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“Cercando bambina”, il nuovo romanzo di Anna Santoro, presentato a Napoli a “Il tempo del vino e delle rose”

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La scrittura poetica di Anna Santoro scandaglia il rapporto madre-figlio svelandone complessità, chiaroscuri, imprescindibilità.

 

Una donna che non ricorda nulla del suo passato vive da sola in una piccola casa e osserva da una “finestra sul cortile” le vite degli altri. Ogni tanto un uomo senza nome, apparentemente sconosciuto, le porta cibo, vestiti, la accudisce. La memoria di Francesca, questo è il suo nome, affiorerà lentamente e porterà alla luce un dramma tremendo, in una cornice di storie di donne segnate dalla sopraffazione e dalla violenza. Storie tutte simili, storie specchio, come quelle delle persone e dei bambini che Francesca vede dalla sua finestra e che si aprono come altre finestre, in un effetto domino, a svelare alla protagonista la verità sul suo passato.

La realtà che Anna Santoro fotografa è la quotidianità degli “esclusi” di oggi: quello che ha perso il lavoro per la crisi e non riesce a risollevarsi, le donne immigrate, la donna anziana e sola, quelle coinvolte nei guadagni cosiddetti “facili”, che facili non sono perché il prezzo che si deve pagare è la rinuncia alla dignità di persona.

Le donne di questo romanzo sono delle combattenti, donne che resistono al di là delle loro stesse forze alla prepotenza e alle violazioni e scoprono la grazia della solidarietà femminile, umile, sommessa, potente. Perché anche se le provenienze sono diverse e le storie personali anche, le accomuna l’esperienza dello sradicamento e della resistenza.

E gli uomini? Ci sono. Sono gli autori delle violenze e delle sopraffazioni, oppure l’uomo che ama Francesca, ma non riesce a farlo fino in fondo, fino a scegliere di condividere con lei la vita, o quello che diventerà padre attento e affettuoso solo dopo che la sua compagna si spezzerà sotto il peso delle responsabilità in un dramma doloroso e catartico.

Ma il “core” del romanzo è preannunciato dal titolo: la ricerca della madre/figlia perduta. La madre che abbiamo avuto e quella che avremmo voluto avere, la madre che siamo o potremmo essere, il bambino/figlio perduto che vorremmo ritrovare e che siamo noi stessi. In questo romanzo non c’è il finto amore materno da pubblicità dei biscotti, c’è l’amore materno vero, quello difficile, quello che mescola passione, legame, rifiuto, indifferenza, antipatia, comprensione, affinità, diversità. Silenzi difficili da decifrare e parole che non si dovrebbero pensare.

Francesca recupera la memoria attraverso la distanza (la finestra sul cortile), con l’aiuto delle altre storie e delle altre persone (notizie dallo spazio) e giunge “di fronte al dolore”. Lì non c’è salvezza, non c’è superamento. Le ferite non si chiudono. C’è un’altra cosa: “la meraviglia della poesia (e della follia)”, il capitolo che chiude questa intensa storia d’amore per l’amore. E la poesia (e la follia) che abbraccia e alla fine salva la protagonista è, nelle parole di Anna Santoro, fatta di “persone, persone, persone, persone, una marea di gente che.” Una rete di presenze capaci al di là di tutto di affetto e solidarietà.

A questo punto dell’autrice bisogna, però, ancora dire qualcosa. Anna Santoro è poetessa e scrittrice, ma anche studiosa. E’ stata presidente dell’associazione Araba Fenice, è tra le fondatrici della Società delle Letterate, è impegnata da sempre in battaglie civili e politiche, è femminista e ricercatrice di storia delle donne. E’  suo, ad esempio, il “Catalogo della produzione femminile italiana a stampa presente nei fondi librari della Biblioteca Nazionale di Napoli (dalle origini della stampa al 1860)” del 1984. E il suo percorso di studiosa e di attivista, come anche quello di poetessa, si sente tutto nelle pagine di questo romanzo, che lega il vissuto di ognuna a quello delle altre, che coniuga disincanto e lirismo, interiorità e politica.

Il libro è stato presentato a Napoli, al Caffè del vino e delle rose, l’11 u.s., alla presenza dell’autrice, che ha letto personalmente dei brani scelti, da Donatella Trotta, giornalista autrice e curatrice di libri, Simona Marino, docente di Filosofia morale e delegata alle Pari Opportunità del Comune di Napoli, e Francesco Di Domenico, giornalista e scrittore.

Anna Santoro, Cercando Bambina, Ali&No editrice, aprile 2018