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Forse, quando passi, correndo marciando pedalando, sul lungomare, e lo trovi chiuso, ma con dentro persone famiglie bambini a mangiar mozzarella pizza baccalà, ti rassegni un po’ e te ne fai una ragione. Superi il recinto sorvegliato, svoltando sulla strada in mezzo a macchine, moto e smog.

Il fatto è che a un evento di cinque giorni se ne aggiungono altre dieci di giornate, cinque prima per montare e cinque dopo per smontare. E tutte e quindici per 24h su 24.

Diventa un problema serio per gli intemerati runnisti e ciclisti, giovani e anziani. A cui si aggiungono signore e signori che passeggiano, turisti, cani al guinzaglio e non, la colonia di gatti neri lì residenti da prima di noi.

Si concentrano nel tratto di lungomare chiamato ancora liberato una serie infinita di eventi. A breve senza soluzione di continuità. Considerando che il tratto è impraticabile da quando si insedia il cantiere per la messa in opera a quando sbaracca tutto. Transenne sempre più robuste, camioncini e tir, auto, muletti, cavi elettrici, wc mobili, forni, sabbia dai campi in terra rossa spinta dal vento, ecc.

Gli eventi sono sicuramente importanti ma non si possono svolgere tutti lì. A svantaggio di quanti vorrebbero usufruire di una passeggiata tra le più belle del mondo. A vantaggio soprattutto di privati, quasi sempre gli stessi, che fanno affari. Sfruttando un po’ la fame di lavoro, anche solo settimanale, di tanti ragazzi, e un po’ la generosità del Comune che fa sconti importanti.

L’idea di voler spendere milioni dei Fondi Europei per trasformare questo tratto di lungomare con ben più ampi marciapiedi, nuova e più potente illuminazione, attrezzature permanenti, spaventa molto. Sembra un progetto più per gli “occupanti” che per i cittadini.

E giacché ci siamo parliamo un po’ dell’occupazione del suolo pubblico della nostra città. A ombrelloni, gazebi, sedie e tavolini si aggiunge un mare di plastica. Diventa difficile passare, bisogna scendere sulla strada: anche i disabili. Oltre a numerosi bar, ristoranti e altri negozi che occupano abusivamente senza pagare la tassa, ci sono quelli che pagano ma poi “si allargano” senza misura. Disagi enormi, per esempio, nella zona dei grandi alberghi durante le Universiadi, che però continuano ancora. Capitano Frattini e colleghi, pensateci un po’ voi! Per i cittadini e per le casse del Comune.

Per carità di patria lasciamo perdere i cantieri in corso, come il cantiere di piazza Plebiscito, “ che slitta” dal colonnato alla Prefettura.

Eppure, in tanti, saremmo pure disponibili a sopportare limitazioni e disagi e soprusi, se solo le Autorità riuscissero a contrastare e porre fine allo scempio di chiese, palazzi e monumenti imbrattati e sfregiati. L’ultima scritta con lo spray nero lungo lo scalone e il portale secondario di santa Chiara è un pugno nello stomaco. Più della pubblicità che ricopre, con la scusa della ristrutturazione, l’intera facciata di un palazzo a piazza del Gesù.