizione dell’azienda aerospaziale da parte del gruppo Adler. I manifestanti si sono riuniti davanti al Castello Mediceo, sede istituzionale della città, per chiedere certezze sul loro futuro lavorativo e per esprimere il loro dissenso rispetto ai piani di riorganizzazione aziendale. Alla manifestazione ha preso parte anche il prefetto, sottolineando la rilevanza della vertenza.
Il contesto della protesta
La protesta di oggi segue quella di ieri, quando alcuni lavoratori hanno bloccato i binari della Circumvesuviana sulla linea Napoli-Ottaviano-Sarno, a Somma Vesuviana. Il blocco, durato pochi minuti, ha causato l’interruzione temporanea del servizio ferroviario ed è stato una prima forma di mobilitazione contro il piano di riduzione occupazionale. Le due manifestazioni sono collegate: la tensione tra i lavoratori è alta e la preoccupazione per il futuro degli stabilimenti di Somma Vesuviana e Ottaviano continua a crescere.
Le richieste dei lavoratori
I lavoratori della Dema chiedono garanzie occupazionali e maggiore trasparenza sui piani industriali del gruppo Adler. Secondo i sindacati, il piano di riorganizzazione prevede lo spostamento forzato dell’80% del personale dallo stabilimento di Somma Vesuviana ad Airola e Brindisi, oltre alla chiusura di interi reparti produttivi. Queste misure, denunciano i manifestanti, mettono a rischio il futuro dell’azienda e potrebbero portare alla “desertificazione industriale” dell’area vesuviana.
Reazioni delle istituzioni e dei sindacati
Le istituzioni locali e i sindacati hanno espresso solidarietà ai lavoratori. La Fiom-Cgil ha chiesto un confronto urgente con il gruppo Adler per chiarire il futuro della Dema e dei suoi dipendenti. Anche il prefetto, presente alla manifestazione di oggi, ha ascoltato le istanze dei lavoratori, segno che la vertenza sta attirando l’attenzione delle autorità.
Il futuro della Dema
La situazione rimane incerta e le proteste potrebbero continuare nei prossimi giorni. I lavoratori chiedono risposte concrete per evitare licenziamenti e ridimensionamenti che avrebbero un impatto devastante sul tessuto economico locale. La speranza è che il governo e le istituzioni possano intervenire per garantire la continuità produttiva e la salvaguardia dei posti di lavoro in un’azienda storica per il territorio.



